Angeli

Paolo e Edith ci regalano un piccolo pensiero come augurio per la festa di Macondo.
Carissimi tutti,
è vero, vogliono obbligarci a credere che, sulla Terra, gli angeli non vengono più. Come Giuseppe, anche noi in questa trappola non vogliamo caderci.
Presi dallo sconforto, spesso vorremmo realmente desistere, vorremmo piangere, andarcene.
Poi ci ricordiamo che abbiamo piedi per camminare e mani per lavorare. Sappiamo chi siamo, cosa facciamo e soprattutto perché lo facciamo. Ecco allora che cominciamo a vederli, gli angeli, tutti i giorni. Ormai abbiamo imparato a riconoscerli, stanno dappertutto, li vediamo ovunque. Ci vengono incontro a nugoli, ci parlano continuamente tutti insieme, fanno una gran cagnara, sporchi che non gli si può star vicino, pidocchiosi da far paura, meravigliosi. Ci dicono che la Vita, sempre e comunque, nonostante le apparenze, vince. Loro ne sono la prova, la prova viva, appunto.

Tia, Tio, guardate, ci vogliono sopprimere a tutti i costi ma continuiamo vivi. Ci vogliono uccidere con la droga, la miseria, le bastonate, ci sparano addosso, ci portano via nei furgoni, tentano di massacrarci con la disoccupazione, le malattie della pelle, l’aids. Pensate, Tia e Tio, gli facciamo così schifo che adesso si sono messi in mente di non farci neanche nascere. E per divulgare la loro idea hanno pure inventato un termine burocratico che è riuscito ad attecchire rapidamente in tutto il mondo ed è diventato una bandiera da spiattellarcela in faccia ad ogni occasione: “planejamento familiar”, pianificazione familiare. Oltre a costringere il nostro popolo e le nostre madri a vivere nell’indigenza più assoluta, le accusano perfino di averci messo al mondo, così hanno deciso che in questo mondo, per noi, non c’è posto e che sarebbe molto meglio, per noi, che neanche fossimo nati, che neanche nascessimo. Il mondo se lo vogliono tenere tutto per loro. E siccome siamo nati lo stesso, ma il mondo, così dicono, è solo loro, fanno di tutto per farci fuori. Quando va male ci pestano proprio e, quando va bene, ci ignorano, che è poi un modo per non sporcarsi troppo, una forma sublimata, un po’ parvenu, di annichilarci, rederci invisibili: far finta che non esistiamo. Ma noi esistiamo sì, e siamo tanti e allora facciamo un gran casino perchè tutti ci vedano, così anche se non vogliono, si accorgono di noi.

Grazie a loro, gli angeli, abbiamo capito un segreto: non esiste il mondo nuovo, la città futura, l’utopia, il sogno. Esiste il mondo, qui e adesso. E qui e adesso ci siamo noi e gli angeli. Fare del nostro mondo, qui e adesso, la nostra casa, dipende sì da tutti noi, dal nostro sforzo collettivo, senza dimenticare che al centro di questo sforzo ci sono io, ci sei tu, ci sono gli angeli, ci siamo e ci stiamo tutti noi. È proprio così, Dio ci ha dato il volto, piangere, andarsene o al contrario, decidere di sorridere, dipende esclusivamente da ciascuno di noi.

Um grande abraço
Edith Moniz e Paolo D’Aprile
São Paulo, Brasil, Festa di Macondo 2006