Il Dolore degli altri -Tragedia

Azione teatrale in due scene e un epilogo

Personaggi

LEI

AIUTANTE

REGISTA

ONG

DOLORE DEGLI ALTRI

CANE

CORO

Scena 1

Domenica mattina. Terminate le presentazioni formali, Lei, Aiutante, Regista e Ong si riuniscono intorno a un grande tavolo nella Sede Centrale. Dalle finestre aperte si intuisce l’arrivo della pioggia. Lei e Aiutante sulla destra, ONG e Regista sulla sinistra. La diffidenza di Lei riguardo alla riunione è mediata dall’atteggiamento conciliante di Aiutante. Qualcuno da fuori porta un caffè per rompere il ghiaccio.

CORO – È dall’incontro che nascono le idee, non aver paura, Lei, non aver paura. È dall’incontro che nascono i propositi di buona volontà. È dall’incontro che si elevano i cuori. Non aver paura, Lei, non aver paura.

AIUTANTE – Questo caffè è una vera ciofeca!

LEI – Smettila.

Interprete – Che la verità sia dichiarata: è sempre meglio una ciofeca che… due!

TUTTI – E vero, è vero.

ONG – Allora… è molto bello trovarsi qui riuniti per una causa così nobile, così degna di lode, così grandiosa, una causa così… come dire… così. Una causa così! Non esistono le parole per definire un lavoro come questo, un proposito così elevato, così monumentale, così tanto… così! Un proposito così! Quanta gente ha bisogno di noi, quanta gente… è noi siamo qui allerta, pronti, come soldati del bene, come boy scouts dell’elemosina, come gli angeli dei morti di fame. Noi siamo venuti da lontano e andremo lontano grazie alla nostra infinita umiltà, la nostra grandiosa saggezza che ci fa conoscere le cose perfino prima che accadono. Noi sappiamo dove come e perché. Questa riunione ci riunisce riunendoci tutti noi con i più elevati propositi. Stiamo costruendo un mondo a nostra immagine e somiglianza, proprio nel moduccio che ci piace. Per questo, qui siamo, qui stiamo, qui resteremo. E per far ciò a volte abbiamo bisogno di un piccolo aiuto, piccolo piccolo, un tassellino piccolino nel monumentale mosaico finale del nostro trionfo.

CORO – Il bene degli altri è il mio bene benissimo.

AIUTANTE – È proprio così, bravo, bene bis.

TUTTI, meno LEI – È proprio così.

AIUTANTE, sottovoce a LEI – È vero, sai, questi sono bravi proprio. Non aver paura, e smettila di dubitare di tutto e di tutti, liberati di questo atteggiamento egolatra che ti fa pensare di essere dalla parte del giusto sempre e solamente tu e che il mondo intero di perseguita.

CORO – È dall’incontro….

LEI, seria a voce chiara – Tu sai molto bene quello che ho sofferto, soffro e soffrirò a causa della mia mania di fidarmi di tutti. O meglio, tu sai benissimo cosa Dolore degli altri ha sofferto, soffre e soffrirà. Perché io… stai pur tranquillo, io posso giocare ad occhi chiusi.

ONG – Ecco qui il nostro magnifico Regista. Lui, che ha attraversato il mondo per noi, non ci abbandona mai. Un giorno ci ha visitato e si è innamorato di noi, della nostra causa nobile e veritiera. Riunì le più grandi forze per idealizzare e realizzare un favoloso lavoro di divulgazione della nostra bontà e della nostra immensa opera. Adesso vogliamo di più. Vogliamo il mondo! E per siffatta impresa è necessario usare i mezzi che il mondo usa. Divulgazione e visibilità! Ecco qui le nostre armi. Quanto più visibili siamo, meglio è. Arriveremo in tutte le case, Toccheremo il cervello e il cuore degli uomini di buona volontà, amen.

CORO – Beati gli umili… i puri di cuore e i piccoli.

AIUTANTE rivolto a LEI – Hai visto, questa gente non scherza con le cose serie. Io conosco bene Regista e so benissimo di cosa è capace.

ONG – Adesso, caro Regista, parla, parla tu a noi e soprattutto parla a Lei che è venuta qui per aiutarti, aiutarci e aiutarci ad aiutare te: aiutateci ad aiutare!

REGISTA – La cosa deve essere rapida ed efficace, la finalità è dire il massimo nel minimo, arrivare direttamente al nocciolo del problema senza tante lagne, essere obiettivi, far vedere esattamente la realtà nuda e cruda così come è. Non deve essere difficile scovar Dolore degli altri in giro. Sappiamo che qui ci sono sette milioni di Dolori degli altri a vagabondare per le vie della città, basta che tu… com’è ti chiami tu, scusa?

