Artemundi

L'idea del laboratorio di cucito ARTEMUNDI è nata dall'incontro con donne che si trovano in grosse difficoltà di vita con la potenzialità creativa dell'arte. Un laboratorio per la produzione artigianale che sia anche uno spazio di crescita per la ricostruzione di umanità al femminile.

Da tempo io e Giovanna si ragionava e si tentava di concretizzare un progetto di produzione artigianale rivolto a ragazze madri, ragazze appena uscite dalla strada e donne con difficoltà socio economiche a Rio de Janeiro. Dopo vari mesi abbiamo fatto il primo passo e assieme all' Associazione Amar abbiamo aperto le iscrizioni e fatto un colloquio di presentazione.

Si sono presentate una quindicina di donne di età variabile dai 16 ai 50 anni che abitano nelle favelas di Andaraì, Morro dos Macacos, Mangueira. Non abbiamo posto clausole ne fatto selezione, a noi bastava la volontà di apprendere, perche possa poi emerge chi è interessata, chi ha la capacità e la volontà.

Abbiamo affittato tre stanze in una ex scuola privata e anche se non sono ampie e spaziose come si desiderava ci servono per iniziare. Abbiamo contrattato una modellista tessile per fare il corso e abbiamo comprato quattro macchine industriali.

Lunedì 3 marzo alle 8 di mattina il gruppo si è presentato puntuale e con grande interesse per l'inizio del corso. Delle 16 iscritte nei giorni seguenti se ne sono presentate 14, qualcuna ha desistito a causa della difficoltà di conciliare il corso con gli orari dei figli.

Durante la presentazione si è visto nel volto di queste persone una grande gioia, come se avessero la possibilità di dare un respiro profondo ai propri desideri. Qualcuna vuole imparare a cucire perchè non ne ha mai avuto la possibilità, altre vogliono migliorare il reddito familiare, altre si aspettano di essere assunte e trovare un lavoro, per tutte sarà un momento per acquisire nuove capacità, migliorare l'autostima, l'autonomia e soprattutto sviluppare le loro potenzialità.

Il corso è gratuito, sono 64 ore in totale, 8 ore a settimana per due mesi. Non è molto ma abbiamo pensato che sia sufficiente per imparare a fare una borsa, una maglietta e imparare ad usare le macchine da cucire industrali.

Abbiamo subito notato che alcune hanno difficoltà nella manualità come prendere le misure, ricavare modelli, ritagliare stoffe. Cose semplici ma per molte donne è ancora una operazione complicata. C'è anche una donna analfabeta e prendere appunti è ancora più complicato. Inoltre dobbiamo tener conto che usare la macchina industriale non è facile, c'è sempre una certa paura perchè è una macchina con aghi e con una certa velocità.

I nomi di queste donne sono Aline, Camilla, Flavia, Maria Aparecida, Marli, Jane, Jacinta, Lenyta, Maria Edilde, Jussara , Margarida, Zilda, AnaMaria e il loro entusiasmo e difficoltà ci coinvolgono ad ogni lezione.

La situazione di queste donne è molto diversa tra di loro. Tutte hanno figli tranne la Camilla che ha 16 anni, qualcuna è già nonna. Tutte si impegnano per migliorare la loro vita e quella della famiglia. Nelle loro case hanno le cose essenziali per vivere e articoli di minor prezzo, avere cose belle è un privilegio dei ricchi.

Per stimolare la passione per l'arte creativa e motivarle nel superare le difficoltà abbiamo organizzato una visita alla Fiera dell'Artigianato che sarà alla fine di marzo e se riusciamo la visita al museo delle belle arti. Vogliamo stimolare in loro la creatività, l'immaginazione e il desiderio di fare le cose bene, il gusto per i particolari e cosa significa prodotto di qualità.

Alla fine del corso immaginiamo che tutte avranno imparato qualcosa e compreso meglio sia potenzialità che possibilità, allora si valuterà insieme come proseguire.

Il progetto a medio termine deve diventare auto-sotenibile e quindi la vera sfida che ci attende fin d'ora è valutare cosa produrre per poter vendere e dare lavoro alle donne che ne hanno più bisogno.

Insieme a Giovanna, l'anima del progetto, forte della sua esperienza nei laboratori italiani, con alcune donne hanno già prodotto varie articoli come cinture fatte con tappi di lattine, il giochi della dama, bambole di stoffa, magliette ricamate, borse etniche, orecchini e collane con semi e piume. Creiamo dei prodotti così da poterli proporre a turisti, negozi di artigianato, nei mercati alternativi sia in Brasile che Italia.

Nel Brasile c'è molta manodopera non attiva, le macchine sostituiscono le persone, l'idea è di usare meno macchine possibili per impiegare più persone e dare un valore unico ad ogni oggetto.

Per ora i costi sono stati i seguenti: 4 macchine industriali 5.700 reais (2.280 euro), affitto delle tre stanze per i due mesi: 1.000 reais (400 euro), 1.200 reais (480 euro) per la stilista e 1.000 reais (400 euro) per il materiale (forbici, tessuto..).

Il primo seme di Artemundi è stato piantato e passo dopo passo viaggerà per il mondo, partecipando con il proprio filo alla trama di un tessuto di mille colori.