Conclusione del forum

Carissimi
É domenica sera, 29 gennaio 06, si sta concludendo il Secondo Forum Sociale delle Americhe. Il presidente del Venezuela, Ugo Chavez, sta parlando ai rappresentanti dei movimenti sociali. Sta usando parole di fuoco, consuete sulla sua bocca. "Questo secolo vedrà la morte del capitalismo. Dobbiamo costruire una rete indipendente di comunicazione e informazione. Dobbiamo costruire una altra forma di potere". Mentre queste parole sono pronunciate e le persone che hanno partecipato al forum stanno ascoltando, improvvisamente si sente per tutta la città un susseguirsi di fuochi d’ artificio e di petardi. Una festa, la vittoria tanto attesa. La squadra di Basebal del Caracas, i Leones, hanno vinto il campionato nazionale, contro gli eterni rivali del Tigres. Oltre a vincere il sedicesimo titolo dopo undici anni di attesa potranno finalmente partecipare al campionato del Caribe, una specie di coppa dei campioni del continente. Il baseball è lo sport nazionale, il calcio è ancora giovane in Venezuela. Questa festa coinvolge tutti. Fuochi di artificio, birra, la festa continuerà fino all’alba. Questo mi sembra un bel contrasto a quello che è stato il forum. La vita della gente continua con i suoi ritmi e feste, passioni, mentre poche persone (60 mila a quanto pare) si sono incontrate per quattro giorni, per discutere dei problema del continente.

La mia mente è come un sacco pieno, non ci sta più nulla. In questi giorni ho partecipato a parecchi incontri, privilegiando il forum sui diritti dei bambini e adolescenti. La mia mente si è riempita di tante cose e non ho avuto il tempo di elaborare una quantità continentale di problemi e di visioni, di pensieri, opinioni, lotte e sofferenze.

Questo Forum, come anche gli altri, è stato un luogo che mi ha fatto star male. Sento la mia debolezza e piccolezza di fronte alla quantità di ingiustizie. Ascoltare le sofferenze delle persone a cui vengono negati i diritti mi provoca un sentimento di ribellione, a volte di pianto. Rabbia, ma anche la volontà di conoscere e vedere di persona cosa succede in quella parte di America.
Ma allo stesso tempo il Forum mi fa bene. Tutti coloro che denunciano un’ ingiustizia sono anche lottatori, impegnati, fiduciosi, sognatori, cantano la vita, non hanno paura di morire. La speranza li abita. Il forum denuncia l’indifferenza, la logica del mondo, smaschera la coltre che copre il nostro volto e ci impediste di vedere e sentire il dolore delle persone, di chi sta al nostro fianco.

Il forum è vedere il mondo a rovescio. Dal basso. Ti mette dentro l’idea che la realtà è tutto il contrario di quello che hai sempre pensato. Come dire che quello che si spaccia per verità e allo stesso tempo una menzogna. Il forum insegna a guardare dietro le parole, dietro i programmi, dietro i modelli, il modo di pensare. Le parole non sono neutre. Niente è neutro, che è come dire che nessuno possiede la verità. Il forum insegna a fare un esercizio interessante, a porsi quel tarlo che ti dice che le cose non sono come sembrano e a capire che dove si annuncia la più grande verità, li , proprio li c’è l’inganno. Questo è un esercizio della mente oltre che il percorso di tanti movimenti sociali, nati dalla denuncia della menzogna. Esiste un altro mondo possibile, un’ altra economia, un’ altra educazione, esistono alternative, altre strade.. esiste la possibilità di pensare. Si può esercitare la partecipazione, si possono costruire reti di persone per un obiettivo comune… ci si può concedere spazio per pensare la differenza.

Questi pensieri mi frullano per la testa mentre cammino verso la casa dove sono ospitato. E’ tardi, cammino frettolosamente desiderando una doccia che mi ristori e ad un tratto lo sguardo si fissa sul Macdonald che sta sull’altro lato della strada. Davanti una montagna di sacchi di immondizia e tre uomini che aprono i sacchi neri e mangiano e bevono quello che è stato scartato. Non è la prima volta che vedo questa scena, abituale a Rio davanti ai ristoranti. Ma i Macdonald sono un privilegio… si produce molta immondizia. Mi fermo alcuni secondi., un nodo alla gola, poi riprendo il cammino verso casa.

La mia mente continua a pensare a tante cose sentite al forum. Tanti interrogativi vogliono uscire, cose non chiare, ma sento una grande resistenza. La mia mente dice basta: domani prenditi tempo. Arrivo alla casa che mi ospita, e penso: il mio corpo dormirà in un letto questa notte, ma il mio cuore riuscirà a dormire?

Mauro