3000, 1030, 380


Ricerca conclude che 1.030 bambini vivono per le strade della capitale paulista

Una stima preliminare della segreteria di Assistência e Desenvolvimento Social (organo responsabile dell’assistenza sociale) del Comune di San Paolo dice che in città esistono 1.030 bambini che vivono per strada.

I dati non includono i bambini che lavorano ai semafori o che chiedono l’elemosina perché vivono con le loro famiglie. Non si conosce ancora il numero definitivo dei bambini in questa situazione, ma si pensa che giri intorno ai 3.000

Il lavoro di conteggio, realizzato da assistenti sociali e da integranti dei Conselhos Tutelares (l’organo pubblico per la tutela dell’infanzia), ha segnalato che il 90% dei bambini sanno che sia la loro famiglia. La maggioranza di questi bambini (380) sopravvive per le strade della centro nelle vicinanze di piazza da Sé.

Una volta identificate le famiglie, la segreteria ha deciso di dare priorità all’iscrizione dei genitori nei programmi sociali del comune, compresi in quelli di "transfêrencia de renda" (reddito garantito: se il bambino frequenta la scuola e prova di avere contratto le vaccinazioni obbligatorie, la famiglia riceve un bonus di 90 reais; ndt). "I membri della famiglia parteciperanno ai programmi socio-educativi, avranno priorità per quanto riguarda i benefici della rete pubblica di salute e per le matricole scolari", ha affermato il segretario di Assistenza Sociale, Floriano Pesaro. Il comune ha ordinato un censimento specifico sui bambini di strada alla Fipe (Fondazione di Ricerche Economiche) per poter determinare con precisione le azioni di intervento. Successivamente al lanciamento della campagna "Dai più di una elemosina, Dai futuro", Pesaro ha dichiarato che gli assistenti sociali rinforzeranno l’abbordaggio per convincere i bambini di strada a venire diretti ai centri di accoglienza. "I bambini di strada vivono in una situazione di rischio, molti si coinvolgono con piccoli furti, traffico e consumo di droga. Loro non possono più scegliere di rimanere per la strada", ha ribadito.

(Folha de São Paulo, 8 Gennaio 2006)

3000,1030, 380

Numeri, numeri e ancora numeri. Eccoli qui i numeri davanti ai quali la più grande città delle Americhe si inginocchia di paura e di impotenza. Sembra una vecchia barzelletta, una storia di orrore ciclica che non ha mai fine, un eterno ritorno al fetore delle stanze dei notabili. Chi ha letto i libri di Jorge Amado sa a cosa mi riferisco. Negli anni trenta si parlava già allora di meninos de rua i "Capitani della Spiaggia". Prima, Machado de Assis, alla fine del XIX secolo, descriveva la vita dei moleques (i monelli) che vagabondavano per le strade di Rio. E oggi, nella prima decade del terzo millennio, siamo ancora qui a discutere sui meninos de rua della città più ricca della nazione, facendo però distinzioni tra coloro che vivono proprio per la strada e quelli che invece rimangono ai semafori a vendere chincaglierie.

Cinque anni fa io comunicavo questi numeri a tutte le autorità della città: alla Segreteria di Assistenza Sociale dello Stato, al Comando della polizia militare, ai presidenti dei quartieri, alla Commissione dei Diritti Umani dell’Ordine degli Avvocati, ai Consigli Municipali di Pubblica Sicurezza, ai Consigli Tutelari.

Cinque anni fa comunicavo questi numeri a tutte le ONG (organizzazioni non governative) con le quali avevo contatto, cito qui le piú importanti: Projeto Travessia, Associazione Internazionale per lo Sviluppo (Assindes) Alleanza della Misericordia, Arsenale della Speranza, Centro Sociale Nossa Senhora do Bom Parto, Centro Arte e Vida.

Cinque anni fa comunicavo questi numeri alle massime autorità della Chiesa cattolica.

