Polizia mineira

Domenica sono andato ad aiutare degli amici in favela, c’erano dei  lavori di muratura in corso. Eravamo un bel gruppetto di uomini e  abbiamo finito presto cosi ci siamo concessi una birra fresca: qui è  estate e fa un caldo bestiale! Solite chiacchiere, molte battute  scherzose, poi il discorso si è fatto serio e Edoardo ci ha raccontato:

"Sapete, c’è una grande novità nella mia favela. Un bel regalo  di Natale. La settimana scorsa di mattina presto, quando la gente era  già in movimento per andare al lavoro o portare i bambini a scuola,  sono arrivati 100 uomini in maglietta nera con su scritto  ‘Apoio'(Aiuto), quelle stesse che si vedono nel servizio di sicurezza  durante le manifestazioni. Qualcuno aveva un’arma nascosta. Si sono  intrufolati velocemente nei vicoletti della favela. Sembravano  conoscere già tutto: le case dei trafficanti, le persone coinvolte nel  narcotraffico, le famiglie che li appoggiano.  Visto il movimento, i trafficanti sono fuggiti senza reagire sbucando  fuori dai loro nascondigli come topi all’arrivo del gatto. La gente  della favela come al solito ha guardato la scena con indifferenza:  nessuno vuole immischiarsi in problemi di banditi o di polizia, c’è  sempre da rimetterci."

"Nei giorni successivi queste persone in maglietta nera sono rimaste a  pattugliare le strade. Hanno pure arruolato degli ex spacciatori,  gente che spacciava per lavorare e non perché fossero  tossicodipendenti. I trafficanti non si sono rivisti, né hanno tentato  di rioccupare la zona con la forza.  Il clima della favela è cambiato, niente più sparatorie, né banditi  armati né vendita di droga. Pare proprio un’altra vita.  Ho anche assistito in prima persona ad una scena: in un angolo nascosto  della stradina c’era un ragazzo che fumava marijuana. Io gli ho detto  che non poteva, perchè se lo prendono quelli dell’ ‘Apoio’ gliele  suonano. Lui ha fatto l’indifferente. Non ho nemmeno fatto in tempo a  parlare che subito sono comparsi due di queste addetti alla sicurezza,  attirati dall’odore del fumo. Senza dire una parola lo hanno preso e  picchiato e lo hanno portato a casa da suo padre dicendo che in strada  nessuno può fumare. Hanno rimproverato anche il padre. Andandosene gli  hanno gridato: la prossima volta che ti becchiamo sei morto.  Eh ragazzi, adesso si che si può andare in giro con tranquillità! Un  padre non hai più paura per i figli, non c’è più il coprifuoco e si  sta davvero bene. Hanno pulito l’area, come si dice in gergo e  probabilmente hanno ammazzato qualche trafficante facendone sparire il  corpo.  Sui giornali si dice che questa ‘polizia’ abbia già conquistato 56  favelas, qualcuno parla di 92. Certo è che la cosa sta crescendo."

"Io penso che abbiano un metodo di intervento e di gestione ormai  collaudato. A quanto ho capito nei gruppi di Apoio militano  poliziotti, ex poliziotti, pompieri, militari e gli stessi  commercianti che, stanchi del dominio del narcotraffico, si sono  organizzati per creare una struttura di sicurezza privata, gestita  dalla comunità stessa e con l’aiuto della polizia. Loro sì che hanno  ascoltato il malcontento generale provocato dal narcotraffico!  Prendono informazioni, raccolgono adepti e poi intervengono in massa e  in modo pacifico. Entrano di giorno senza sparare e poi rimangono in  modo definitivo sul posto, mantenendo la sicurezza dell’area.  In gergo noi li chiamiamo ‘polizia mineira’ perché questa forma privata  di gestire un territorio ammazzando i banditi e tenendoli lontani, è  nata nello stato del Minas Gerais."

"A me non hanno chiesto niente ma so che in molti hanno dato 10 reais  per famiglia. Hanno messo una tassa di 4 reais su ogni bombola del gas  in accordo con i venditori. Sono già passati per le case per offrire  la tv via cavo, ma quella illegale. I soldi vanno a loro, si capisce.  Pare che a Rio ci siano 600 mila connessioni clandestine della tv via  cavo, gestite da questa gente. Noi la chiamiamo ‘gatonet’, da gato  (allacciamento abusivo) alla net. A tutti piace guardare la tv e loro  -per pochi soldi- ti danno la possibilità di avere la tv a pagamento.  Ho sentito che in altre favelas chiedono anche una tassa per la  compra-vendita degli immobili, nella mia non è ancora successo, sono  appena arrivati.  Qualcuno dice che i metodi sono stile mafia perché si paga una tassa  per essere protetti. Gli italiani la chiamerebbero pizzo. Forse sono  come i banditi ma con loro non c’è più la droga e non si vedono i  ragazzini con le armi o i nostri figli adescati dal narcotraffico. La  vita in favela continua nella stessa povertà."

