Tensioni

Cochabamba, 21 novembre 2007

Carissimi,

da ieri qui piove.

Sembra una notizia da poco, invece l'inizio della stagione delle piogge è, soprattutto per i campesinos, un periodo di grande trepidazione, tutti col naso all'insu a scrutare qualsiasi nuvola, a controllare i venti: la siccità vuol dire fame, per loro e per i loro figli.

Quando comincia a piovere si commenta, tutti sorridenti: è piovuto, hai visto quanto è piovuto, starà piovendo abbastanza?

Poi subentra la paura delle alluvioni: non starà piovendo troppo, che finirà per marcire tutto il nostro raccolto, che ci si possono allagare i campi, le stalle, le case?

Non vi sto parlando del tempo perché voglio sottrarmi al compito di raccontarvi della situazione socio-politica, come promesso nella mia precedente lettera.

Ma è vero che i fronti di conflitto aperti nel Paese sono così numerosi e complessi che non so da dove cominciare.

E' di poco fa la notizia che migliaia di campesinos, che avevano iniziato ieri una marcia verso la Paz, sono arrivati davanti alla sede del Senato, l'hanno circondata, e stanno esigendo che i senatori approvino una legge che li riguarda . Altri 20.000 cocaleros sono partiti da los yungas, a circa 190 chilometri da La Paz, e arriveranno davanti al Senato, secondo le previsioni, il prossimo lunedì.

La città di Sucre, dove dovrebbero tenersi le sessioni di lavoro dell'Assemblea che dall'agosto 2006 sta cercando di redigere una nuova Costituzione Politica dello Stato e a tutt'oggi non ha approvato nemmeno il primo articolo, è isolata dal resto del Paese da un assedio di altri campesinos. Le sedute dell'Assemblea vengono continuamente convocate e successivamente rinviate per ragioni di sicurezza.

Poco fa ci sono stati violenti scontri fra gli abitanti di Sucre, studenti universitari in special modo, e gli assedianti.

Un pericoloso braccio di ferro contrappone i Prefetti e le autorità civili dei Dipartimenti della chiamata "mezza luna" (i territori che vanno dal Pando a Tarija, passando per il Beni, S.Cruz de la Sierra e Chuquisaca ) al Governo colpevole, a loro dire, di aver tagliato i fondi alle Prefetture di quelle realtà locali che si oppongono politicamente al potere costituito.

Il Governo a sua volta li accusa di speculazione e aggiotaggio, al fine di far aumentare artatamente i prezzi e fomentare il malcontento nel Paese.

I Prefetti della "mezza luna" si sono dichiarati in regime di "disobbedienza civile" e stanno praticando di fatto l'autonomia nei confronti del potere centrale.

Il portavoce del Governo avverte che la pazienza ha un limite.

C'è forte tensione nei rapporti con gli USA, il cui Ambasciatore in Bolivia risulta essersi fatto fotografare con un terrorista colombiano in occasione della Fiera internazionale ExpoCruz, tenutasi tempo fa in Santa Cruz de La Sierra , prova del fatto, secondo l'accusa, che è in combutta con i terroristi al fine di rovesciare il Governo di Evo Morales.

Io non sono ovviamente nella condizione di sapere se davvero le Forze Armate del Paese sono in mano dei Venezuelani, come Parlamentari e stampa di opposizione affermano, però posso dire che è vero che l'Istruzione nell'area rurale è "assistita" da consiglieri cubani che affiancano il lavoro dei funzionari boliviani.

Ne abbiamo avuto prova il giorno della festa di promozione della nostra Casa Estudiantil, giovedì scorso: Il Direttore di Distretto (corrispondente, più o meno, al nostro ex Provveditore agli Studi), personalmente invitato alla cerimonia, si è presentato con altre tre persone. Nulla di strano, qui si usa così, ma due di queste, un uomo e una donna, si sono rivelati poi essere appunto i Consiglieri cubani che già da mesi stanno in Colomi, prevedendo di rimanerci fino alla fine del 2008.

Prendendo la parola per complimentarsi del nostro lavoro, la Cubana ha trovato il modo di istruirci su come il suo paese sia il migliore dei mondi possibili e Fidel un Grande Padre della Patria.

Nel frattempo nelle città sono cominciate le dimostrazione delle ollas vacías (pentole vuote): migliaia di donne scendono in piazza battendo i mestoli sulle pentole e protestando contro il caro-prezzi, e la scomparsa dai mercati di carne, riso, zucchero ecc…ecc…

Basta, ho la nausea.

Un abbraccio a tutti

Anna Maria