Recife e Fortaleza

Carissimi
É più di una settimana che non scrivo. Sono a Belem, capitale dello Stato del Pará, vicino alle foci del Rio delle Amazzoni.
Prima di raccontarvi quello che qui ho incontrato vi faccio un po’ il riassunto della settimana appena trascorsa.

Recife
Aprile 2005

Assieme a Rosita, dopo Salvador de Bahia siamo andati a Recife e Olinda che é vicinissima, 12 ore di autobus. Lì abbiamo incontrato Luis Tenderini. Alla periferia di Recife abbiamo visitato la Comunità di Emmaus, una di quelle comunitá che a Rio si chiamerebbero favelas. Davvero una bella esperienza . Qui si lavora sia recuperando oggetti da rivendere che col riciclaggio. Presso di loro c’è la possibilità di fermarsi per fare esperienza di volontariato.
In Europa le comunità di Emmaus sono basate su gruppi permanenti, qui in Brasile non c’è la stessa struttura. Qui sono costituite da poveri che decidono di lavorare assieme recuperando gli oggetti che la gente butta via e facendo anche il riciclaggio delle immondizie, ma alla fine della giornata ognuno torna a casa propria. Rimane comune il fine di Emmaus cioè aiutare i piú poveri di loro.
A Recife Emmaus ha visto che i piú poveri tra i poveri sono i giovani quindi ha creato per loro centri di formazione. Nel quartiere dove si trova la sede hanno inoltre promosso un centro di salute pubblica.
Nella comunità del Morro da Conceição, abbiamo visitato pure un centro per il recupero di disabili sorto al suo interno e un centro che si occupa di bambini e giovani della comunitá povera circostante, con le tipiche attivitá che aiutano i ragazzi a crescere.
Sono andato a fare un momento di riflessione sulla tomba di Dom Helder Camara nella cattedrale di Olinda.
Con Fabio, conosciuto al forum sociale, abbiamo trascorso un pomeriggio a visitare la periferia di Olinda e una associazione che fa rinforzo scolastico ai bambini delle comunitá di periferia.

Fortaleza
Venerdí 8 aprile, alla sera, siamo partiti per Fortaleza, capitale dello stato del Ceará, famosa per le spaggie e dove gli italiani fanno il turismo sessuale. Altre 12 ore di autobus.

Airton, avvocato della favela
Anche qui abbiamo conosciuto la comunitá di Emmaus e un personaggio ancora piú interessante che si chiama Airton. 30 anni fa Airton, diventato avvocato, ha deciso di andare a vivere nella favela Pirambù che è anche la più grande di Fortaleza. Qui ha fatto l´avvocato dei poveri beccandosi varie malattie, tra cui la tubercolosi, oltre a subire la violenza della polizia che non credeva che un avvocato potesse vivere in favela.
Con lui abbiamo visitato un’area (una ex salina) dove le persone stanno costruendo le loro baracche ed Emmaus ha iniziato e portato avanti delle attività di formazione. Abbracciare i molti bambini che corrono da tutte le parti, sentire le storie di vita degli adulti colpisce il cuore. In questa specie di palude abbiamo visitato una famiglia per consegnare delle foto che raccontavano una storia. Entrare in una casa fatta di fango e pali é sempre una cosa sconvolgente, credetemi.
Ecco la storia: Airton aveva accompagnato una donna assieme al marito e ai 3 bambini a ritrovare i suoi genitori e fratelli. Quando era ancora una bambina di 12 anni, era stata data, tramite un intermediario, ad una famiglia per fare la serva. Per piú di 10 anni nessun contatto tra lei e la sua vera famiglia ed ora si ritrovava senza documenti di identità nè notizie della famiglia. Airton ha organizzato il viaggio di 200 km per riannodare i contatti. Quando c’è stato l´incontro con le sorelle e la madre, hanno potuto scoprire che la comunicazione tra di loro era stata impedita dall’intermediario stesso che diceva all´una e all´altra parte “non ne vogliono più sapere di te”. Una gran brutta storia di imbrogli.
Le foto che Airton ha consegnato alla donna raccontavano questo incontro, baci e lacrime.

Airton ci ha raccontato che circa 10 anni fa é passato per Fortaleza un prete strano che si chiama Henri le Boursicaud, fondatore di varie comunitá di Emmaus in Europa, molto critico verso le istituzioni e anche verso Emmaus e il suo fondatore, Abbe Pierre. Su questo personaggio devo indagare di piú perché pensate che nel giubileo del 2000, Henri, a 70 anni, si é fatto Parigi – Roma a piedi per portare al Papa 5 libri che avrebbe dovuto leggere per convertirsi. Henri ha scritto vari libri, ma da quello che ho capito in Italia ne sono stati pubblicati pochissimi.

Airton ci ha portato nella sua casa fatta di fango e pali. Ci ha raccontato che suo figlio di 6 anni un giorno gli ha chiesto “ma perché papá noi viviamo in una casa di barro (fango) e gli altri miei amici vivono in case di mattoni? E lui ha risposto: “vivremo in una casa di barro finché ci saranno persone che ci vivranno, la nostra sará l´ultima”.
Io sono rimasto impressionato dalla ricchezza di vita di questo uomo e dalla sua visione. Mi sono promesso di fermarmi con piú calma nel viaggio di ritorno.

Verso Belem
Domenica 10 aprile alle ore 13 abbiamo preso l´autobus per Belem. Sapevamo che il viaggio era di circa 27-28 ore. L’autobus era confortevole ma non le strade: cose da pazzi!! Siamo arrivati alle 5 del pomeriggio del lunedí. Se ci riesco, alla fine del viaggio farò il totale delle ore, o meglio, dei giorni passati in autobus!!!