Elezioni: ultimo appello

Un appello agli amici con qualche dubbio di troppo in vista delle elezioni  politiche del 13 e 14 aprile. Ho superato i settant’anni ( da qualche mese) e  ho sempre risposto al mio diritto/dovere di deporre il voto nell’urna. Fossero elezioni politiche, amministrative, primarie o referendum vari. Non sono  mancato una sola volta. Provo nausea per una legge elettorale che getta in uno stato confusionale la nostra democrazia. Nonostante  questo forte risentimento, non ho dubitato un istante a disertare il seggio elettorale. La vedrei  come complicità col potere, una pigra o comoda viltà. Qualsiasi opportunità di lotta ai nemici della democrazia che mi viene concessa, la devo sfruttare sempre. Non  mi sarà mai concesso di rispondere: “Sono troppo indignato per farlo”.
Siamo dentro ad una crisi della politica della rappresentanza, siamo dentro allo smottamento dei partiti sulle rovine della caduta del governo Prodi, siamo dentro la fatica del parto indotto e la nascita prematura delle nuove formazioni politiche. L'appello al voto assume perciò, oggi,  il carattere dell'invocazione a non abbandonare questo strumento di espressione democratica, a non rinunciare ad uno dei segni identificativi della cittadinanza, a non disertare uno spazio di faticosa uguaglianza in cui, fino al secolo scorso, potevano entrare solo i ricchi e i maschi. . Forte è la tentazione di rinchiuderci in noi stessi, mandando al diavolo la politica, anche quella dei partiti, cui abbiamo creduto.
I politici parolai stanno facendo di tutto per convincerci che questa è saggezza. Forte è la tentazione di serrarci in casa, di evitare problemi che sembrano non toccarci personalmente, di cercare di difendere il futuro dei nostri figli e nipoti, pagando, se necessario, qualche prezzo. Fanno di tutto per convincerci che questo è realismo Forte è la tentazione di rispondere a chi venisse a sollecitarci per un  impegno personale. “Grazie, ho già dato”.
Oggi si rischia che l’onda montante di una cattiva cultura  diventi regime e a un regime non si può rispondere se non con un vasto e profondo impegno culturale e morale. Ricordate gli antichi maestri e le antiche resistenze. Non cedete le speranze più care.

Giuseppe Stoppiglia