No! Si! Presidenti, pallottole, coscione e meninos de rua

– Ciao, come stai?
– Bene…, ma cos’hai lì, in mano?
– Playboy.
– Ah… non sapevo che anche tu apprezzavi il “nudo artistico”…
– Non dire scemenze, ma quale nudo artistico, non vedi chi è questa qui, in copertina?
– Niente di speciale, è la solita bonazza…
– Cosa dici!, non è la solita cosciona, questa è l’amante del presidente del senato!
– No!?
– Sì! L’amante del presidente del senato. Quello che è stato messo lì dal presidente della repubblica.
– No!?
– Sì!
– Se non ricordo male, i due erano acerrimi avversari! Mentre l’attuale presidente della repubblica era leader dell’opposizione, l’attuale presidente del senato era il capogruppo del presidente Collor.
– Sì!, bravo proprio quello.
– E la sua amante che ci fa mezza nuda su Playboy?
– Mezza? Tutta! Approfitta dei suoi cinque minuti di fama.
– Spiega, dài, che non ci capisco niente.
– Il fatto è che hanno scoperto che il presidente del senato aveva tutte le sue spese personali pagate da loschi personaggi, rappresentanti di una grande impresa che poi, caso strano, vinceva tutti gli appalti per i lavori pubblici.
– No?!
– Sì! E la sua amante – ex amante, a dir al verità, con la quale il presidente del senato ha avuto pure una figlia – veniva mantenuta dal presidente del senato mediante il pagamento di una “pensione” pari al suo stipendio di parlamentare.
– No?!
– Sì! Messo alle strette, il presidente del senato ha dichiarato in sessione solenne al parlamento –davanti alla moglie a cui ha chiesto pubblicamente perdono per il tradimento, ora sbandierato ai quattro venti – che il suo reddito deriva interamente dalla sua attività di fazendeiro. Poi però si è scoperto che le fazendas od erano state acquistate irregolarmente o, addirittura, non erano state neanche dichiarate al fisco.
– No?! Immagina cosa sarebbe successo ai tempi in cui il PT e l’attuale presidente della repubblica erano all’opposizione…
– Sì!, me lo immagino. Ma non è finita. Oltre alle fazendas irregolari, il presidente del senato faceva affari di compra e vendita di animali da macello, mucche. È stato perfino intimato dalla commissione di inchiesta a presentare i documenti fiscali di questo via vai bovino. E qui tutta questa storia, abbastanza pecoreccia, assume i contorni della commedia degli inganni…
– No!, cosa è successo?
– Il giorno prima della presentazione dei documenti in plenario, la macelleria…
– Cosa?
– Sì! La macelleria con cui il presidente dichiarava vendere carne bovina per milioni di reais ma che invece al fisco non risulta, anzi, risulta sotto il nome di terzi, completamente ignari di possedere una simile impresa – che, detto tra noi, era un negozietto da strapazzo che sarebbe impossibile immaginarlo in affari milionari col presidente del senato – ebbene, la macelleria è stata assaltata.
– No?!, non mi dire adesso che è stata rapinata nottetempo da una banda di ladri e che l’hanno svaligiata proprio dei documenti in questione….
– Si!
– No?!
– Sì! È proprio così. Comunque in un modo o nell’altro, dopo cento giorni di indagini si è arrivati alla seduta in cui il senato doveva decidere per la cassazione del mandato del presidente del senato. Indovina qual’è stato il risultato…
– Certamente davanti a prove schiaccianti…
– Ah, dimenticavo, nel frattempo sono apparsi ulteriori documenti, contratti falsi o falsificati, la magistratura poi ha intercettato telefonate compromettenti di persone legate a filo doppio al presidente del senato…
– E il presidente della repubblica? Cosa dice di tutto questo orrendo pasticcio?
– In questo momento è in Danimarca, Svezia e Norvegia.
– No?!
– Sì! Ma sono impegni presi da tempo, e poi è là per una buona causa: chiedere all’Europa che abbassi le tasse di importazione per il nostro etanolo, che girano verso il 50%. Ma ci pensi? Ecco perché gli europei continuano a comprare petrolio dagli arabi. Il nostro alcool, che inquina meno, in Europa soffre un vero e proprio dazio medioevale.
