Lettera agli amici di Macondo 9

Cari Amici di Macondo,
sappiamo bene che le notizie che vi arrivano dal Brasile sono sempre tragiche: violenza, corruzione, abbandono, miseria, crisi politica ed economica, sappiamo pure che quando questi fatti attirano l’attenzione sul nostro paese e su di noi, possono provocare commenti negativi. Ed è per questo che volgiamo mandarvi solo buone notizie, le brutte le conoscete già. E, grazie a Dio, di buone notizie ce ne sono. La prima è che nonostante tutto noi non cediamo, siamo ancora qui e non ci siamo lasciati vincere dallo sconforto. Sarebbe molto facile, soprattutto in questi tempi e principalmente per noi che la povertà e la violenza le conosciamo da vicino.
Possiamo ritenerci soddisfatti per aver raggiunto per lo meno l’obiettivo di farci conoscere dall’amministrazione pubblica. Penso che sappiate a che costo. La nuova amministrazione municipale, passato ormai un anno dalle elezioni sembra che cominci a funzionare. In varie riunioni con gli agenti sanitari del comune ci siamo resi conto che la nostra comunità e il nostro quartiere affronta situazioni igienico-sanitarie di emergenza. Un po’ per la miseria della sua gente, un po’ per la noncuranza di questa stessa gente che fa finta che i problemi della collettività non le riguardino. Cosa costa, infatti, mettere la spazzatura sulla porta di casa il giorno in cui passa la raccolta? Perché la mettono il giorno dopo e la lasciano marcire al sole sapendo benissimo che così facendo arrivano i topi? I topi, eterno problema: sono perfino apparsi casi di leptospirosi. Non possiamo stare con le mani in mano, è una situazione che riguarda tutti da vicino, in primo luogo i bambini. Ci è stato comunicato con veemenza il problema della contaminazione dell’acqua. Inoltre sono riapparsi casi di una grave malattia trasmessa dalla zanzara, la Dengue…
E adesso potrete farci una domanda: che cosa ha a che fare il nostro gruppo che si occupa dell’integrazione dei disabili con tutte queste cose? E noi rispondiamo: l’integrazione passa attraverso i diritti e i dovere de cittadino; noi siamo e vogliamo sentirci cittadini degni ed integrati allo sviluppo del nostro quartiere ed allora tutte queste problematiche ci toccano
da vicino. Abbiamo deciso di collaborare con gli agenti di salute partecipando alle visite
domiciliari: passare di casa in casa a parlare ed informare. Siamo convinti che solamente con la partecipazione attiva abbiamo la possibilità di migliorare le nostre condizioni di vita.
A proposito, abbiamo creato un piccolo ma tenace gruppetto di signore, tutte sofferenti di pressione alta. Regolarmente ci si incontra al campetto e si fanno gli esercizi che ci hanno insegnato, si cammina, si sta insieme. Abbiamo già attirato l’attenzione di molta gente, forse possiamo servire da stimolo anche per i più pigri.
Cari amici, come vedete siamo vivi stiamo lavorando. Abbiamo la coscienza di essere come quell’uccellino che cercava di spegnere l’incendio della foresta con una goccia d’acqua che portava nel becco e che quando tutte le bestie che scappavano se ne accorsero, tornarono tutte indietro ad aiutarlo… lo sappiamo ma se quell’uccellino si fosse scoraggiato o fosse scappato…
E con queste parole di speranza vi mandiamo gli abbracci di sempre.
Aprendendo a Semear.
24 settembre 2005