Giorni cruciali

Cochabamba, 13 dicembre 2006

Carissimi,

giorni cruciali attendono la Bolivia.

Oggi a mezzogiorno le Chiese Cattolica, Anglicana, Evangelica Luterana e Metodista Pentecostale si riuniranno in forma simultanea nelle varie città del Paese per pregare per la pace e la unità; le Chiese Cristiane invitano a deporre attitudini di violenza e di scontro.

Domani alle tre del pomeriggio, qui a Cochabamba, vi sarà una grande concentrazione della cittadinanza, convocata dal Prefetto, per chiedere l’approvazione della nuova Costituzione con la maggioranza qualificata dei 2/3 (e non della metà più 1), per l’Unità del Paese e la difesa della democrazia.

Venerdì i Dipartimenti di S.Cruz, Tarija, Pando e Beni, rappresentanti geograficamente i 2/3 di tutta la Bolivia, si riuniranno in grandi cabildos (consigli comunali, dipartimentali, comitati civici ecc…) per proclamare la propria autonomia dal potere centrale (che non significa peraltro, come affermano, indipendenza o scissione)

Il Governo fa il gioco delle parti fra piromani e pompieri.

Evo Morales, il Presidente della Repubblica, minaccia l’invio delle Forze Armate nelle città "ribelli" (S.Cruz de la Sierra, Tarija, Trinidad e Cobija), ma alcuni suoi ministri ammettono il diritto di libera riunione garantito dalla Costituzione e sconfessano la possibilità di "militarizzazione" delle zone interessate ai cabildos.

Si vocifera di un possibile "stato d’assedio", ma forse sono solo voci. O perlomeno lo speriamo.

Ci ritroviamo nuovamente con il fiato sospeso.

Un abbraccio

Anna Maria