– È vero, l’ho visto sul giornale in prima pagina, il presidente a braccetto con la regina di Svezia.
– Lo sai che in Danimarca ha perfino inaugurato il “museo della povertà”?
– Chi?
– Il presidente della repubblica!
– No?!
– Sì!, il museo della povertà, che là, almeno quella estrema, non c’è più. E allora ci hanno fatto un bel museo per far vedere ai bambini e ai ragazzi delle scuole come si vive male quando si è poveri. Il presidente della “repubblica del bolsa familia” che inaugura il museo della povertà… Mi viene in mente la parola “surreale”, “surrealista”.
– A me invece mi ricorda quel comico italiano, quello che tanti anni fa diceva: “… è una cosa pazzesca”, mi pare si chiamasse Geppe Brillo.
– Sì!, è vero, me lo ricordo anch’io. Ma lo sai che adesso non fa più il comico?
– No?!
– Sembra che sia diventato una specie di tribuno della plebe, simpaticissimo, stralunato, ha indetto perfino un vaffa-day contro l’arroganza della politica meschina, o contro la meschinità della politica arrogante, o contro la politica meschina e arrogante. Migliaia di persone lo seguono. I suoi detrattori però sentono un certo odore di qualunquismo… ma noi siamo distanti migliaia di miglia e le notizie che arrivano da lontano si fa fatica a capirle per bene e poi di casini bastano già i nostri… e infatti il vero casino è successo l’altro giorno nei corridoi del senato di qua.
– No?!
– Sì!, i deputati volevano entrare per assistere alla votazione dei colleghi senatori che decidevano la cassazione del loro presidente. Pensa che i deputati sventolavano in faccia alle guardie dei portoni, l’autorizzazione ad entrare, data nientepopòdimenoche…. dalla Corte Costituzionale!
– No?!
– Sì! Perché, i senatori avevano deciso che la sessione doveva svolgersi a porte chiuse, in modo che l’opinione pubblica non vedesse chi appoggiava il presidente del senato. I deputati invece, col permesso della Corte Costituzionale volevano entrare. Un casino totale, le guardie del senato hanno preso a calci in culo e cazzotti in faccia gli onorevoli deputati che valorosamente reagivano menando di santa ragione fendenti a destra e sinistra. Poi però, nonostante gli sforzi eroici non ce l’hanno fatta a sfondare e la sessione è cominciata a porte chiuse.
– Fammi dare un’occhiata alla rivista…. Guarda il titolo dell’articolo che accompagna il nudo artistico dell’illustre bonazza “le curve che fanno sbandare i presidenti”…. Cosa direbbe Geppe Brillo?… Ma adesso dimmi un po’ com’è andata poi la votazione in senato? Lo hanno cassato il mandato del presidente, vero?
– No!
– No!?
– No, grazie all’astensione di sei deputati, il presidente del senato ha conservato il suo mandato ed ora si mette in posa come paladino della democrazia, martire di una campagna tendenziosa.
– E chi sono questi senatori che si sono astenuti?
– Sono senatori fedeli al presidente della repubblica, quello che adesso sta inaugurando il museo della miseria a Copenaghen, è lui il principale alleato del presidente del senato, è lui che ha dato l’ordine di salvarlo.
– No!?
– Sì!, sai com’è la politica, un continuo scambio di favori, una mano lava l’altra, un magna tu che magno io…
– E la gente, la popolazione, cosa pensa di tutto questo?
– Pensa che domani c’è la partita, o pensa a chi sarà il colpevole nella telenovela della sera… Cosa vuoi che se ne importi la gente del presidente del senato e delle coscione della sua amante?
– Insomma, aria di qualunquismo…
– Pensa te che ieri, mentre guardavo il telegiornale e ascoltavo le interviste ai senatori che giustificavano il loro voto contro o a favore, o addirittura la loro astensione, mi sono trovato a pensare esattamente come i senatori dell’estrema destra, quelli più reazionari, i più schifosi e vomitevoli che esistono. Dicevano le cose che avrei detto io.
