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La notizia pubblicata ieri sul giornale “Folha de São Paulo”, è stata poi ripresa da tutti i telegiornali ed ha causato una certa ripercussione. Per ora siamo ancora a livello di sterili polemiche che non ritrovano poi un effettivo riscontro in quello che dovrebbe essere un cambiamento di mentalità. Staremo a vedere. Col solito metodo traduco.

Folha de São Paulo, 24/09/2005

di Afra Balazina

La decisione del sindaco di São Paulo, José Serra, di costruire rampe “anti-morador de rua” nel passaggio sotterraneo che lega l’Avenida Paulista alla Doutor Arnaldo, è stata criticata da urbanisti, avvocati, dalla Chiesa Cattolica e da sociologi. L’intervento, secondo alcuni di loro, può iniziare un apartheid sociale nella città.
Gli ostacoli vengono costruiti in un locale dove vive un gruppo di circa trenta “moradores de rua”, tra i quali alcuni bambini e un neonato di dieci mesi.
Serra, con il pretesto di ridurre gli assalti nella zona, ha iniziato la costruzione delle rampe dal pavimento saliente, per impedire il tentativo di dormire sul posto. I lavori sono già iniziati in uno dei lati del tunnel. I senza tetto si sono trasferiti sul lato opposto.
Rubens Adorno, professore della facoltà di salute pubblica dell’Università di São Paulo, dice che la costruzione delle rampe è una soluzione “tappa buchi”. “L’azione dimostra che questa amministrazione ha una caratteristica repressiva e di rimozione”, afferma il professore che è un esperto sulle questioni di salute pubblica e esclusione sociale.
Secondo l’opinione del professor della Facoltà di Architettura dell’università di São Paulo, João Whitaker, questa azione del Comune si inserisce in una politica più ampia di “pulizia sociale”, che riflette un modo di vedere la città e la costruzione dello spazio urbano.
“Serra, da quando è stato eletto, ha ripreso una politica tradizionale delle “elites” che è l’esclusione della popolazione povera dalle aree più ricche del centro. È una idea assolutamente arretrata e reazionaria, che non percepisce il pericolo di portare un apartheid sociale le cui conseguenze sono imprevedibili e tragiche”, afferma il professore. Secondo la sua opinione, aver denominato la prima azione per ritarare le persone dal centro col nome di “operação limpeza”, operazione pulizia, è sintomatico della visione che il governo ha del problema.
“Per loro (quelli del Comune), non è la società che, per la sua ingiustizia produce la disuguaglianza e l’espulsione. La colpa è dei poveri, che non dovrebbero stare là”, afferma il professore.
Il magistrato e presidente della Commissione Giusitzia e Pace di São Paulo, Antonio Carlos Malheiros, crede che il Comune ancora una volta intraprenda il “cammino sbagliato”. “Trovo che questa iniziativa sia inammissibile. Chi vive per la strada non può essere trattato come un pezzo di cartone”.
Malheiros non concorda con l’argomento che giustifica l’azione per fermare la criminalità. “Questo è assurdo. La rimozione dei “moradores” sarebbe accettabile solo se fosse per offrire migliori condizioni di vita a questa popolazione”, dice.
La sociologa Camilla Giorgetti, che studia il modo di come il paulistano tratta i “moradores de rua”, afferma che la violenza è sempre la giustificazione utilizzata per cacciarli via dai luoghi pubblici. “Certi sindaci combattono la violenza agendo in modo ancora più violento, togliendo ai moradores de rua l’unico diritto che rimane loro, quello di girovagare per la città”, afferma la sociologa. Crede inoltre che sono infondati i motivi che spingono i politici ad adottare le misure “igieniste” di esclusione, come quella in corso nell’Avenida Paulista.
“Qualcuno ha già sentito parlare di assalto a banche praticato per una banda di moradores de rua? Da 12 anni studio il problema e l’informazione che ho è che la violenza esiste, ma succede soprattutto tra gli stessi moradores de rua”, afferma.
Secondo il presidente della Commissione dei Diritti Umani, non è adeguato trattare i senza tetto come un pallone da calcio, sbattuto di qua e di là. “Il problema deve essere trattato in tutta la sua complessità. L’ambiente è degradato, le persone protestano, ma quali sono le conseguenze delle azioni intraprese? Bisogna offrire una opportunità di reintegrazione sociale”, afferma.
Il Vescovo dom Pedro Luiz Stringuini, coordinatore delle Pastorali Sociali della Chiesa Cattolica, dice che i “moradores de rua” di São Paulo aumentano di giorno in giorno e che la causa del fenomeno è l’assenza di politiche pubbliche. “Il Comune dovrebbe avere una visione più preoccupata con il sociale”.
Il sindaco ha dichiarato ieri che è “una grande stupidaggine” affermare che la costruzione della rampa fa parte di una politica igienista.

Per non dimenticare, voglio segnalare alcune date importanti che indicano tappe fondamentali delle iniziative del Comune intraprese quest’anno di cui parliamo spesso nei nostri articoli.
Sempre dalla Folha di São Paulo di oggi, traduco

8 Marzo – Opreação Limpeza
La regione della “crackolandia”, conosciuta come punto di traffico e consumo di droga e prostituzione, è stata occupata durante una settimana da 200 uomini della forza pubblica. Centinaia di persone perquisite e arrestate. Vari hotel ad ore chiusi.

8 Marzo – Bliz per togliere dalla strada bambini mendicanti
Il Comune annuncia un programma per il ritiro dalla strada di bambini che vendono merci ai semafori della capitale. L’idea era includere le famiglie in “programa de distribuição de renda” (programmi pubblici assistenziali in cui viene elargita mensilmente ad ogni famiglia una quantità in denaro non superiore a novanta reais, circa 30 euro, ndt.)

13 Aprile – “Moradores de rua” ritirati dal quartiere Pinheiros
Il Comune esegue una operazione per il ritiro di 30 “moradores de rua” da sotto un viadotto. Le persone rimosse tornarono sul posto 24 ore dopo. Il Comune dice di aver offerto ospitalità nei dormitori pubblici.

24 Maggio – Restauro della Praça da Sé (la piazza centrale)
Il progetto di restauro della Praça da Sé prevede la risistemazione dei giardini che servono da rifugio per i “moradores de rua” Il Comune afferma che il restauro sarà eseguito per facilitare il pattugliamento di polizia e migliorare la circolazione dei pedoni e non per allontanare i “moradores de rua”

29 Maggio – Fine degli orti comunitari
Il Comune determina lo smantellamento degli orti comunitari da sotto il viadotto Bresser e sostituirli con un giardino

31 Giugno – Casette per le bambole
l’associazione Casa de Bambino Nossa Senhora Aparecida installa “casette della solidarietà per servire da rifugio ai meninos de rua del quartiere. Il Segretario di Assistenza Sociale ne determina la ritirata. I meninos de rua tornano per la strada.
20 Agosto – Pubblicità contro l’elemosina
Il Comune progetta di lanciare in ottobre una campagna pubblicitaria con lo slogan “Dai più di una elemosina, dai futuro” per dissuadere la popolazione di donare soldi e di comprare oggetti o servizi di bambini che lavorano per strada.

– Fine del riciclaggio
Il Comune determina per il mese di Ottobre lo sfratto della cooperativa di riciclaggio dal vano che occupa sotto il viadotto Paolo VI. Secondo la Facoltà di Architettura e Urbanismo la cooperativa è un esempio mondiale del buon funzionamento di una imresa di riciclaggio.

Anche oggi non faccio commenti.