Attualità

È la seconda volta in pochi mesi che scriviamo sull’argomento a seguire. È stato tradotto recentemente in portoghese il libro Eco-Economia dell’economista Lester Brown in cui si analizzano le questioni cruciali dello sviluppo sostenibile attraverso la ristrutturazione economica del mondo. Dunque, seppure scherzosamente e in modo superficiale nell’articolo chiamato “Trafiletto”, avevamo parlato di questo tema: la produzione di etanolo, di alcool a partire dalla canna da zucchero. Il Brasile è uno dei grandi produttori mondiali, e perfino il presidente Bush si è  interessato, è venuto personalmente, ha voluto concludere affari. George Soros è diventato socio, anzi, ha comprato una mezza dozzina di centrali di produzione ancora da costruire. Per chi non conosca costui, è presto detto: un super finanziere che deve la sua fortuna unicamente alle speculazioni in borsa. Qui da noi diventò noto a tutti quando, il presidente Fernando Henrique Cardoso, allora in carica, affidò la direzione generale della Banca Centrale ad Erminio Fraga, collaboratore e uomo di fiducia di George Soros. Ma, pettegolezzi a parte, le considerazioni di Lester Brown ci sembrano importantissime e degne di essere tradotte in italiano. Sono questioni che ci stanno molto a cuore: la miseria delle nostre città dipende dallo squilibrio economico e dalle incapacità dei nostri governanti di pianificare uno sviluppo a lungo termine.
Noi, nella nostra infinita ignoranza, siamo sempre pronti ad applaudire bovinamente qualunque cosa ci venga proposta come ricetta per il cambiamento socio-ambientale: coltiviamo la canna da zucchero per migliorare l’inquinamento e risparmiare petrolio! Evviva! E via a disboscare chilometri di foresta per piantare canna… Per comabattere la siccità del nord-est bisogna deviare il corso d’acqua del Rio São Francisco! E vai con le ruspe a passare sopra ad intere comunità e villaggi locali, Evviva!
I dirigenti del nostro paese, chiusi nel loro infimo mondo di intrighi e interessi non hanno mai avuto la visione di progetto globale di sviluppo, e il risultato di questo pensiero meschino è la sofferenza infinita di milioni di persone. Basta pensare al problema della pubblica sicurezza. Diciannove morti negli scontri della settimana scorsa a Rio de Janeiro. La disastrosa e infruttuosa occupazione militare della favela do Alemão che dura da più di due mesi ha lasciato una scia di cadaveri da fare invidia all’Irak. In una sola operazione di poche ore i soldati hanno lasciato sul terreno diciannove morti. Dopo aver impedito l’accesso alla favela ad ogni autorità civile e perfino dei mezzi dell’Istituto Medico Legale, hanno trascinato a braccia i cadaveri insanguinati per i vicoli e, dopo averli gettati in malo modo sui furgoni, hanno cancellato ogni traccia dello scontro. Ora le organizzazioni per i diritti umani e la magistratura, vogliono vederci chiaro. I dati parlano da soli, secondo la commissione per i diritti umani dell’ordine degli avvocati, almeno dieci cadaveri presentano segnali di tortura; le vittime hanno ricevuto un totale di 78 spari, 32 dei quali partiti da dietro. Per dirla meglio, 13 persone sono state uccise con spari alla schiena. Una vera esecuzione in massa. Il giorno dopo, un perentorio Lula dichiarava alla stampa nazionale: “C’è gente che pensa che i criminali devono essere trattati con petali di rosa…”  
Quando i faraoni costruivano le piramidi pensavano all’eternità. Quando i vari Fernado Henrique, Lula e compagnia bella immaginano qualcosa, pensano al quadriennio del loro infimo mandato.

A seguire  l’intervista a Lester Brown della giornalista Claudia Trevisan per il quotidiano Folha di São Paulo, pubblicata lunedì 2 luglio 2007.