– No!?
– Sì!, perché la sinistra è alleata del presidente del senato e cercava di difenderlo con le unghie e coi denti. La destra, la nostra destra che è molto peggio di quella destra italiana, da operetta… insomma, io, proprio io mi trovavo d’accordo con loro, con quelli lì, quel mucchio di schifosi. Altro che qualunquismo, qui si tratta di roba da matti, di “una cosa pazzesca”.
– …. Realmente…

– Come se non bastasse, negli stessi giorni un paio di ministri di Stato erano in visita a Rio de Janeiro e sono stati mitragliati.
– No!?
– Sì! Non è morto nessuno, ma il treno su cui erano, e che stava passando proprio di fianco a una favela pericolosissima, dove regnano incontrastati i gruppi di trafficanti di droga, è stato mitragliato per benino e i ministri giù, sdraiati per terra con le pallottole che gli fischiavano sulla testa.
– No!?
– Sì! Come se fosse la cosa più normale del mondo: passi in treno e ti mitragliano. Dopo la polizia è tornata alla favela per la vendetta. La solita strage.
– No!?
– Sì! Eccome. Tre morti di sicuro, più i feriti e gli scomparsi di sempre. E pensa che erano stati pure avvisati ufficialmente dal segretario di pubblica sicurezza: non andate su quel treno, non passate di là che vi mitragliano. Ma loro, sai com’è, in missione ufficiale, inaugurazioni, discorsi, applausi…
e giù pallottole!
– “È una cosa pazzesca”.
– Surrealista.
– …. e poi, come se non bastasse, al telegiornale, dopo ‘ste notizie deprimenti, annunciano che il Comune ha incominciato un censimento di tutti i meninos de rua.
– No?! Ancora, un’altro!
– Si! Ogni amministrazione fa il suo. Cambia sindaco è, alè, eccoti un censimento. Si comincia dai venditori ambulanti abusivi, si passa agli autobus irregolari, e alla fine si arriva ai meninos de rua.
– Ma sarà almeno il terzo in cinque anni.
– Sì, non so se leggi le pagine di quel sito internet…
– Quale?
– Mi pare che si chiami VuVuVu punto Malondo punto it… , ebbene c’è una rubrica di due tipi che vivono in Brasile, lui è mezzo scemo e lei sembra in gamba, Tia, tia… ha un nome straniero; insomma, scrivono sempre le stesse cose, ma a volte dicono robe interessanti. Di censimenti come questo ne avranno parlato tante altre volte… non ricordo bene, come ripeto, dicono sempre le stesse cose che non ci faccio più attenzione.
– È vero, l’ho letto anch’io varie volte, proprio su quel sito.
– Il comune dice che se non conosce chi sono, dove sono e cosa fanno i meninos de rua, non può aiutarli come si deve. E sai cosa hanno scoperto con il nuovo censimento?
– No.
– Che i meninos de rua nelle strade del centro sono mille. Mille, uno-zero-zero-zero, 1000.
– No!?
– Sì! Incredibile, vero? Rotondo rotondo: Mille. Non millecentoventidue, no. Mille e basta.
– E allora?
– E allora le autorità hanno dichiarato che si apriranno dei centri di accoglienza notturna che i meninos potranno usare come primo punto di riferimento…
– …e in un secondo momento saranno accompagnati verso istituzioni…
– …idonee…
– ….mentre gli assistenti sociali entreranno in contatto con le famiglie…
– ….per poter reinserire il bambino…
– …nel contesto…
– …socio-familiare…
– …. Ma allora l’hai sentita anche tu l’intervista con il capo del servizio sociale del Comune!
– No. Ho letto gli articoli nel sito VuVuVu punto Malondo punto it.
– Gli articoli di quei due rompiballe?
– Si!
– No, perché io mi sono stufato, dicono sempre le stesse cose e non li leggo più.
– No!?
– Si!
– Bravo, allora anch’io.
– E ridammi la rivista.
– Quale?
– Playboy.
– Vuoi rivedere le coscione dell’amante del presidente del senato, bavoso?
– No!, voglio fare le parole crociate dell’ultima pagina.