Lettera agli amici di Macondo 7

Cari amici di Macondo,
ecco giunto il momento di riprendere i contatti. Ci sembra importante, una volta tanto, non parlare di noi ma della situazione che il nostro Paese sta vivendo e che ci tocca tutti molto da vicino. Forse lo sapete già anche voi, forse le notizie sono arrivate anche lì. Stiamo attraversando un momento difficile: denunce gravissime di corruzione compromettono il governo Lula con ministri, deputati e senatori della base parlamentare.
Andiamo con ordine: il presidente di uno dei partiti alleati di Lula, coinvolto in uno scabroso caso di corruzione ha deciso di trascinare nel fango mezzo mondo. Ieri, nell’interrogatorio alla Camera, ha fatto i nomi di tutti i deputati e senatori che ricevono soldi (un contributo mesile di trentamila Reais) per votare i progetti di legge a favore del Governo, direttamente dalle mani di José Dirceu (super ministro e braccio destro di Lula) e di Genoino (presidente del PT).
Il Brasile trema. Nella sua deposizione affermava che, una volta informato Lula (che non ne sapeva niente), la paghetta (chiamata col suggestivo nome : “mensalão” – il “mensalone”) è stata sospesa e da quel momento il Governo non è più riuscito a far approvare nessuna legge.
Lula è stato avvisato in marzo. Il fattaccio si è saputo l’altro giorno.
Mancano le prove, ma è stata creata una commissione parlamentare per l’occasione.
Detta commissione è oggetto di trattative sporche tra governo e opposizione, il primo tenta in tutti i modi di farla cadere nel nulla, l’opposizione vuole far morire Lula dissanguato.
Anche se Lula è innocente, anche se le denunce sono false, la faccenda impressiona perché è tutto plausibile e credibile, tutto verosimile. Come si dice in buon italiano: “siamo nella merda”.
Gli uomini di Lula si sono impossessati della macchina dello Stato ed hanno usato gli stessi mezzi e le stesse forme di controllo politico di Collor (deposto con impeachment), Fernando Henrique Cardoso e qualunque altro governo.
A proposito di Collor: il denunciato-denunciante, di cui dicevamo all’inizio, ne è stato l’alleato più fedele fino alla fine. Lula si è alleato col diavolo e adesso il diavolo è venuto a riscuotere. Pensate che Jefferson (è il suo nome) ha deciso di parlare solo perché il PT (il partito di Lula) è venuto meno all’accordo stipulato di finanziare il mensalão e di pagare l’ultima campagna elettorale. Ha dichiarato ai microfoni del parlamento additando i colleghi: “io sono corrotto, ma non ipocrita!!!”
Oggi eravamo tutti un po’ tristi. Immaginiamo che niente di tutto questo sia vero(ma per la verosimiglianza, per il fatto che queste cose si sanno – un po’ come tutti sapevano, a suo tempo, in Italia le faccende di Craxi e compagnia bella -), anche così sono riusciti ad uccidere la speranza (ricordiamoci le prime parole di Lula eletto: “la speranza ha vinto la paura”) e per questo peccato non c’è perdono.
Carissimi, scusateci lo sfogo.
Ora veniamo a noi. La settimana scorsa ci siamo incontrati per la seconda volta con la direzione dell’ospedale Saboya, che, come vi abbiamo già spiegato, è virtualmente responsabile di una zona che comprende quasi un milione di abitanti. Ebbene, ci è stato proposto l’inizio di una collaborazione specifica. Oltre a far parte del Conselho Gestor, il consiglio di gestione che si occupa direttamente e soprattutto del suo funzionamento in quanto organo di servizio pubblico, ci è stato chiesto espressamente di occuparci della riabilitazione sociale dei disabili dimessi dall’ospedale che altrimenti sarebbero abbandonati a se stessi. Il nostro piccolo gruppo di volontari potrebbe supplire alla carenza totale di strutture adatte a questa funzione. Non vogliamo sostituirci alle strutture pubbliche, ma possiamo fare in modo che queste lavorino o addirittura che vengano ad impiantarsi sul territorio. È una grande sfida, la più grande, la più importante che ci è capitata in tutti questi anni. Non siamo certo noi a tirarci indietro: abbiamo accettato.
Cari amici, siamo ormai a metà anno e, come prevedevamo, lavoro non ne manca, preoccupazioni pure ma proporzionalmente la voglia di concretizzare le nostre aspirazioni si fa ogni giorno più viva.
Um grande abraço
Aprendendo a Semear