E’ guerra

Cochabamba, 11 gennaio 2007

Cari amici,

ieri il movimento della gioventù cochabambina è sceso in piazza e nelle strade ed ha avvertito in maniera pacifica i cocaleros e campesinos, che da quattro giorni hanno preso possesso di piazze e strade e bloccato tutte le vie di accesso alla città, che se entro le 12 di oggi non avessero sgomberato spontaneamente li si sarebbe cacciati con la forza .

Da qualche ora i giovani, e migliaia di cittadini che vi si sono aggiunti, e i campesinos si stanno dando battaglia in varie zone con pietre, bastoni, catene e, da un po’, con lanci di dinamite. La Polizia è stata travolta dalla folla inferocita ed ha perso il controllo della situazione.

Al momento vi è un morto accertato e più di 60 feriti sono stati ricoverati all’ospedale che è a 50 metri da casa mia. La televisione sta lanciando appelli a medici e infermieri perché accorrano a prestare aiuto anche nelle varie zone di scontro. E si stanno cercando donatori di sangue..

La città è nel caos totale; da qui si continuano a sentire spari, urla, ululati di sirene, si vedono fumi salire da varie parti della città e si comincia ad avvertire in gola il fastidio dei gas lacrimogeni.

Il Presidente della Repubblica Evo Morales se ne è andato tranquillamente in Nicaragua a festeggiare il nuovo Presidente Ortega e il Prefetto di Cochabamba Manfred Reyes Villa è a La Paz ad un incontro con altri 5 Prefetti per organizzare la “difesa della democrazia” in opposizione al Governo.

Ieri hanno marciato qui a Cochabamba, nella piazza principale, anche un centinaio di addetti alla comunicazione, giornalisti, cine operatori, fotografi, tutti imbavagliati, innalzando cartelli di protesta contro le violenze cui da tempo è sottoposta la categoria e in difesa della libertà di stampa: sono stati accolti dai campesinos e cocaleros a suon di fischi e sassate

Con grande sollievo ho ricevuto poco fa la telefonata di Edit: partite da Colomi stamattina all’alba, lei e le ragazze sono arrivate a casa sua, che è ad una ventina di chilometri prima di entrare in città, alle cinque del pomeriggio. Tutte stanno bene, sono stanchissime e con i piedi doloranti; rimangono per ora ospiti di Edit al riparo da blocchi e disordini.

I bollettini di guerra continuano: i feriti sono saliti ad ottanta.

A domani, amici.

Anna Maria