No te salves

No te salves
No te quedes inmóvil
al borde del camino
no congeles el júbilo
no quieras con desgana
no te salves ahora
ni nunca
no te salves
no te llenes de calma
no reserves del mundo
sólo un rincón tranquilo
no dejes caer los párpados
pesados como juicios
no te quedes sin labios
no te duermas sin sueño
no te pienses sin sangre
no te juzgues sin tiempo
pero si
pese a todo
no puedes evitarlo
y congelas el júbilo
y quieres con desgana
y te salvas ahora
y te llenas de calma
y reservas del mundo
sólo un rincón tranquilo
y dejas caer los párpados
pesados como juicios
y te secas sin labios
y te duermes sin sueño
y te piensas sin sangre
y te juzgas sin tiempo
y te quedas inmóvil
al borde del camino
y te salvas
entonces
no te quedes conmigo
 
Voglio cominciare questo mio sfogo con le parole di Mario Benedetti, scrittore e poeta uruguaiano, non perché abbiano qualcosa a che fare con l'argomento del testo, ma perché sono meravigliose, punto e basta. Chiedo per favore che non siano tradotte in modo che gli amici italiani le possano leggere nella lingua originale e con un po' di sforzo e fantasia riescano a capirle nel fondo del cuore. Penso che questa poesia oltre ad essere un vero inno all'impegno è una celebrazione della vita, una dichiarazione d'amore alla passione vissuta nella pelle, una freccia nella carne. Avrei potuto cominciare, chissà, con le parole evangeliche "io sono la voce che grida nel deserto…", troppa presunzione, non è vero? E poi, è ora di finirla con questo vanagloriarsi e auto incensarsi, con questa presunzione, principalmente la nostra: noi che – come hanno detto giustamente – scriviamo sempre le stesse cose parlando degli stessi argomenti e, come se non bastasse, nello stesso modo. Allora consiglio a chi si è già stancato di non andare avanti nella lettura, perché adesso scriverò le stesse cose parlando degli stessi argomenti e, come se non bastasse, nello stesso modo di sempre.
Un pubblico di più di 200 persone, tra dirigenti e partecipanti di tutte le 45 "Ações Locais" coordinate dalla Associação “Viva o Centro”, oltre ad autorità e rappresentanti di entità, ha partecipato al settimo incontro di dirigenti di “Ações Locais” e di autorità responsabili per l'area centrale, promosso dall'associazione giovedì 19 luglio. Il proposito è stato quello di discutere soluzioni per migliorare l'assistenza sociale a questi giovani e le loro famiglie. Una sessione di foto di "criança em situação de rua" del centro della città, ha aperto l'evento, per giustificare ai presenti la scelta del tema: il posto di un bambino in realtà non è la strada.

      

Il sovrintendente dell'Associazione Viva o Centro, Marco Antonio Ramos de Almeida, ha aperto i lavori ricordando le serie speciale "Criança e Adolescente em sitaução de rua no centro" composta di 12 inchieste con autorità e specialisti dell'argomento, pubblicate in questo "informeOnline", e ha incitato la platea con la domanda: "può un bambino, sotto i dodici anni, circolare o rimanere senza la presenza dei genitori o dei responsabili, per le strade o le piazze della zona centrale di una metropoli come San Paolo, soggetto a ogni sorta di violazione dei suoi diritti e della sua integrità? Che cosa fare per proteggerlo?"
Ramos de Almeida ha spiegato che il tema scelto per questo incontro è giustificato dalle proteste delle "Ações Locais" contro la dispersione di bambini e adolescenti in "situação de rua", per tutto il centro, dopo le azioni realizzate dall'Operação Nova Luz (proseguimento, sotto nome diverso, della famosa "operação limpeza" operazione pulizia, della quale abbiamo già parlato in innumerevoli articoli precedenti. n.d.t). "Non sono qui come il sovrintendente di Viva o Centro, ma come privato cittadino, che vede bambini vagando da soli per il centro, senza nessuna sicurezza, e non solamente quelli che dormono per strada".
Oggi più nessuno tollera vedere bambini e adolescenti abbandonati, adescati, drogati, prostituiti e emarginati, senza l'opportunità di sfruttare tutto ciò che di buono l'infanzia dovrebbe offrire loro.