Cinque anni fa comunicavo questi dati ai più importanti giornalisti della città, tra i quali Herodoto Barbeiro e Gilberto Dimenstein. (A dir la verità mi è stato dato uno spazio di due minuti nel programma di radio del prof. Eduardo Nardelli, Flasches Urbanos).

Nessuno mosse un dito. Niente. Nessuno. Al contrario. Quello che abbiamo visto è stato un peggioramento sostanziale delle condizioni di vita di tutti, di ciascuno di questi bambini, un peggioramento delle condizioni di vita del paese intero. Abbiamo avuto episodi di violenza senza limiti, di massacri, di gente scomparsa. Oggi questo articolo in fondo pagina del più grande giornale del Brasile, non mi ispira nessuna fiducia. Non credo a nessuna delle buone intenzioni espresse dalle autorità. Conosco la metodologia di lavoro di ogni assistente sociale della macchina pubblica così come conosco la forma di lavorare e specialmente il modo come affrontano il tema le varie associazioni che dicono di interessarsi ai bambini. Migliaia di persone vivono guadagnano e prosperano sulla miseria più assoluta della nostra gente. Si calcola che nel paese esistano 10.000 (diecimila) bambini di strada. Si calcola che nel paesi esistano 20.000.000 (venti milioni) di volontari; ripeto: venti milioni! Si calcola che siano stanziati US $100.000.000 (cento milioni di dollari) tra denaro pubblico di sovvenzioni dello stato e dei comuni e denaro proveniente da donazioni internazionali. Sono 290 le ONG solamente nella nostra città, che lavorano in quest’area di intervento sociale (tanto per usare un termine del gergo a loro caro).

Qualcosa mi dice che è tutto sbagliato.

Posso dire, posso gridare forte Io HO VISTO, ho visto tutti loro perennemente riuniti in riunioni abberranti per discutere il "problema" e principalmente per discutere i temi da trattare nella prossima riunione. Ho VISTO tutti loro guardare le morti quotidiane con l’indifferenza più totale. Io Ho Visto. Il risultato del lavoro di tutti loro è ben visibile, negli angoli della nostra città, nelle parole di un insignificante articolo di giornale.

PS

Quando comunicavo i miei dati sui bambini di strada, principalmente quelli dell’area centrale della città, nessuno, dico nessuno mi credeva.

Edith Moniz

Pesquisa aponta que 1.030 crianças vivem nas ruas da capital paulista

da Folha de S.Paulo

Levantamento preliminar da Secretaria de Assistência e Desenvolvimento Social da Prefeitura de São Paulo diz que a cidade tem 1.030 crianças vivendo nas ruas.
A pesquisa não inclui as crianças que trabalham nos semáforos ou pedem esmolas, mas que moram com suas famílias. O número de crianças nessa situação ainda não está fechado, mas estima-se que gire em torno de 3.000.
O trabalho de contagem, realizado por assistentes sociais e integrantes dos conselhos tutelares, apontou que 90% das crianças sabem quem são suas famílias.
A maioria dessas crianças (380) sobrevivem nas ruas da região da Sé (centro).
A partir da identificação das famílias, a secretaria decidiu priorizar o cadastramento dos pais nos programas sociais da prefeitura, inclusive nos de transferência de renda.
"Os integrantes das famílias vão participar de programas sócio-educativos, terão prioridade no atendimento na rede municipal de Saúde e em vagas na rede de ensino", afirmou o secretário de Assistência, Floriano Pesaro. A prefeitura encomendou um censo específico sobre crianças de rua à Fipe (Fundação Instituto de Pesquisas Econômicas) para orientar as ações de atendimento.
Após lançar a campanha "Dê mais que esmola. Dê futuro", Pesaro disse que os assistentes sociais vão reforçar a abordagem para convencer as crianças de rua para encaminhá-las aos centros de abrigo. "As crianças de rua vivem em situação de risco, muitas envolvidas com pequenos furtos, tráfico e consumo de drogas. Elas não podem mais escolher ficar nas ruas", ressaltou.

