Preoccupazioni

Cochabamba, 10 ottobre 2005

Cari amici,

attendevo la terza bella notizia, che puntualmente è arrivata.

La Prefettura di Cochabamba, in vista delle elezioni che si dovrebbero tenere il prossimo 4 dicembre, e che per la prima volta vedono anche l’elezione diretta dei Prefetti, ha anticipato l’assegnazione dei fondi agli ?internados? (istituzioni che danno, fra l’altro, vitto e alloggio a scolari e studenti) per il prossimo anno scolastico 2006.

Ci hanno destinato, questa volta, il corrispondente di circa 4.500 ?, quasi il triplo di quanto assegnato quest’anno. Vi assicuro che, per la Bolivia e le sue finanze pubbliche, questa è una cifra notevole.

Vi dicevo delle elezioni che si dovrebbero tenere il prossimo quattro dicembre: il condizionale è quantomai opportuno, in quest situazione di grande incertezza.

Il Parlamento, dopo due settimane dalla dichiarazione di incostituzionalità di un articolo della legge elettorale sulla distribuzione fra i vari departamentos dei seggi elettorali, di cui vi ho scritto in una mia precedente lettera, non solo non ha provveduto alla relativa modifica, ma è bloccato in liti interne fra chi, con la nuova normativa, guadagnerebbe seggi e chi ne perderebbe.

E nessuno è disposto a cedere di un millimetro.

Non solo, il Departamento di S.Cruz de la Sierra, il più importante del Paese sotto il profilo economico, minaccia, se non gli verranno concessi i quattro seggi in più che gli spettano, di disertare le urne.

Vi sono interessi molto forti a che non si vada alle elezioni:

    *

      da parte di Parlamentari che vogliono mantenere scranno e relativa prebenda fino al 2007, data di scadenza naturale della presente legislatura;
    *

      da parte dei settori ?autonomisti?, che vogliono approfittare di questo braccio di ferro fra l’ occidente del Paese che perderebbe seggi e l’oriente che ne guadagnerebbe. per perseguire l’obbiettivo separatista che da tempo si prefiggono;
    *

      da parte di coloro che vedono nell’Assemblea Costituente per la modifica della Costituzione l’unico mezzo per ottenere un vero rinnovamento politico e quindi il superamento del caos attuale.

Si ?sussurra? inoltre, neanche tanto sottovoce, che, avendo l’Evo Morales, indigeno capo dei cocaleros, buone possibilità di uscire vincitore dalle elezioni, ed essendo questa cosa non gradita a livello internazionale, vi siano ?interferenze? interessate a rinviare sine die l’appuntamento elettorale.

Non si possono escludere mire autoritarie, peraltro sempre latenti, da parte di chi ritiene che, in un Paese che ci ha preso gusto a far fuori come niente i Presidenti della Repubblica, e che non riesce a darsene uno stabile, non vi sia alternativa all’instaurazione di un regime dittatoriale.

Questa è la settimana decisiva: vi sono in gioco il sistema democratico del Paese e la sua unità nazionale.

L’attuale Presidente ha già dichiarato, con un messaggio alla Nazione, la sua indisponibilità a rimanere oltre il 22 gennaio 2006, data in cui dovrebbe insediarsi il nuovo Parlamento: si rischia un vuoto di potere pericolosissimo.

Immagino che, pressati dalle beghe elettorali della nostra Italia, che io seguo via internet, non abbiate tanta voglia di seguire quelle della Bolivia.

Ma la posta in gioco qui è molto alta, e mi è parso opportuno rendervi partecipi della mia, della nostra preoccupazione.

Un abbraccio e a presto.

Anna Maria