Il Manifesto chiede aiuto

VAURODIPETRA-smallL’unico quotidiano nazionale, attento alle problematiche della pace, del terzo mondo, della vita dei movimenti, che si oppone alla globalizzazione del mercato, rischia di chiudere dopo 35 anni di onorate e faticose battaglie.
Il Manifesto è un giornale che chi ha a cuore le sorti del pianeta e la libertà dell’informazione dovrebbe aiutare affinché continui a pubblicare.

il sito de Il Manifesto

Per quanto l’arcipelago del mondo della pace, della solidarietà, della tutela ambientale sia composto da moltissime isole, queste tuttavia sono poco abitate.
E i pochi faticano a far sentire la loro voce, per scarso coordinamento, per beghe di bottega (purtoppo!), per protagonismo. Non siamo diversi dal genere umano a cui apparteniamo. Ma soprattutto non si riesce a far sentire la propria voce perché gli organi preposti all’informazione ci snobbano (per ordini superiori).
Seppure esiste qualche giornalista che nelle varie testate riesce a spuntarla e scrivere sui temi che ci interessano, c’è un riferimento certo, sicuro, attento e libero su cui si è sempre potuto contare: il Manifesto.
Non possiamo, al di là di come la pensiamo, non aiutare questo giornale. Anche se si firma quotidiano comunista, non si è certo chiuso ai dettami di una ideologia, ma ha cercato confronti, dialogo, aperture anche con chi comunista non è.
Tutto questo lo si evince dalla sua storia, dalla rottura col PCI alla ricerca di un altro mondo possibile.
E’ una voce libera, come le associazioni che formano l’arcipelago, per cui sappiamo perfettamente la difficoltà di sopravvivere.
Non sempre condividiamo quello che il Manifesto scrive o le posizioni che assume (questo è il grande principio della libertà e la critica è una dei suoi germogli), ma questo non significa non soccorrere un compagno di viaggio.
Speriamo che molti raccolgano la richiesta di aiuto. Se dovesse chiudere saremo sicuramente tutti più poveri (e meno visibili).