L'articolo è lungo, con interviste ai protagonisti e agli esperti dei problemi della città, con introduzione, sviluppo del tema e considerazioni finali: "È di questo che abbiamo bisogno: un grande patto sociale per risolvere il problema". Ma io qui mi fermo. Attenzione signori miei, molta attenzione.
Quando iniziative come questa stanno in mano a politici e commercianti, scusatemi, ma mi viene voglia di vomitare.
Con ordine – Ação Local: specie di associazione dei commercianti del quartiere. Non ha potere esecutivo ma anche così è molto influente per appoggiare ed indicare consiglieri municipali, presidenti di quartiere e tutto la masnada di portaborse e yes-men che gira intorno. È autofinanziata attraverso contributi volontari e sovvenzioni del municipio stesso per mezzo delle più svariate convenzioni.
La “Associação Viva o Centro”, è una potentissima associazione di uomini d'affari e imprenditori che da dieci anni influenza tutte le politiche pubbliche destinate alla zona centrale. E come buona figlia dei tempi di post-modernità e di privatizzazione selvaggia, sta in prima fila in tutto ciò che riguarda l'interruzione di qualunque iniziativa che realmente sia a favore, ripeto, a favore dei bambini e dei "moradores de rua".
È sintomatico: le “Ações Locais” protestano contro il libero circolare dei meninos de rua. Successivamente all’ ''Operação Limpeza” nel quartiere Luz, i bambini cominciarono a migrare verso altre zone… che schifo! Questo è il vero grande problema! Avrebbero dovuto rimanere nel quartiere Luz!… Ah, questo sarebbe incompatibile con l'obiettivo dell'Operação Limpeza? Allora che siano mandati altrove, non qui, in centro.

Questo è stato il tema della grande riunione che ha convocato le maggiori autorità della città per parlare ancora una volta del problema dei meninos de rua, che adesso grazie al gergo politicamente corretto, sono chiamati crianças em situação de rua, "bambini in situazione di strada"… Bella roba!
Ed io qui, ancora a scrivere, ancora ed ancora le stessissime cose di sempre.
E bene enfatizzare due fatti:
primo: a questa riunione non sono stata chiamata! per la prima volta non mi hanno convocata, non hanno voluto una rompicoglioni come me. Mi hanno lasciato a casa, non mi hanno invitata;
secondo: nessun professionista dell'educazione al tavolo dei lavori, nessuno.
I "bambini in situazione di strada" sono definitivamente un problema di pubblica sicurezza, salute pubblica, di igiene e pulizia delle strade.

Ho 53 anni, sono già nonna di un nipotino di cinque ed ancora non sono riuscita a realizzare il sogno di lasciargli un città più umana. Non mi trasformerò in quello contro cui ho sempre lottato. Forza e coraggio.

Edith Moniz


No te salves

Quero começar o desabafo a seguir com as palavras de Mario Benedetti, escritor e poeta uruguaio, não porque tenham a ver com o assunto do texto, mas porque são maravilhosas, só. Peço por favor que não sejam traduzidas para que os amigos italianos as leiam no idioma original e com um pouco de esforço e fantasia, consigam entendé-las no fundo do coração. Acho que esta poesia além de ser um verdadeiro hino ao empenho é uma celebração da vida, uma declaração de amor à paixão vivida na pele, uma flexa na carne. Poderia ter começado, quem sabe, com as palavras evangélicas “eu sou a voz que clama no deserto…”, seria muita presunção, verdade? E depois chega de se vangloriar e de se jogar confetes, desta presunção, principalmente da nossa: nós que, como já bem disseram, escrevemos sempre as mesmas coisas falando do mesmos assuntos e ainda por cima da mesma maneira. Então aconselho quem já cansou, de parar a leitura aqui, porque agora escreverei as mesmas coisas falando dos mesmos assuntos e ainda por cima da mesma maneira de sempre.

