CI siamo

Cochabamba, 9 gennaio 2007

Cari amici,

ieri Cochabamba ha vissuto cinque ore di scontri e violenza.

Campesinos e cocaleros arrivati dalla foresta e dai villaggi più lontani del Dipartimento, che da venerdì scorso stavano accerchiando la Prefettura, un palazzo che si affaccia sulla piazza principale dell città, esigendo le dimissioni del Prefetto, hanno cominciato con lanciare pietre contro la polizia che stava controllando l’ordine pubblico e a picchiare i giornalisti e fotografi che stavano documentando gli avvenimenti.

La Polizia ha reagito lanciando gas lacrimogeni; i dimostranti hanno invaso le strade attorno alla piazza ed hanno eretto barricate impedendo con la forza l’entrata alla piazza a chicchessia.

La Ministra dell’Interno, poco dopo essere stata informata degli scontri, ha destituito il Comandante della polizia che aveva assunto l’incarico giusto poche ore prima e ha ordinato il ritiro delle forze dell’ordine.

La piazza è rimasta in mano ai dimostranti che hanno avuto man libera: hanno incendiato la Prefettura, invaso gli uffici e spaccato quanto incontravano, mobili, macchinari, documenti, bruciato auto parcheggiate sulla strada, divelto i banchetti dove le donne del pueblo espongono le loro povere cose da vendere, distrutto negozi e gli uffici di una Banca.

Dalla casa dove vivo, situata a circa un chilometro e mezzo dalla Piazza, si sono sentiti per ore urla, scoppi, ululati di sirene di Polizia e Vigili del Fuoco.

Gli impiegati della Prefettura sono stati fatti evacuare per delle uscite secondarie, il Prefetto ha potuto uscire incolume travestito da poliziotto.

Il bilancio ufficiale è di un trentina di feriti: 11 giornalisti, fra cui due in maniera grave, 10 poliziotti e alcuni manifestanti. La Prefettura è distrutta per circa il 30%, la Piazza è un ammasso di macerie.

Oggi la città è bloccata in tutte le sue vie d’uscita: verso la Paz, verso Sucre e verso S.Cruz, quindi verso Colomi.

Lassù ci sono proprio in questi giorni le nostre ragazze "musiciste" che, con il professore di musica, stanno facendo le prove per la registrazione del CD di cui vi ho parlato in una precedente lettera. E con loro c’è Edit, la Direttrice.

Domani le ragazze dovrebbero rientrare a casa loro, per ritornare nuovamente a Colomi lunedì prossimo; vista la situazione, abbiamo concordato con Edit che rimarranno a dormire da noi anche domani notte, e giovedì mattina, tutte insieme, profe e alunne, si caricheranno di panini e bibite e affronteranno a piedi la discesa fino alla città, 50 chilometri di cammino, cercando di evitare la strada principale e deviando per boschi e sentieri.

Il Comitato Civico di Cochabamba ha organizzato per domani un grande marcia in appoggio al Prefetto, che è stato eletto democraticamente nel dicembre 2005, in occasione delle stesse elezioni che hanno visto vincente il Presidente della Repubblica Evo Morales.

I Cabildos tenutosi a metà dicembre scorso nei Dipartimenti di S.Cruz, Tarija, Beni e Pando, a sostegno dei loro Prefetti e dell’autonomia dei loro Dipartimenti e che hanno radunato circa un milione e duecentomila persone (su 8.000.000 di abitanti di tutta la Bolivia) e lo sciopero della fame attuato da circa 2.000 persone (fra le quali intellettuali, sindacalisti – compreso il fondatore dello stesso MAS, il partito di governo – giornalisti, politici) hanno sancito di fatto la grande spaccatura del Paese alla quale il Governo non sa o non vuole cercare rimedio.

Campesinos e cocaleros minacciano di scendere a S.Cruz per chiedere la destituzione anche di quel Prefetto: ma lì ci sarà ad attenderli una popolazione decisa a tutto, anche a prendere le armi, come ha dichiarato il Presidente del Comitato Civico della città.

La situazione sta precipitando e noi assistiamo sgomenti, allibiti ed impotenti ad eventi il cui sviluppo non osiamo immaginare.

Un abbraccio

Anna Maria