Passione

Muore il Patriarca

Trenta morti per le strade di Rio

Migliaia in piazza, la veglia, milioni in tutto il mondo

Parole di circostanza delle autorità, il grido di orrore di una moglie, un figlio, una madre

Muore il Patriarca. Il mondo piange, più solo e più triste

Trenta morti, tra gli sghignazzi. La notizia è di oggi: la testa mozzata di un ladro di polli gettata dal muro del commissariato, rotola nel cortile. L’avviso è stato dato: non dovete indagare sul battaglione. Due giorni prima, l’arresto di tre poliziotti corrotti, i colleghi tagliano la testa al ladro di polli e la lanciano nel cortile. Non ci toccate, dicono

Muore il Patriarca. CNN e BBC in diretta, ci sentiamo suoi amici, così come lui si sentiva di noi

Si spalancano le porte dell’inferno. Il buio ingoia definitivamente perfino il ricordo anche della più tenera luce. Mai, la luce qui non è mai arrivata. Non si conosce la luce perché non la si è mai vista. Notte, sghignazzi, due spari, cadono le prime vittime. João e José, in bicicletta al bordo della strada sono bersagli mobili, cadono che è un piacere, João e José bersagli da luna park, le prime vittime

Fioca luce dalla finestra del grande palazzo, muore il Patriarca, ma è ancora vivo, vive, viva il Patriarca, diamoci la mano, stringiamoci a lui, confortiamolo con la nostra presenza, ci sentirà, nel suo cuore saprà che gli siamo vicini

Cade Maria, giace in una pozza di sangue nel buio di una strada di periferia. L’oscurità passa e ne ingoia trenta come lei. Maria, João, José, cadaveri, aspettano fino al pomeriggio del giorno dopo, irriconoscibili, divorati dagli spari, trenta cadaveri aspettano le lungaggini burocratiche, le inutili verifiche del luogo del delitto, la bara di compensato

Luce di milioni di candele, veglia il Mondo, non vuole che il Patriarca chiuda gli occhi, che non si inginocchi più per baciare la terra. Resta con noi, Signore, è la sera…

Sera scura, profonda notte di solitudine di trenta Maria, João e José, sdraiati nella pozza di sangue. Non c’è luce nel quartiere, non c’è mai stata.

Mormora alcune parole il Patriarca, ringrazia Dio che lo assiste da sempre

Trenta corpi dilaniati dalle pallottole non hanno il tempo di capire. La morte arriva nel buio, così nero e così duro che neanche Dio riesce vedere. Quattordici anni, il ragazzino gioca sulla porta di casa, passa lo scherno della morte, alza la testa guarda e non comprende, la madre urla, lo vede rantolare sull’asfalto, quattordici anni e non se ne è neanche accorto

In qualche modo il Patriarca ascolta le voci di centinaia di giovani raccolti sotto la sua finestra, sorride. I suoi giovani. Tra loro, senz’altro, qualcuno ha quattordici anni

Ad abbracciare il Patriarca, il mondo
Trenta cadaveri nella solitudine dell’oscurità ascoltano il ghigno della morte sbranarli

Elì, Elì, lemmá sabactàni?

nota:
si fa riferimento agli ultimi istanti di vita di papa Giovanni Paolo II e alla strage perpetuata in quegli stessi momenti per le strade di Rio de Janeiro ad opera di una squadra di poliziotti.