7, 8 e 9 ottobre 2006: veglia alla diga del Vajont

Lucia Vastano, giornalista freelance, ospite all’isola Polvese del campo di Macondo, ci ha raccontato la storia dei soppravvissuti e dei parenti delle vittime della tragedia del Vajont del 9 ottobre del 1963. E’ una storia di silenzi e di soprusi da parte di uno Stato che ha fortemente voluto tacere sulle responsabilità e sulle colpe.
Lucia ci ha invitato a firmare e a divulgare la RICHIESTA DELLE SCUSE su carta o online

Sabato 7, domenica 8 e lunedì 9 ottobre ci sarà un presidio-veglia presso la diga del Vajont. Quanti fossero interessati a partecipare o a informarsi su questa iniziativa possono visitare il sito www.vajont.org.

C’è un Vajont che mai nessuno ha raccontato.
Non riguarda la spaventosa notte di 42 anni fa. Non riguarda nemmeno l’avidità umana, l’imperizia, la criminale leggerezza con la quale vennero ignorati gli inequivocabili avvertimenti lanciati per anni dalla natura violentata dagli uomini. È il Vajont del dopo. È la storia di come lo stato si comportò con i superstiti, quelli che per un imponderabile gioco del destino, non erano a casa con i propri familiari, spazzati via dall’acqua. È la storia di come lo stato riuscì a fare un business anche della disgrazia, di come in nome del Vajont venne pianificato lo sviluppo industriale di tutto il Triveneto, di come si fecero leggi per elargire miliardi (dell’epoca e attuali) ad aziende e privati che non avevano perso nulla nella disgrazia.
Di come invece si trovarono cavilli legali per liquidare con quattro soldi chi aveva perso tutto, casa, affetti e persino ricordi. È la storia di come gli stessi meccanismi che avevano portato alla tragedia si riproposero nel dopo, umiliando i deboli e le vittime, favorendo chi, non avendo morti da piangere, poteva farsi avanti per reclamare la sua fetta di torta.

Quello che successe e succede al Vajont si ripropone nel tempo, ogni volta che ci sono vittime lasciate sole, in qualsiasi parte del mondo, per un terremoto, un’alluvione, uno tsunami. È giusto commuoversi il giorno in cui una tragedia avviene, ma è doveroso anche non dimenticarsi di seguire come"va a finire la loro storia", mesi, anni e anche decenni dopo.

Contribuire alla raccolta di firme è un modo per stare a fianco non solo dei superstiti, ma della giustizia che riguarda noi tutti. Perché in una democrazia, nessuno può mai chiamarsi fuori.

Vedi il sito www.vajont.org