LEI – Lei

REGISTA – Lei, allora Lei carissima, basta che tu mi porti nel posto giusto, esatto. Il resto lascialo a me che io so molto bene come fare e cosa fare

LEI – Sì ma che cosa…

ONG – Lascialo finire di parlare, non puoi interrompere spiegazioni importanti e veritiere di chi è già venuto con noi dappertutto. Stai attenta che tra un secondino Regista darà tutti i particolari delle sue buone intenzioni.

CORO – Di buone intezioni sono lastricate le strade dell’….

REGISTA – Lo so, lo so quello che vuoi sapere. Ecco qui…

AIUTANTE, sottovoce a LEI – Stai tranquilla , stai buonina, silenzio, chiudi il becco ed ascolta.

REGISTA – …è molto semplice, se vuoi che gli uomini di buona volontà si commuovano e piangano, versino lacrime di mea culpa e riempino i loro cuori di buoni sentimenti e propositi, se vuoi toccare le menti e i cuori devi arrivare diretto al centro del problema.

AIUTANTE, sottovoce a LEI – Hai visto, non te lo dicevo io? Sto tipo è un ganzo, è forte, e se tu continui con questa tua fretta e diffidenza mi fai fare una gran bella figuraccia.

REGISTA – E l’argomento deve essere diretto e obiettivo. L’argomento e il nocciolo. Il nocciolo!

LEI – Si, ho capito ma non ho ben afferrato…

AIUTANTE, sottovoce a LEI, conoscendone l’ironia – Mi avevi promesso di stare buona e zitta per … chi non risica non rosica.

REGISTA – Per esempio: sto parlando di prostituzione minorile. Niente di più giusto allora che filmare bambine prostitute. Immaginate il cuore pieno di buona volontà delle persone perbene. Si scioglierà in un minuto. Dice di più una immagine che mille parole. Sei d’accordo?

LEI – Più o meno, non è proprio così. A volte la parola è molto più forte di mille immagini. In principio era il Verbo! Non ricordi?

CORO – Scherza coi fanti ma lascia stare i santi.

ONG, in tono scherzoso – Che succede? Vuoi insegnare il padre nostro al parroco?

REGISTA – In città ci sono Sette milioni di Dolore degli altri. Mi hanno detto che tu li conosci tutti. Io voglio una o due, non di più. Tre o quattro. Una ripresa veloce, qualche secondo da niente e basta. Far vedere il Dolore degli altri così com’è. Hai capito?

LEI, fingendosi ignara – No.

REGISTA – Stiamo parlando di prostituzione infantile e voglio che mi porti fin là nella zona calda, dove le bambine lavorano, là dove Dolore degli altri mostri davvero la sua vera faccia.

LEI – No non è possibile, non è così che si fa, le cose sono molto più complesse e delicate.

REGISTA – Va bene, chissene. Per me non c’è problema e chi vedrà il filmino si arrangerà, basta che l’immagine si posta nel contesto esatto qualunque bambina può andar bene.

ONG – È vero, è una questione di contesto. L’immagine è veloce e non ferisce l’oggetto ma tocca il cuore di tutti gli uomini di buona volontà che vogliono sensibilizzarsi con il dolore degli altri.

LEI – E cioè?

AIUTANTE, sottovoce a LEI – E smettila di fare domande.

REGISTA – Aiutante ha ragione. Ascolta bene senza far domande che io so quello che faccio e so benissimo come le cose funzionano. Non vuoi portarmi a vedere le puttanelle? Va bene. Qualunque Dolore degli altri serve: io filmo e la bambina si mette nelle posizioni tipiche.

LEI – Cioè?

REGISTA – Come cioè? Gli atteggiamenti tipici di una piccola puttana. La bambina deve far finta di essere una puttana anche se non lo è. Guardare l’obiettivo con sensualità, toccarsi i capelli in quel modo, camminare sul ciglio della strada, ruotare la borsetta, ossia, far tutte le mosse, le mossette e le moine del caso.

LEI – Come sarebbe a dire? Tu vuoi mettere le bambine in situazioni scabrose in questo modo? Tu vuoi che loro si comportino come prostitute di strada?

ONG – No, ma cosa dici. Sai benissimo che queste bambine sempre finiscono per la cattiva strada. Prima o poi sempre diventano prostitute. Immagina che quella bambina che Regista filma non lo sia. Forse non lo è oggi, ma lo sarà certamente domani. E poi che differenza c’è tra l’oggi e il domani. Dolore è Dolore.

AIUTANTE – È proprio così, dolore è dolore. Che importa se la bambina cada nella vita oggi o domani. L’importante è l’effetto che la sua immagine è capace di provocare.

REGISTA – Allora, andiamo?

