Bolivia sott’acqua

Cochabamba, 24 febbraio 2007

Eccomi con le drammatiche notizie da questa parte del mondo, amici, notizie su cui alcuni di voi mi chiedono informazioni maggiori per averle sentite alla televisione italiana.

La Bolivia è per metà sott’acqua: i Dipartimenti di Santa Cruz, Cochabamba, nella sua zona di foresta, in parte Tarija, ma soprattutto Beni, stanno vivendo ormai da settimane in condizione di grande emergenza.

Alcuni dati: 70.000 famiglie, per un totale di circa 350.000 persone, che vivono quasi esclusivamente di agricoltura, sono praticamente rimaste senza nulla, né casa, né coltivazioni, né animali.

I morti accertati sono 35.

Il Beni, il Dipartimento più colpito dalle furie dell’acqua, che è arrivata fino a due metri d’altezza, è inondato per il 75%, i capi di bestiame morti solo in questo territorio sono circa 20.000, sono morti persino i caimani. I danni ammontano a 105 milioni di dollari.

I Paesi vicini (Argentina e Usa in particolare) stanno mandando elicotteri e scialuppe per il salvataggio delle popolazioni isolate; 10.000 studenti fino ad oggi non hanno potuto cominciare l’anno scolastico.

A tutto questo si aggiunge la drammaticità delle epidemie, causate dall’acqua stagnante , dagli animali morti e dall’urina dei topi: febbre gialla, dengue emorragico, malaria, leptospirosi, scabbia, diarree acute, malattie respiratorie: Cuba ha mandato un’equipe di medici specialisti in malattie infettive, l’allarme è molto alto.

Le strade di collegamento Cochabamba-S.Cruz sono ambedue chiuse a causa della caduta enormi frane che hanno interrotto le strade: 1.500 camion sono fermi in coda da più di due settimane, pieni di frutta e verdura ormai marcita, e di maiali, polli e vacche che stanno morendo.

Il Dipartimento di Potosì denuncia 15.000 famiglie danneggiate dalle gelate, dalla siccità o dalle grandinate: il 70% delle coltivazioni di patate, quinua, orzo, foraggio sono andate completamente distrutte.

I commenti di stampa e televisione dicono che la Bolivia sta vivendo uno dei peggiori disastri climatici della sua storia

L’ONU ha lanciato un appello al mondo per raccogliere almeno 10 milioni di dollari in aiuti: hanno risposto Francia, Giappone, Perù, Venezuela, Cile, e Cuba, elencati a caso.

L’Italia, è doveroso dire, è arrivata quasi per prima, già più di due settimane fa, con 1 milione di euro in alimenti come pasta, riso, olio, farina, tutti prodotti comprati qui in Bolivia: li ha consegnati personalmente al Governo Boliviano una per me sconosciuta Sottosegretaria gli Esteri, accompagnata dall’Ambasciatore.

Anche la Bolivia rimasta relativamente all’asciutto, come le parti alte di La Paz, Cochabamba, Oruro, si sta mobilitando in una campagna lanciata proprio ieri chiamata Bolivia solidaria; la gente si sta avvicinando ai punti di raccolta con un po’ di tutto, vestiti, alimenti secchi, giocattoli per i bimbi, coperte, pentole.

Anche la nostra Casa Estudiantil sta partecipando a questa gara di solidarietà: siamo povere, ma c’è chi ora è molto più povero di noi.

Stiamo raccogliendo i ponchi che avevamo preparato per noi, i completini per bimbi che le ragazze hanno lavorato a maglia per fratellini e cuginetti, alcuni maglioni fatti con la nostra nuova macchina da maglieria, e altro che stiamo concordando con le educatrici e con le ragazze stesse che sono piene di idee e abituate a condividere il poco che hanno.

Così i poveri si aiutano fra loro.

Un grande abbraccio

Anna Maria