La morte del soldato

Carissimi

Roberta è una giovane italiana da poco laureata in psicologia. Da vari anni, stimolata dagli studi, si è avvicinata al mondo dei ragazzi di strada di Rio de Janeiro. Dal 1999 al 2003 ha prestato servizio di volontariato per 6 mesi all'anno in una grande istituzione che accoglie i ragazzi e in questi ultimi 3 anni si è impegnata a seguire il cammino di alcuni di loro una volta usciti dall'istituto, vivendo assieme, nella periferia di Rio de Janeiro.


Io e lei siamo compagni di avventura in questa terra brasiliana. Mi ha scritto una lettera che non ha bisogno di commenti. Ve la invio. Non ho cambiato i nomi dei protagonisti.

Mauro Furlan

Caro Mauro

é con molta tristezza, rabbia e dolore che ti scrivo. Venerdi notte uno dei ragazzi a cui ero piú legata é stato assassinato. E' Alessandro, il compagno di Anapaola. Venerdi mattina alle 7 mi ha chiamata disperata per dirmi che Alessandro era stato ucciso dai banditi della fazione di narcotraffico rivale. Nella notte avevano tentato di invadere la favela per occuparla e gestire il traffico di droga. Sono corsa subito da lei.

Sono arrivata alle 8.30 e lo vedo, stava nella strada vicino a dove vivevano, un lenzuolo lo copriva. L`ho scoperto, aveva ancora gli occhi aperti. La suocera mi ha chiesto di chiuderli. Io sono la sua madrina e dato che non aveva madre io ero l'unica parente. Sembrava che stesse dormendo. Con i suoi 23 anni pareva ancora un ragazzino. Anapaola non ha voluto vederlo e io la capisco. Mi sembrava impossibile che non potesse sorridere e salutarmi come faceva di solito. Assieme a lui ne sono morti altri 5. Uno era ancora disteso in una via lí vicino, gli altri la polizia li aveva giá portati via. In quel momento mi sono preoccupata del caldo: facevano circa 40 gradi e non c'era un'ombra. Sapevo che i pompieri ci mettono una vita a venire a prendere il corpo e alla fine l'ho coperto con grandi foglie di banana ed un altro lenzuolo.

Intanto la polizia andava e veniva. Loro stessi dicono che quel posto é un inferno, é una "mattanza" continua e mi hanno chiesto cosa ci facevo li. Per loro, Alessandro é solo un altro morto, perché lui ha voluto morire.

Ti devo dire che é stata molto dura restare lá tutto il giorno ad aspettare che venissero a prenderlo. E'stata dura vedere la polizia che mi trattava meglio degli altri perché avevo mostrato la mia carta d'identitá di straniera. Anapaola non ha neppure voluto dire loro che era sua moglie. Io la capisco, pérché la polizia con la gente del posto non ha pietà nel parlare e nell'agire. E' stata dura vedere la gente passare, alzare il lenzuolo per sapere chi fosse. E' stata dura per me sapere che era lui.

E' vero, era coinvolto nel traffico locale di droga. Io gli dicevo che stava giá durando molto. Che tanti suoi compagni erano già morti. Erano giá 3 anni che era entrato nel narcotraffico. Mi diceva che aveva 5 figli a cui dar da mangiare. Io non lo scuso, ma lo capisco. Lui davvero voleva una vita migliore. L'ultima volta che ero stata a trovarli mi diceva di sapere bene che quella vita non gli avrebbe permesso di veder crescere sua figlia di due anni.

Della sua famiglia si è fatta viva solo una zia che, per fortuna, ha potuto firmare il documento per prelevare il corpo presso l`Istituto di medicina legale dove era stato portato per l`identificazione. Se nessuno avesse firmato sarebbe stato seppellito come un indigente, portato via e seppellito senza nessuno. Grazie alla zia ho potuto fare il funerale.

