Gita scolastica 2006

Cochabamba, 8 dicembre 2006

Carissimi,

mi ricollego in internet dopo 5 giorni di assenza per gita scolastica e 20 ore di black-out.

Ieri sera, infatti, avevo appena messo piede dentro la porta di casa, di ritorno da La Paz, quando è scoppiato il finimondo: lampi, tuoni, grandine, fulmini (uno caduto qui a due passi, che ha fatto saltare la corrente, appunto), una vera tempesta tropicale che ha messo in ginocchio la città con allagamenti di piazze e strade, crolli di case e di alberi, auto trascinate nel fiume, ponti inagibili., torrenti di fango ovunque. Dicono che da cinquant’anni non accadeva un evento climatico così nefasto.

Bilancio: 4 morti, centinaia di senzatetto, coltivazioni agricole interamente distrutte.

La nostra gita scolastica è andata benissimo, un vero slalom fra diluvi, disordini sociali, incidenti stradali: quando accadeva qualcosa di preoccupante, noi eravamo altrove.

La metà delle nostre neo-diplomate proviene dalle zone che abbiamo attraversato con il pulmino nel tragitto Cochabamba-La Paz.. E così, strada facendo, abbiamo visto il luogo dove Emiliana, tornando a casa sua, scende dalla corriera di linea per poi attraversare il fume che costeggia la strada e arrampicarsi per la mulattiera che conduce, in un’ora di cammino, in cima alla montagna dove sorge, isolata, la sua casa, che dalla strada si vede tanto piccola da sembrare un giocattolo. Al ritorno l’abbiamo lasciata lì con il suo bulto dove teneva le sue poche cose. Piangeva sconsolata e noi abbiamo pianto con lei.

E Adolfa , tanto timida e riservata, si è emozionata quando ha visto i campi dove di solito conduce i suoi lama al pascolo, e si è messa a raccontare della sua vita al campo, dei suoi cuginetti che vanno al pascolo con lei, dei lama che la portano in groppa quando è stanca di camminare.

E dall’alto abbiamo visto il paese di Norma E., piccolo piccolo giù in fondo ad un dirupo, tre ore di cammino per arrivaci.

La nostra gita è stata festosa: le ragazze hanno suonato e cantato, all’andata con i loro strumenti vecchi, al ritorno con quelli nuovi che abbiamo comprato a La Paz: due chitarre e un bombo.

Perché dovete sapere che fra poco incideremo "mezzo" compact disc, come programma di lavoro con la Scuola di Via Bagnera di Roma, che è ad indirizzo musicale; l’altro mezzo lo incide la Scuola di Roma, così avremo un bel cd Colomi-Roma da vendere e guadagnare, speriamo, tanti bei soldini.

E ci servivano appunto strumenti nuovi.

Norma E., quando non strimpellava la sua chitarra canticchiando sottovoce con la sua splendida voce, accompagnata da Marianela, altrettanto brava e intonata, ritmava con le dita qualcosa su un qualsiasi ripiano. Straordinaria la passione per la musica di questa chica! A La Paz, quando tutti noi andavamo all’assalto di qualche banchetto per comprare fruslerías (carabattole), lei era in una botteguccia a cercar spartiti.

E’ stato bello poter stare a tu per tu un po’ con tutte le nostre ragazze, ascoltarle raccontare dei loro sogni, dei loro progetti; durante la camminata all’Isla del Sol, sul Lago Titicaca, dal luogo di ormeggio della nostra barca al Palazzo degli Incas (più di un’ora di salita, a 4.000 metri di altitudine) Jovana mi è sempre stata accanto, adeguandosi al mio passo, e mi ha raccontato della sua incertezza per il futuro: vorrebbe continuare i suoi studi, ma la sua famiglia è molto povera e non può sostenerne la spesa.

Io rimango sempre affascinata nel constatare come queste ragazze, che arrivano da noi timide e schive, alle volte conoscendo solo poche parole di castellano, si trasformano in giovani donne allegre, disinvolte e spiritose: le risate che ci siamo fatte!

Ci rivedremo fra qualche giorno, abbiamo fatto il possibile perché il nostro congedo alla fine della gita non avesse la caratteristica dell’addio, ma di un semplice arrivederci: è tanto difficile lasciarci, che facciamo di tutto per allontanarne il momento.

Che dirvi della situazione socio-politica? Non so, sono assolutamente allibita nell’assistere al precipitare degli eventi con l’impressione che ormai nessuno sia disposto a fare davvero qualcosa per impedire il disastro. Vedremo nei prossimi giorni.

Un abbraccio e presto.

Anna Maria