Porta Nova

Non lo so. La notizia è stata data così in fretta che non l’ho neanche sentita. Un nebuloso ricordo. Non sono poi neanche tanto sicuro che sia davvero successo. Forse confondo qualche provino di film americano con botte e sangue a volontà, con la mia voglia di massacri quotidiani. La mia voglia quotidiana di massacri. La mia voglia del quotidiano massacro. E allora non ci faccio neanche caso e scrivo queste quattro righe pensando che tanto di massacri ne abbiamo a profusione. E poi da cosa, come e quando si comincia a qualificare un massacro come tale? Basta la mia qualificazione soggettiva, massacro, macello, bagno di sangue? O invece viene definito a partire dal numero di morti? Più di tre, altrimenti è solo un triplice omicidio! Sono quasi sicuro invece che il luogo conti assai: tre o più morti ammazzati in piazza di Spagna, Roma, hanno una valenza maggiore di tre o più morti ammazzati in un vicolo di Timbuktù. Probabilmente però il petto nudo di Putin o Sarkozy sono più interessanti. Qualche tempo fa era la bandana del Berlusca. Se ne parlava anche al telegiornale di qui.  La notizia trasmessa nelle grandi capitali come San Paolo e in cittadine di provincia come ad esempio Ponte Nova. E poi bisogna vedere anche come sono morti. Se sparati, accoltellati o bruciati vivi. Le combinazioni possibili diventano centinaia: bruciati vivi in Piazza di Spagna, accoltellati a Timbucktù, sparati a Cuneo… o viceversa.
Fatto sta che oggi che è sabato e ho un attimo di tempo per leggere comodo seduto in poltrona non trovo niente,  neanche in internet, nessun riscontro di quello che distrattamente mi sembra di aver letto, o sentito alla radio o visto di sfuggita da qualche parte. Mi pare si parlasse di 25 morti. Venticinque morti. Bruciati vivi.
Secondo l’Istituto Geografico Brasiliano, 187289 persone abitano a Ponte Nova, cittadina a 180 Km da Belo Horizonte nello stato di Minas Gerais.
Qualche mese fa il governo federale ha inaugurato il PAC, Plano di Aceleração do Crescimento, una serie di misure per accelerare la crescita economica. Opere pubbliche a destra e sinistra, incentivi fiscali alle imprese che…, finanziamenti alle regioni che…, stanziamento di milioni a chi…, incentivo alla produzione di…, e tutta una lista di benefici da spartirsi a man bassa tra amici e parenti di… La settimana scorsa viene lanciato in pompa magna a Brasilia il Plano Nacional de Seguraça Pública, quasi sette miliardi di reais stanziati per un programma che vuole riorganizzare le varie polizie, i sistemi di controllo e prevenzione, le politiche pubbliche nelle aree di rischio. Sette miliardi che fanno gola a molti, a tutti. Probabilmente anche a Ponte Nova ci sarà qualcuno che comincia a fregarsi le mani in attesa del magna-magna.
È notorio che il sistema carcerario del paese intero sia in collasso. Il sovraffollamento delle carceri obbliga i vari commissariati ad “ospitare” detenuti già condannati insieme a ladri di polli o addirittura bambini che non si è fatto in tempo a trasferire nelle varie Febem. Come a Ponte Nova.  Nella cella del commissariato ci sarebbe posto per ottantasette persone. Fino a ieri l’altro ce n’erano ottantasei in più. Lo riscrivo in numeri: il commissariato di Ponte Nova può ospitare 87 persone. Fina a ieri ce n’erano 86 in più, ossia 173 persone. Praticamente il doppio.
Da troppo tempo ormai nell’inconscio collettivo si è solidificata la convinzione che “bandido bom è bandido morto” (l’unico bandito buono è il bandito morto). E quando i “banditi” si ammazzano tra loro, tanto meglio.
Bruciati vivi. Gli agenti di piantone nel commissariato di Ponte Nova hanno fornito di armi e combustibile alcuni detenuti affinché uccidessero e bruciassero gli avversari. Il traffico di droga nelle favelas è controllato dall’interno del carcere attraverso i telefoni cellulari che entrano grazie alla connivenza di guardie corrotte e non solo: avvocati di detenuti e dirigenti e direttori della prigione stessa. L’altro giorno l’ordine era eliminare tutta la fazione rivale. Bruciamoli vivi. La polizia sostiene che non è vero niente, nessuno ha fornito di combustibile gli assassini, che questi invece hanno dato fuoco ai materassi mentre, nella notte, i rivali dormivano.
Il segretario locale di pubblica sicurezza garantisce che sarà instaurata una inchiesta rigorosa. Bandido bom è bandido morto. Ieri l’altro. Ancora non se ne sanno i nomi. Pare che qualcuno era detenuto irregolarmente, ossia, scaduti i termini di carcerazione preventiva, avrebbe dovuto essere in libertà. Oggi neanche una notizia, un trafiletto, neanche in internet, non ne so niente. Venticinque morti bruciati vivi. Non lo so, forse mi sbaglio, la notizia è stata data così in fretta che non l’ho neanche sentita. Un nebuloso ricordo, mi pare si parlasse di Timbuktù, no, di Ponte Nova, Minas Gerais, Brasil. Ah, sì beh, allora…