Ancora più terribile é stato il giorno del funerale, non c'era praticamente nessuno, solo io, la zia, Anapaola e la suocera. Quando è arrivata la autobara al cimitero, io e la zia abbiamo aiutato a mettere la bara sul carrettino per poterlo portare fino al luogo dove era scavata la fossa. Pensa che la fossa era profonda solo mezzo metro, tanto che la punta della bara stava fuori dalla buca e hanno dovuto coprirla con un palmo di terra…tremendo.

Suo padre non c'era. Tu non immagini quanta rabbia sento verso di lui. Non ha mai amato Alessandro non é neppure venuto al funerale. Del resto, veniva a fare cosa? Ora che Alessandro non ha piú bisogno di lui? Sento tanta rabbia per quest'uomo che quando Alessandro era piccolo gli aveva fatto mangiare le feci perché si era dimenticato di tirare l'acqua del water. Che lo picchiava a sangue per stupidi motivi e che in fine gli ha detto che doveva andarsene perché la sua nuova donna non voleva né lui né il fratello. Tutte cose confermate dalla zia.

Vorrei raccontarti di come sono stati i 3 giorni per poterlo seppellire. Non puoi immaginare le condizioni del corpo. Pensa che presso l`Istituto medico legale le celle frigorifere non funzionavano. Inumano e indegno. Alessandro é morto verso la mezza notte, il suo corpo é stato raccolto dalla strada solo alle 16.30 del pomeriggio e questo perché ho implorato la polizia che facessero presto a causa del calore.

Per me è stato un momento molto difficile. La famiglia ha dato 150 reais, ma il resto l'ho pagato con i soldi dati dai miei amici. Mi spiace davvero tanto che questi soldi, raccolti con tanto amore e tanta speranza, abbia dovuto usarli per una cosa cosí triste. Per lo meno Alessandro ha avuto un funerale semplice ma con dignità e amore.

Quello che più mi fa star male é aver visto che dopo 23 anni di vita lui poteva contare solo su 4 persone. Non un amico, non un parente. I trafficanti del posto mi hanno dato 400 reais per il funerale, che io non ho voluto e ho detto ad Anapaola di tenerli: adesso é sola con 5 figli. Mi fa molto male pensare che nessuno si è fatto vivo. Lui era una persona buona, ma in una vita sbagliata. Non ha mai fatto del male a nessuno e dove viveva tutti gli volevano bene, ma nessuno é apparso.

C' è in me la certezza che lui è nelle braccia di Dio e che non ha bisogno di nessuno altro. Ma lo stesso é stata dura vedere che nessuno si è fatto vivo. Qui in Brasile non si usa fare il funerale, la bara -dall`obitorio- va diretta al cimitero e al massimo si fa una messa il settimo giorno. Per lui non c'era prete a dare una benedizione, solo noi 4 per dire un padrenostro mentre mettevano giú la bara. Io avevo cercato di entrare in contatto con il prete dell'istituto medico legale ma non c'é stato tempo.

Alessandro per lo meno sapeva che, seppur da pochi, era molto molto amato. In questi momenti capisco quando i ragazzi mi dicono :"Sai zia, tanto se io muoio non c'é nessuno che pianga per me". Questo mi fa molto male. Credo che tutti abbiamo il diritto di essere amati da qualcuno. Senza amore non cé vita e non cé speranza. Alessandro digraziatamente è in compagnia dei molti giovani che muoiono e sono altrettanto soli. Scusa la confusione e non sò se sono riuscita a farmi capire, ma l' importante è per lo meno sapere della sua morte cosi da poter fare una preghiera per lui.

Non so se si possa capire cosa vuol dire morire soli, non so quanti possano capire una morte come questa. Sento una rabbia che non riesco a gestire. Ogni volta che ci penso sto male e per di più in questi giorni hanno ammazzato il capo dei trafficanti della favela del Pavão. Ci credi che la comunitá ha organizzato 3 autobus per andare al funerale!? Questo mi da ancora piú rabbia perché Alessandro, che era un semplice soldato, è morto e nessuno ha fatto nulla. Adesso che è morto questo tizio, che era la rovina della favela, loro stessi ne fanno un idolo. L'ignoranza é la peggiore cosa nell'essere umano!

Un abbraccio, con la tristezza nel cuore, Roberta