Anno scolastico 2008

Cochabamba, 11 febbraio 2008

Carissimi,

oggi metà della Bolivia ha iniziato il nuovo anno scolastico. L'altra metà è sepolta sotto montagne d'acqua e di fango. Questa estate eccezionalmente piovosa (e mentre scrivo è ricominciato a piovere!) ha messo di nuovo in ginocchio i territori della pianura, compreso il tropico di Cochabamba.

Ieri sono arrivate nella nostra Casa Estudiantil, alla spicciolata, accompagnate da genitori, fratelli, sorelle, nonni, zii, con il loro aguayo sulle spalle carico delle poche, povere cose che, alle volte con grandi sacrifici, hanno potuto procurarsi (un cambio di biancheria, ciabattine, una tuta, pettine, spazzolino e dentifricio, sapone….), 70 ragazze; una ventina sono "nuove" e frequenteranno il corso intensivo di recupero per poter accedere alla 1^ Superiore nel prossimo 2009.

Sono arrivate abbastanza agevolmente le chicas della montagna e delle valli (i territori, cioè, mediamente ad una altitudine attorno ai 2.000 metri, che si estendono fra le alte montagne e la foresta), con qualche difficoltà quelle dei fiumi. Alcune ci hanno fatto sapere, per telefono o con il passa-parola, che arriveranno appena i ponti e le strade saranno nuovamente transitabili.

E' emozionante rivedere le nostre "vecchie" che ritornano quasi sempre con gioia e cariche di entusiasmo. E' però triste accorgersi che qualcuna non è c'è: spesso i genitori decidono che la figlia serve loro in casa, per il lavoro dei campi, la cura dei fratellini; alle volte si ammalano le mamme (le gravidanze, la dura vita al campo, il clima difficile, mariti e figli violenti, fanno sì che queste donne invecchino precocemente) e loro devo sostituirle in famiglia.

Qualche giorno fa una madre è venuta a dirci che se ne stava scappando dal marito che la picchiava a sangue e che avrebbe portato con sé i figli, compresa l'alunna che stava da noi; non ha ritirato la pagella della figlia, non ha alcuna possibilità di farle continuare gli studi e non c'è stato verso di convincerla di lasciarci in custodia la ragazza fino al diploma.

Sono situazioni inimmaginabili da noi, che ci mettono di fronte, alle volte in modo crudo, alla nostra impotenza e ai nostri limiti.

Ed è commovente accogliere le nuove: timidissime e sgomente, si guardano attorno disorientate, fino a quando le "vecchie" non le prendono in consegna e le accompagnano al dormitorio, indicando il loro letto, lo spazio-armadio, mostrando bagni, docce (spiegandone anche il funzionamento: le nostre chicas spesso non hanno mai usato un water e non sanno che cos'è una doccia), aule, refettorio.

Nella notte si sentirà qualche pianto soffocato, qualcuna forse non si abituerà e chiederà di andarsene, ma la maggior parte un po' alla volta comincerà a sentirsi a casa, a considerare le compagne come hermanitas e a vedere nelle Educatrici quel punto di riferimento, di appoggio e di sostegno, che spesso è loro mancato nella vita al campo.

Stanno riprendono gli studi anche le nostre dodici diplomate che frequentano l'Università o un Istituto Superiore post-diploma, e che sono ancora "sotto le nostre ali", perché sole al mondo, o perché troppo povere perché la famiglia possa sostenerle negli studi, o comunque perché i padrini/madrine d'Italia (o di altri Paesi: abbiamo amici in Canada e negli USA) continuano ad aiutarle, non solo economicamente.

Speriamo di poterne aggiungere altre fra le diplomate del 2007.

Ma di questo vi scriverò una prossima volta.

Un abbraccio

Anna Maria