"Biocombustíveis são maior ameaça à diversidade na Terra"
(I Bio-combustibili sono la più grande minaccia alla diversità sulla Terra)

L'ambizione brasiliana di creare un mercato mondiale per l'alcol in partnership con gli USA ha trovato un oppositore di peso, uno dei pionieri del movimento ambientalista: l'americano Lester Brown, influente quanto basta per essere ascoltato dal Congresso americano, dal Forum Eonomico Mondiale e dall'Accademia delle Scienze in Cina. Dice che l'uso del granoturco nelle centrali di lavorazione ha scatenato una disputa di proporzioni epiche tra gli 800 milioni che utilizzano l'automobile e i due miliardi delle persone più povere del pianeta.
Lei ha una posizione distinta dalla maggioranza degli ambientalisti in relazione all'uso di alcool come combustibile. Perché?

Molti ambientalisti stanno cambiano posizione. Lo scenario di un anno fa non è più quello di oggi, per lo meno non negli Stati Uniti. Se utilizzeremo quantità crescenti di grani per dare combustibile alle auto, ciò porterà all'aumento del prezzo degli alimenti e sarà una minaccia alla popolazione più povera del pianeta. Gli ambientalisti stanno ritirando il loro appoggio all'alcool e pensano a macchine ibride (mosse a benzina ed elettricità) che possono essere ricaricate in una presa di corrente, ciò è visto sempre di più come una soluzione per gli Stati Uniti. Con l'aggiunta di una seconda batteria, sarà possibile ricaricarla di notte in casa. Con questo, i percorsi di corta distanza sarebbero realizzati totalmente con l'elettricità. Se allo stesso tempo si investisse in centinaia di  centrali eoliche, avremo energia a buon mercato equivalente a un barile di benzina di 1 dollaro. Sta sorgendo una grande coalizione tra compagnie di elettricità, corporazioni, ambientalisti e governi municipali e locali per incoraggiare queste iniziative.

Lei parla di un confronto epico tra gli 800 milioni di persone che possiedono l’automobile e i 2 miliardi di persone più povere del mondo che vedono aumentare il prezzo degli alimenti. Considerando il pesante investimento nella produzione di alcool, i vincitori di questo confronto, per lo meno fino ad oggi, sembrano essere gli 800 milioni di motorizzati.

Per ora gli 800 milioni sono i vincitori, perché si sono verificati enormi investimenti in centrali di alcool negli Stati Uniti. La capacità di produzione in costruzione, è più grande della capacità di tutte le centrali create dall'inizio del programma di fabbricazione di alcol, nel 1978.
fino alla fine dell'anno prossimo, quasi il 30% del raccolto di grani andrà alle centrali di alcool, riducendo così la quantità disponibile per le esportazioni. Siccome il mondo dipende fortemente dagli Stati Uniti, che sono uno dei maggiori esportatori di granoturco e frumento, chi dipende dalle importazioni (Giappone, India, Egitto, Nigeria, Messico) soffrirà gravi problemi.

La recente inflazione del prezzo degli alimenti nel mondo, può essere attribuita all'alcool?

Esistono altri fattori, come la mancanza d'acqua, ma la causa principale di inflazione negli ultimi sei mesi è stata l'aumento del prezzo dei grani. Ciò succede in tutto il mondo: nel prezzo della carne di maiale in Cina, la torilha in Messico, la birra in Germania.

Con tanti investimenti nel settore, è possibile una revisione nell'uso dell'alcool negli Stati Uniti?

Non si può dire. Quello che cominciamo a vedere è una reazione dei consumatori. Siamo in una situazione anomala, nella quale sussidiamo l'aumento del prezzo degli alimenti. Come contribuenti, stiamo dando i sussidi che vanno alla produzione di alcool. Perdiamo in ogni modo, come contribuenti e come consumatori.

Oltre a questo, la produzione di alcool con il granoturco è poco efficiente.

Sì, specialmente se paragonato all'alcool prodotto dalla canna da zucchero. Per ogni 1 unità di energia usata nella produzione di alcool di granoturco, si ottiene 1,3 unità di energia, che significa un guadagno del 30%. Nel caso della canna da zucchero, per ogni 1 unità di energia utilizzata, si ottengono 8 unità di energia.

L'alcool prodotto a partire dalla canna di zucchero è una alternativa ai combustibili fossili?