3000, 1030, 380

Números, números e mais números. Aqui estão os números diante dos quais a maior cidade das Américas se ajoelha de medo e impotência. Parece uma piada requentada, uma história de horror cíclica que nunca acaba, um eterno retorno ao fedor das salas dos notáveis. Quem leu os livros de Jorge Amado sabe ao que me refiro. Nos anos trinta já se falava em meninos de rua, os "Capitães da Areia". Antes, Machado de Assis no final do século XIX, descrevia a vida dos moleques soltos pelas ruas do Rio. E hoje na primeira década do terceiro milênio, estamos nós aqui discutindo sobre os meninos de rua da cidade mais rica da federação fazendo ressalvas entre quem está na rua mesmo e quem está nós faróis vendendo bugigangas.

Há cinco anos eu comunicava estes números para todas as autoridades da cidade: A secretária do desenvolvimento Social do Estado, a Chefia da polícia militar, os Presidentes de Ações Locais, a Comissão dos Direitos Humanos da Ordem dos Advogados, os Conselhos Municipais de Segurança Pública, os Conselhos Tutelares.

Há cinco anos comunicava estes números a todas as ONGs com as quais tive contato, cito aqui as mais importantes: Projeto Travessia, Associação Internacional para o Desenvolvimento, Aliança da Misericórdia, Centro Social Nossa Senhora do Bom Parto Centro Arte e Vida.

Há cinco anos comunicava estes números para as máximas autoridades da Igreja católica.

Há cinco anos comunicava estes dados aos mais importantes jornalistas da cidade, entre os quais Heródoto Barbeiro e Gilberto Dimenstein. (A bem da verdade me foi dedicado um espaço de dois minutos no programa de rádio Flashes Urbanos do prof. Eduardo Nardelli)

Nem um dedo se mexeu. Nada. Ninguém. Ao contrário. O que vimos foi uma piora substancial das condições de vida de todos, de cada uma dessas crianças, uma piora das condições de vida do País inteiro. Tivemos episódios de violência sem limite, de massacre em massa, de desaparecimento. Hoje este artigo no fundo de página do maior jornal do Brasil não me inspira nenhuma confiança. Não acredito em nenhuma das boas intenções expressas pelas autoridades. Conheço a metodologia de trabalho de cada um dos assistentes sociais da máquina pública como também sei a forma de trabalhar e principalmente de enfocar o assunto das várias organizações que dizem se interessar às crianças.

Milhares de pessoas vivem, lucram e prosperam com a miséria mais absoluta da nossa gente. Calcula-se que no País existam 10.000 (dez mil) crianças de rua. Calcula-se que no País existam 20.000.000 (vinte milhões) de voluntários; repito: vinte milhões! Calcula-se que estejam disponibilizados no País inteiro para o trabalho com as crianças de rua $100.000.000 (cem milhões de dólares) entre dinheiro público de subvenções do Estado e das prefeituras e dinheiro proveniente de doações internacionais. São 290 (duzentos e noventa) as ONGs, somente na nossa cidade, que trabalham nesta área de intervenção social (para usar um termo no jargão deles).

Alguma coisa me diz que está tudo errado.

Posso dizer, posso gritar bem alto EU VI, eu vi todos eles perenemente reunidos em reuniões enfadonhas para discutir o "problema" e principalmente para decidir o assunto da próxima reunião. EU VI todos eles olharem as mortes diárias com o descaso mais absoluto. Eu Vi. O resultado do trabalho de todos eles está ai, nos cantos da nossa cidade, nas palavras de um insignificante artigo de jornal.

P.S.

Quando comunicava os meus dados sobre as crianças de rua, principalmente aquelas da área central de cidade, ninguém, digo ninguém acreditou em mim.

Edith Moniz