ONG – La nostra macchina è a vostra disposizione. Noi siamo sempre in prima linea quando la questione è aiutare chicchessia e per questo la nostra macchina adesso è vostra.

AIUTANTE, sottovoce a LEI – Puoi pure smetterla di fare questa faccia, hai capito molto bene lo spirito della faccenda. Le riprese possono essere di grande aiuto per tutti noi, Dolore degli altri compreso. E poi se non ci vuoi andare, al tuo posto ci vado io. Che tanto conosco tutti i dolori degli altri della città e so molto bene dove si nascondono. E poi, anche tu li hai fotografati un sacco di volte…

LEI – Ma sai molto bene che le foto sono mie e di nessun altro e poi alla fine le regalo a tutti i Dolori degli altri fotografati. Adesso la cosa è ben diversa.

AIUTANTE, sottovoce a LEI – Diversa un cavolo. Tu sempre stai a far dei problemi, tu vuoi sempre squalificare il lavoro degli altri.

AIUTANTE, per farsi sentire da tutti – Gente, gente, Lei è molto felice di poter aiutare, possiamo andare tranquilli, orsù andiam, andiam orsù.

Tutti, meno LEI – Andiam andiam

CORO – Urca che bello! Urca che bello!

Scena 2

Di ritorno alla Sede Centrale. Nel cortile, in piedi intorno alla macchina. Cielo scuro, nuvole pesanti, pioggia impellente.

REGISTA – Grazie tantissimo, grazie mille, senza di te, mia cara Lei, non avrei mai potuto fare riprese così spettacolari.

ONG – Hai visto, Lei è veramente incredibile. Conosce la feccia meglio di chiunque altro.

REGISTA – È stato bellissimo, domenica mattina, tutto chiuso, città abbandonata, desolazione totale. Dolore degli altri posava come un’attrice di lunga data, una capacità incredibile, non ho neanche avuto bisogno di darle consigli, niente. Dolore degli altri faceva tutto da sola. Quante bambine, dieci, venti? E quanti bambini, dieci, venti? È stato il massimo. Hai visto quando…

Nel ricordo di tutti, l’immagine di Dolore degli altri con la sua allegria di sempre fatta di disperazione e rassegnazione, droga, infinita attesa del Nulla che sempre arriva. Portando la morte nel suo sorriso di acida solitudine anche quando immersa nella folla, Dolore degli Altri, vestita di stracci si presenta nelle sue mille versioni diverse per il sollazzo di Ong e la commossa soddisfazione di Regista.

DOLORE DEGLI ALTRI – Filma me, filma noi, ci mandi al grande fratello? a domenica in? Cosa dobbiamo fare? Restare ferme? Sorridere alla cinepresa, far finta di… No? Non c’è bisogno? Basta essere noi, interpretare noi stesse, così nel modo come siamo?

Ehi Lei, Lei, vieni anche tu, abbraccia noi così, vieni vicino. Saremo famosi, è vero? Ehi Regista, ridimmi cosa devo fare: vuoi che guardi dritto qui? È adesso che devo sorridere e toccarmi i capelli?

Ehi chi è quel figlio di puttana che ha preso la mia colla, torna qui, vaffanculo, dopo facciamo i conti, hai capito?

Ehi Regista, filma quello stronzo e vedi quel che ti faccio! È a me che devi filmare. Guarda me, guardami, che ne pensi di questa posa, sembro un’attrice della novella, non è vero?

CANE al REGISTA – Bau bau, arf arf, grrrr grrrr.

DOLORE DEGLI ALTRI – Vieni qua, smettila. Ehi Regista non spaventarti mica, non morde, è il mio cane e vive con me là nel tombino è buono buonino e non fa niente. Lei, Lei diccelo te a Regista che il cane è buono buonino, diccelo. Che di notte lui scalda me e io scaldo lui e che siamo amici ed è Cane ammaestrato. Vuoi vedere? Salta, dai, salta. E noi due insieme non abbiamo più paura di niente, né della notte, né del freddo. Di paura ne ho già avuta, oggi non più, io ho lui e lui ha me. La paura arriva quando si pensa a lei, quando si lascia che lei entri dentro di noi. La paura arriva quando si fa forza perché non arrivi e che resti lontano da noi. È in quel momento che la paura arriva davvero e ti si incolla addosso, nella tua faccia, nelle tue mani, nei tuoi vestiti. E quando la paura arriva non va via mai più. Tu e la paura diventate uno solo, una cosa sola. Tu cominci a far paura e la paura passa da te agli altri che scappano da te per non aver paura loro, perché tu fai più paura della paura perché tu cominci ad avere la faccia, la puzza, la voce, le mani della paura. Guardami negli occhi, non c’è una lacrima. Eppure ti vedo che tremi, come un vigliacco, e mi guardi, come un accusato guarda il poliziotto e non sei piú capace di trattenere lo schifo che hai di me. Faccio schifo, il mio sguardo fa schifo, i miei occhi fanno schifo, io sono…

CANE al REGISTA- Bau Bau, arf arf, grrr grrr.

