DueMani

Cochabamba, 29 ottobre 2008

Carissimi,

questa volta tocca a me.

Riempirò, in maniera per quanto possibile sintetica ed essenziale, il vuoto di notizie da parte mia che ha caratterizzato la cinquantina di giorni trascorsi dal mio ritorno in Bolivia.

Questo periodo è stato per me molto importante, ho rivisto il Paese con uno sguardo nuovo, quello dei nostri amici, quello con cui osservavo cose e persone appena arrivata qui, e che ormai la consuetudine mi ha fatto abbandonare.

Ma ho avuto anche la conferma di quanto sia difficile accettare (capire, in così poco tempo, impossibile) questo Paese così com'è, con la sua confusione, approssimazione, con i suoi ritardi che si riflettono non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche nell'ambito sociale e politico.

Ritardi, confusione, approssimazione che hanno reso difficile e complicate le nostre "programmazioni" e che non hanno permesso risposte soddisfacenti ed esaurienti ai nostri tanti interrogativi.

Ricordo, a questo proposito, una suora italiana, che ho incontrato proprio a Colomi nel periodo della fondazione del nostro progetto, arrivata da poco tempo in Bolivia. Mi raccontava di quanto fosse stata sconvolta, nonostante la sua formazione alla vita di missione e preparazione sulla realtà Boliviana, dall'impatto con questa realtà.

Concludeva: "Questo Paese, prima che accettato, va amato".

Detto questo, cominciamo da quell'avventuroso viaggio che ci ha portato fin qui.

Vi ho già raccontato della cancellazione del volo che da Buenos Aires doveva portarci in Bolivia: Era stato dichiarato il giorno prima lo stato d'assedio del Dipartimento del Pando, si erano fatti prigionieri il Prefetto e un numero imprecisato di cittadini.

Da quando sono qui, e andando e venendo sono ormai undici anni, non era mai accaduta una cosa tanto grave: ci sono stati morti, feriti, presidenti "dimessi" a furor di popolo, blocchi stradali e di città, mancanza di viveri ecc…

Mai si era arrivati però alla restrizione delle libertà personali dei cittadini. Ero davvero molto preoccupata.

Ma proprio questo provvedimento così grave ha messo in allarme gli "osservatori internazionali", l'Unione degli Stati Sudamericani, la Unione Europea, l'ONU, la Commissione dei Diritti Umani, che hanno "costretto" al tavolo delle trattative Governo e opposizione.

Gli osservatori hanno innanzitutto osservato, appunto, che, mentre si tratta, si devono sospendere blocchi, assedi, manifestazioni, marce.

Questo ha dato a noi, che avevamo in programma incontri, visite a villaggi, oltre che ovviamente alla nostra Casa in Colomi, ma anche ai luoghi storici e geografici più significativi del Paese, un periodo di relativa tranquillità.

Non abbiamo incontrato manifestazioni di piazza, disordini, blocchi stradali, incidenti: per questo Paese, quasi un miracolo.

Vi sono stati contrattempi, siamo incappati in ritardi anche di lunghe ore degli aerei, d'accordo,… ma non si può avere tutto!

Il tavolo delle trattative Governo-opposizione, con la mediazione degli osservatori internazionali, ha raggiunto evidentemente il suo scopo: nell'ultima sessione del Parlamento Boliviano, una maratona di quattro giorni, notti comprese, maggioranza e opposizione hanno concordato le modifiche al testo della Nuova Costituzione dello Stato che verrà portato al referendum del prossimo 25 gennaio 2009.

E hanno convenuto sull'opportunità di indire le elezioni per il rinnovo della carica del Presidente e Vice-Presidente nel dicembre 2009.

Siccome il risultato di referendum e nuove elezioni è scontato (per inciso, l'opposizione è alla sbando più totale) il Presidente Morales governerà almeno fino al 2014.

E noi ci godremo un periodo senza fine di campagna elettorale.

A meno che, a rompere l'idillio, non intervengano fattori economici (la crisi mondiale, con il crollo del prezzo de minerali che qui in Bolivia causerà la perdita di migliaia di posti di lavoro, l'aumento del costo della vita che si avvicina paurosamente al 50% , la scarsità degli alimenti ecc…) che possano rimettere tutto in discussione.

Questo per illustrarvi il contesto nel quale termineremo il nostro ottavo anno di funzionamento, festeggeremo la quarta promozione finale e cominceremo a festeggiare anche le prime ex-diplomate che conseguiranno il diploma "professionalizzante" (3 ausiliarie di infermeria e una maestra d'asilo).

Ma ve ne parlerò diffusamente la prossima volta.

Un abbraccio

Anna Maria