Potrebbe esserlo nei paesi che possono piantare canna da zucchero. Noi non possiamo produrne perché siamo nell'emisfero nord. Ma se i paesi che già sono grandi produttori, come il Brasile, tentassero soddisfare non solo il loro mercato interno ma anche quello esterno, si verificherà un ulteriore disboscamento per l'espansione della produzione della canna o perché la sua espansione prende lo spazio di altre colture, come la soja. La preoccupazione che sorge nella comunità internazionale di ambientalisti in relazione ai bio-combustibili è l'effetto che essi producono sul disboscamento dell'Amazzonia e nel sud est asiatico, dove Malesia e Indonesia sono i principali produttori di olio di palma, che è usato come bio-diesel. Se dovessi identificare la più importante minaccia alla diversità biologica della Terra, indicherei la domanda crescente di bio-combustibili – alcool nel caso del Brasile o bio-diesel per il sud est asiatico. Non direi che il Brasile deve interrompere la sua produzione di alcool. Il mio suggerimento è che il Brasile cominci a sviluppare altre fonti di energia, energia solare ed eolica incluse, per le quali ha grandi potenzialità.

La Cina supera gli Stati Uniti come il paese che più di tutti emette gas che provocano l'effetto serra. La Terra è grande quanto basta per accomodare i milioni di emergenti consumatori cinesi?

Ho sempre sentito che gli Stati Uniti, nonostante abbiano appena il 5% della popolazione mondiale, consumano quasi il 40% delle risorse della Terra. Questo non è più vero. La Cina oggi consuma più della maggioranza delle risorse primarie  degli Stati Uniti, ad eccezione del petrolio. Il consumo di carne oggi in Cina è il doppio registrato negli Stati Uniti. Quello dell'acciaio è il triplo. Cosa succederà se la Cina raggiunge gli Stati Uniti in consumo pro capite? Se la crescita cinese si riduce all' 8% all'anno, nel 2031 il reddito pro capite della Cina sarà lo stesso degli Stati Uniti oggi.
Se i cinesi avessero lo stesso livello di consumo degli americani, nel 2031 la popolazione di 1,5 miliardi della Cina consumerebbe il doppio dell'attuale produzione di carta del mondo intero. Se ci fossero tre auto per ogni gruppo di quattro persone, come negli Stati Uniti oggi, la Cina avrebbe 1,1 miliardo di automobili. In tutto il mondo oggi ce ne sono 800 milioni. Il consumo di petrolio sarebbe di 99 milioni di barili al giorno. La produzione attuale di petroli è di 85 milioni di barili al giorno. Quello che la Cina ci insegna è che il modello economico occidentale, centrato nei combustibili fossili, nell'uso di automobili e nello spreco, per lei non può funzionare. E se non può funzionare per la Cina, non lo potrà per l'India che nel 2031 avrà una popolazione maggiore. Ci sono 3 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo che sognano il sogno americano.

Ecco la questione: tutti sognano il sogno americano.

Sì, e in una economia sempre più integrata nella quale noi tutti dipendiamo dagli stessi grani, petrolio e acciaio, questo modello non può funzionare anche per i paesi industrializzati. Quello che dobbiamo fare è pensare ad una nuova economia con fonti rinnovabili di energia, che abbia un sistema di trasporti diversificato e che riusi e ricicli tutto.

Esiste tra i leader cinesi l'interesse a cambiare il modello di sviluppo del paese?

Loro pubblicano quasi tutto quello che scrivo. Il primo ministro Wen Jiabao mi ha citato in alcuni discorsi. Le cose più stimolanti degli ultimi anni in relazione all'energia rinnovabile sono successe in Cina. Entro al fine di quest'anno, 40 milioni di case avranno acqua riscaldata per mezzo di energia solare, captata da pannelli posti sui tetti, e il numero dovrà quadruplicare entro il 2020.

È possibile per la Cina cambiare il modello di sviluppo e camminare in direzione alla fonti rinnovabili di energia senza sacrificare la crescita economica?

Se non ristrutturiamo l'economia mondiale, la crescita economica sarà insostenibile. Abbiamo bisogno di ristrutturare l'economia molto più rapidamente di quello che la maggior parte della gente immagina. I numeri che ho menzionato sulla Cina come paese consumatore si riferiscono al 2031 quando staranno consumando più risorse di quelle che il mondo possiede. Se non ristrutturiamo l'economia nel mondo, il progresso economico probabilmente non si sosterrà.