Proponiamo

Per esercitare qualsiasi professione è necessaria una preparazione specifica che permetta di agire nel modo più efficace possibile e con la maggiore – e lo affermo senza paura che suoni ridondante – professionalità. Si esigono capacita organizzative, esecutive e di intervento, è necessaria una continua attualizzazione per poter far fronte a nuove istanze che sorgono ogni giorno.
Ciò nonostate, si nota ogni volta di più, una mancanza di preparazione pressochè totale sia a livello intellettuale, sia tecnico, di coloro che si occupano dell’universo infantile. Sembra che per aver contatto con bambini o adolescenti, basti solo un po’di buona volontà, entusiasmo e “muito amor no coração”, molto amore nel cuore.
La presenza di professionisti specializzati – professori, pedagogisti, educatori – è sempre più ristretta a istituzioni private che possono offrire alla loro “clientela” un trattamento da “primeiro mundo”, “primo mondo” (usiamo questa espressione per ricordare che abitiamo nel terzo mondo). Questa logica mercantile basata sul concetto del “posso, pago, e ottengo” ha provocato, in questi ultimi trent’anni, la decadenza dell’insegnamento latu sensu e della preparazione specifica dei professori legati alla rete pubblica. Le nostre scuole risentono dell’abbandono e dell’incuria, sia per ciò che concerne gli ambienti scolastici fatiscenti, sia sotto l’aspetto professionale: i nostri professori senza preparazione né basi teorico-tecniche, si scontrano diariamente con situazioni estreme di abbadono, miseria e violenza.
Non è questo il momento né il luogo per un’analisi sociologica, comunque, la situazione di abbandono alla quale la nostra infanzia è sottoposta, ci obbliga a riflettere.
Ci è chiaro che il problema di questi bambini e di questi adolescenti ha, come causa principale, la disaggregazione familiare; un capillare intervento degli organi della società civile preposti a questo fine, risulterebbe provvidenziale.
Il “Conselho Tutelar”, il Consiglio Tutelare, è uno di questi organi. Forse è próprio “l’organo” per eccellenza, l’organo che ha il potere di agire e di determinare le priorità di intervento.
Notiamo l’esistenza di necessità urgenti da affrontare quanto prima e, permettetemelo dire con convinzione professionale, risolte.
Bambini a frotte, da decenni, gironzolano sperduti per le strade della nostra città (stranamente questo fatto coincide con l’inizio della decadenza della scuola pubblica), siamo convinti che una azione integrata tra scuola, famiglia e Conselho Tutelar, possa affrontare radicalmente il problema. Contemporaneamente non possiamo in nessun modo abbandonare questi bambini “ao deus-dará”, al “si salvi chi può”.
Proponiamo che il Conselho Tutelar oltre ad impegnarsi nei settori ai quali tradizionalmente si dedica, si diriga in modo speciale ai bambini e agli adolescenti che vivono la situazione di rischio sociale più drastica, quelli che denominiamo sommariamente “meninos de rua”. Per poter realizzare questi propositi, formuliamo le seguenti proposte:
– Suddividere i compiti tra i consiglieri per poter dedicare la dovuta attenzione ai bambini e agli adolescenti “em situação de rua”, a rischio.
– Conoscerli personalmente attraverso una capillare attività di campo, non periodica, ma costante, giornaliera.
– Conquistare la fiducia di ciascuno di loro, per poterli indirizzare personalmente ai servizi dei quali necessitano: dal registro iniziale presso l’unità sanitaria locale (visite ed esami medici) fino all’auspicabile ritorno a casa.
Per permettere questa azione è necessária una coordinazione con i vari Conselhos delle regioni in cui risiedono le famiglie di questi bambini.
– Contattare e catalogare le innumerevoli organizzazioni civili o religiose impegnate nel lavoro volontario con i bambini e gli adolescenti a rischio, per poter stabilire metodi di intervento comuni con lo scopo di evitare conflitti tra le attività socio-pedagopcighe proposte. Programmare incontri periodici con le suddette organizzazioni per stabilire mete e obietivi comuni.
– Favorire una effettiva collaborazione tra il Conselho e le istituzioni del territorio che possano viabilizzare il “trattamento” dei bambini: scuole, asili, unità sanitarie, centri professionalizzanti, centri sportivi.
– Promuovere un contatto costante con la Polizia Civile, Militare e la Guardia Metropolitana, con la finalità di aprire una reale possibilità di collaborazione a favore dell’incolumità física dei bambini e degli adolescenti a rischio.
– Visitare le case di accoglienza per concretizzare una vera partership che impedisca il ritorno alla strada e che favorisca il rinserimento nel nucleo familiare.
Sappiamo che il Conselho Tutelar è una istituzione i cui membri sono eletti a suffragio universale, ma abbiamo la coscienza di che i nostri bambini meritano di essere considerati e trattati con il dovuto rispetto e che, chiunque si occupi di loro, lo faccia con la dovuta preparazione.

Edith Moniz, pedagogista.

L’articolo che vi mando è stato scritto qualche settimana fa in occasione della mia candidatura alle elezioni per il Conselho Tutelar e lo hanno pubblicato su un giornale locale. Un malinteso generale ha permesso che l’articolo venisse firmato da me e da un’altra persona (candidata anche lei) la quale ne ha voluto subito approfittare.
Ha già sparso la voce di voler far uso dell’articolo per scopi personali completamente contrari ai miei intenti. Per impedirle di usare il suo nome accanto al mio, l’ho già avvisata che lo stesso articolo si trovava pubblicato nel sito di Macondo, nella nostra rubrica.