"Io credo che questo sistema di sicurezza si sta espandendo perchè  facendo cosi hanno trovato il modo di far soldi e di dar da mangiare a  tutti quelli che vengono arruolati. Inoltre lascia intendere che è un  sistema forte, che riesce a far eleggere anche dei rappresentanti nel  potere pubblico. So di un ex-sindaco, noto matador, che quest’anno è  stato eletto deputato statale e ha avuto il maggior numero di voti. I  trafficanti invece, non hanno mai eletto nessuno. In tante comunità  -specie in periferia- c’è la figura del ‘matador’. Normalmente è un ex  poliziotto pagato dai commercianti per tenere pulita la zona. I ricchi  possono pagarsi la loro guardia privata, ma noi poveri? Siamo alla  mercé di trafficanti e poliziotti che ci trattano come banditi per il  solo fatto di abitare in favela. Anche noi abbiamo diritto alla  sicurezza! Adesso la nostra sicurezza è questa milizia!"

"Di queste squadre di Apoio ne avevo già sentito parlare da gente che  abita in altre Favelas di Rio e sono contenti che ora funzioni così.  Per noi, piuttosto che essere nella mani dei banditi, è meglio essere  nelle mani di questi nuovi agenti di sicurezza. E’ un male minore.  Si dice che sia per lo più una iniziativa della polizia stanca di non  poter usare metodi efficaci per eliminare il narcotraffico. Anche i  poliziotti sono gente che abita in favela e sanno bene che se i  trafficanti li scoprono li ammazzeranno.  Hanno anche un nome: ADC (Auto Difesa Comunitaria) e hanno disegnato  dei triangoli azzurri su alcune case per far capire che loro  controllano quell’area."

"Le autorità di polizia e del comune sanno tutto. Come spesso succede  lasciano correre: a loro va meglio così. In questo modo loro non hanno  più problemi di sicurezza pubblica. Del resto, nessuna di queste  azioni potrebbe essere fatta senza l’aiuto dei poliziotti o la  richiesta di persone della comunità stanche del narcotraffico."

"I giornali finora hanno taciuto ma erano mesi che sapevano di questo  nuovo fenomeno di Rio. Ora ne parlano esponendo i pro e i contro, i  dubbi, i pericoli.  Beh, c’è da dire che i trafficanti espulsi si spostano in altre zone  non occupate da nessuno o scendono in città, come è successo in alcuni  casi. La droga si vende ai ricchi.  Uno dei maggiori esperti di sicurezza pubblica -e anche sociologo- dice  che si è rovesciato il compito della polizia che dovrebbe combattere i  giustizieri privati. Ciò può mettere a rischio la sovranità della  nazione. I gruppi ADC -unendosi- creano delle specie di feudi con un  proprio potere. Essendo le milizie formate in maggioranza da  poliziotti, nelle istituzioni poliziesche c’è la distruzione della  gerarchia. Per questo motivo, combattere le milizie sarà una sfida  maggiore che combattere il narcotraffico, perchè in quanto poliziotti  hanno più informazioni e capacità di articolazione. E di denaro,  aggiungo io. Il sociologo paragona questa situazione al film ‘Gangs  of New York’."

"Che posso dire! Forse hanno ragione, forse a lungo andare si  comporteranno come i banditi, visto che tutte le cose illegali  finiscono male, ma qui in favela lo stato non funziona, non c’è, e  siamo noi che ci dobbiamo organizzare. Tra l’altro il problema della  sicurezza è un problema generale: l’altro ieri nove banditi hanno  assaltato e rubato alcune macchine che transitavano dall’aeroporto  alla città. Hanno pure fermato il Ministro del Supremo Tribunale  Federale.  Vedete a che punto siamo arrivati???  Per noi che abitiamo in favela, in questo luogo che a volte mi sembra  una trappola per topi, dove la nostra vita è soffocata da banditi  senza pietà, adesso ci sembra di vivere meglio. Non so se col tempo  dovremo chiedere a loro il permesso per tutto, come si è sempre fatto  coi banditi! Io spero che queste milizie entrino in altre comunità,  tanta gente le sta invocando, così altre persone potranno vivere più  serene. Del narcotraffico non ne possiamo più".

Edoardo conclude il suo discorso tra una birra e l’altra, tra una  conferma e un assenso dei presenti. La sostanza purtroppo è questa: a  Rio è entrato in azione un nuovo protagonista di questa guerra non  dichiarata.  Un’altra toppa su un vestito vecchio.

Mauro