Um público de mais de 200 pessoas, entre dirigentes e participantes de todas as 45 Ações Locais coordenadas pela Associação Viva o Centro, além de autoridades e representantes de entidades convidadas, compareceu ao 7º Encontro de Dirigentes de Ações Locais e Autoridades Responsáveis pela Área Central (Endalara), promovido pela Associação na quinta-feira (19/7), no auditório do Sindicato dos Contabilistas. O propósito foi discutir soluções para melhorar o atendimento social a esses jovens e suas famílias. Uma seção de fotos de crianças em situação de rua, no Centro, abriu o evento, dando conta aos presentes do acerto do tema escolhido: lugar de criança realmente não é na rua.
O superintendente da Viva o Centro, Marco Antônio Ramos de Almeida, abriu os trabalhos lembrando a série Especial “Crianças e Adolescentes em Situação de Rua no Centro”, contendo 12 reportagens com autoridades e especialistas no assunto publicadas neste informeOnLine, e incitou a platéia com a pergunta: “Pode uma criança, abaixo de 12 anos, circular ou permanecer desacompanhada de pais ou responsáveis, em ruas ou praças da região central de uma metrópole como São Paulo, sujeita a toda sorte de violação dos seus direitos e integridade? Que fazer para resguardá-la?”.
Ramos de Almeida explicou que o tema escolhido para este Endalara foi motivado pela reclamação das Ações Locais contra a dispersão de crianças e adolescentes em situação de rua, por todo o Centro, depois das ações realizadas pela Operação Nova Luz. “Não me coloco aqui como superintendente da Viva o Centro, mas como cidadão comum, que vê crianças circulando sozinhas pelo Centro, sem nenhuma segurança, e não somente as que dormem na rua.”
Hoje ninguém mais tolera ver crianças e adolescentes abandonados, aliciados, drogados, prostituídos e marginalizados, sem a oportunidade de desfrutar de tudo de bom que a infância lhes deveria oferecer.

O artigo é longo, com entrevistas aos protagonistas e aos expertos dos problemas da cidade, com introdução, desenvolvimento do tema e considerações finais: “É disso que precisamos: um grande pacto social para resolver o problema”. Mas eu paro por aqui. Muito cuidado minha gente, muito cuidado. Quando iniciativas como estas estão na mão de políticos e comerciantes, me desculpem, mas tenho vontade de vomitar.
Pela Ordem – Ação Local: espécie de associação dos comerciantes do bairro. Não tem poder executivo mesmo assim é muito influente por apoiar e indicar vereadores municipais, subprefeitos e toda a corja de serviçais e yes-men que gira ao entorno. É autofinanciada por meio de contribuições voluntárias e de subvenções da própria prefeitura através dos mais variados convênios.
A Associação Viva o Centro é uma poderosíssima agremiação de empresários que há dez anos influencia todas as políticas públicas da região. E como boa filha dos tempos de pós modernidade e de privatização selvagem, está na frente no que diz respeito á interrupção de toda e qualquer iniciativa que realmente seja em favor, repito, em favor das crianças e dos moradores de rua.

É sintomático: As Ações locais reclamam da circulação das crianças de rua. Depois da Operação Limpeza no bairro da Luz, elas começaram a migrar para outros lugares… che schifo! Este é o verdadeiro grande problema! Deveriam ter ficado na Luz!… Ah, isto seria incompatível com o objetivo da Operação Limpeza? Então que sejam mandadas para outro lugar, não aqui, no centro.

Foi este o assunto da grande reunião que chamou as maiores autoridades da cidade para falar mais uma vez do problema dos meninos de rua, que agora graças ao linguajar politicamente correto são chamados de criança em situação de rua… Bella roba!
E eu aqui a escrever de novo, de novo e de novo as mesmíssimas coisas de sempre.
É bom frisar dois fatos:
Primeiro: para esta reunião não fui chamada! Pela primeira vez não me chamaram, não quiseram uma rompicoglioni como eu. Me deixaram em casa, não me convidaram.
Segundo: nenhum profissional da área da educação na mesa diretora, nenhum. As crianças em situação de rua são definitivamente um problema de segurança pública, saúde pública, de higiene e limpeza das ruas.

Tenho 53 anos e ainda não consegui realizar o sonho de deixar para o meu neto de cinco uma cidade mais humana. Não me transformarei naquilo contra o qual sempre lutei. Força e coragem.
 
Edith Moniz