Anno scolastico 2007

Cochabamba, 13 febbraio 2007

Cari amici,

l’anno scolastico qui in Bolivia è iniziato lunedì 4 febbraio.

Le nostre chicas sarebbero dovute arrivare tutte alla Casa Estudiantil di Colomi fin dal giorno prima, 3 di febbraio.

Ma sono riuscite ad arrivare al completo solo domenica scorsa.

Le ragazze che provengono dal Chapare, la foresta tropicale di Cochabamba, sono rimaste bloccate nei loro villaggi a causa di una devastante inondazione che ha colpito la zona, distruggendo l’80% dei raccolti, isolando decine di comunità, facendo crollare ponti e rendendo intransitabili le strade.

Quelle fra di loro che hanno potuto raggiungere un telefono pubblico, ci hanno chiamato avvertendoci; ma le notizie che ci giungevano dai giornali e dalla televisione ci avevano già messo in allarme.

Sono arrivate un po’ a piedi, un po’ approfittando di qualche camion di passaggio, guadando fiumi e superando barriere di fango, ma sono arrivate.

Fra le nuove iscritte di quest’anno, giunta puntualmente perché proveniente dalla montagna, c’è Sandra.

Sandra ha 14 anni e ha conseguito solo la licenza elementare. Ha i pomelli delle guance del color viola tipico di chi vive sull’altipiano bruciato dal sole, sferzato dal vento, insidiato dai geli notturni.

E’ piccolina, magrissima, vestita sommariamente, ma indossa un grande cappello sotto il quale nasconde la sua timidezza.

"Parece un duende (folletto)" dice Edit .

Sandra non sa sedere su una sedia, non ha mai dormito (come molte delle nostre ragazze) in un letto, non conosce bagni o docce, ha sempre mangiato con le sole mani.

Marlene, la nostra nuova educatrice, che ha 25 anni, è laureata in scienze dell’educazione e conosce perfettamente il quechua, passa una giornata intera con lei, le insegna a sedersi, a mangiare per ora almeno con il cucchiaio, l’accompagna alla doccia e le spiega come funziona, la avverte che dovrà dormire su un letto fra le lenzuola e non per terra avvolta dalla sola coperta come è abituata.

Non ha il pigiama, Sandra, non ne ha mai avuti: in attesa di compragliene uno, le spieghiamo che deve togliersi i suoi vestiti "da giorno" e indossare una maglietta pulita prima di infilarsi fra le lenzuola.

Sandra è perplessa, il momento è molto duro per lei e i primi giorni sono una sfida per noi; quando vede me, si nasconde dietro una colonna.

Ma accade spesso, poi le ragazze prendono confidenza, cominciano ad avvicinarsi, a sorridere e a salutare, fino ad arrivare ad essere, alla fine del percorso scolastico, per chi ce la fa e non si scoraggia prima, le piccole donne spigliate, disinvolte e spiritose di cui vi ho parlato raccontandovi della gita scolastica 2006.

Ecco, qui sta il segreto nel nostro lavoro, il mio, ma soprattutto quello di Edit, delle educatrici e di tutte le persone che collaborano con noi: ogni ragazza rappresenta la nostra scommessa, e ogni ragazza che arriva al diploma è la nostra vittoria.

E ogni ragazza che perdiamo per strada è una ferita difficile da rimarginare; hanno tutte un nome, le nostre ferite: Lidia, Zulma, Sonia, Rosalia, Alejandrina ecc…ecc…

Ricominciamo, ancora una volta.

Un abbraccio

Anna Maria