DOLORE DEGLI ALTRI – Non fa niente, è buono buonino, non aver paura.

Nel cortile della Sede Centrale

ONG – Allora cara Lei, grazie davvero. Siamo certi che Regista saprà utilizzare il materiale filmato nel miglior modo possibile. Dolore degli altri oggi era realmente in forma, e là c’era proprio di tutto: droga, colla, crack, bambini e bambine di tutte le forme e misure, cani rognosi, tombini e fogne.

REGISTA – È vero, non c’è stato bisogno di far niente. Dolore degli altri è arrivato da solo, spuntava, sorgeva, si materializzava dalle viscere della terra senza essere stato chiamato. Il film sarà un successo, vedrete che roba. Penso che ci metterò dei flash, parole, frasi di indignazione contro questa situazione e subito dopo le immagini, veloci, rapidamente, bambini e bambine… così nel modo come sono. Parole, frase e immagini, alternate. Non c’è stato bisogno delle puttanelle, Le parole, le frasi, le immagini, indurranno lo spettatore…

ONG – … a pensare esattamente quello che vogliamo che pensi. Esattamente quello che si deve pensare, immagini e parole insieme. Hai visto cara Lei, sei contenta? Nel film ci saranno le parole così come volevi tu. Questa è una trovata geniale. Bravo Regista, bravo. Toccheremo il cuore di tutti, faremo il mondo piangere, busseremo alla porta delle autorità e diremo: guardate come siamo buoni, guardate cosa stiamo facendo, dove lavoriamo, guardate la miseria del mondo, guardate come soffrono i sette milioni di Dolori degli altri.

LEI – Io… in realtà, non era proprio così che avevo pensato, ad ogni modo Dolore degli altri ha accettato le riprese di buon grado.

AIUTANTE, sottovoce a LEI – Parli come se non sapessi che Dolore degli altri è così come è… che basta stendere le braccia e subito corre per accucciarsi e prendersi le carezze, per approfittarsi della tua presenza.

LEI – Finiscila, stai zitto. Dolore degli altri viene da me perché gli voglio bene davvero. E oggi si è lasciato filmare perché Regista stava con me, sennò si sarebbe fatto pagare.

AIUTANTE – Come una piccola puttana.

REGISTA e ONG – Ad ogni modo tutto è andato oltre ogni aspettativa. Adesso dobbiamo andare. Volete salire per prendere un caffè?

LEI e AIUTANTE si allontanano sotto la vendetta della pioggia.

CORO – Lo sai che quando piove si va al mare con l’ombrello…

Epilogo

Davanti al computer al rintracciare il Film in internet.

LEI – Sei contento adesso? Ti è piaciuto il film? Parole e immagini… Dolore degli altri, minorenne, a posare come una puttana…

AIUTANTE – No non è vero, Dolore degli altri non sembra una… Hai ragione, hai ragione. Regista ha fatto quello che ha voluto. E così pure Ong ha fatto proprio quello che voleva. Il film è on line perché tutti lo possano vedere. Dolore degli altri non può neanche concepire quello che hanno fatto della sue immagine che noi abbiamo permesso, abbiamo lasciato che facessero. Hanno travisato tutto: parole e immagini come hanno voluto. Ecco il risultato, le nostre bambine trasformate in piccole puttane, il cuore delle persone perbene a pulsare il mea culpa, Ong in gloria eterna presso autorità e popoli e Dolore degli altri ancora una volta usato, triturato, annichilato. Una piccola puttana…

CORO, sottovoce ormai fuori scena – Di buone intenzione sono lastricate le strade dell’inferno, Urca che bello, Urca che bello!

LEI e AIUTANTE in lacrime non sanno più se stanno piangendo per le parole, per le immagini, per Dolore degli altri per la trappola in cui sono caduti, per il rimorso.

Sipario.

CORO, come in un soffio ormai fuori scena, a teatro vuoto. Presenti in sala solamente i ritardatari, chi si è addormentato sulla poltrona, gli uomini delle pulizie – Piangete, piangete molto, piangete a volontà, La trappola di oggi non è stata la prima e neanche sarà l'ultima in cui voi due pappamolle cadrete, per questo vale un pianto di lacrime e sangue. Per voi non c'è rimorso che tenga.

E il Verbo?

Evviva l’ONG!

FINE

Dor dos outros – Tragédia

Ação teatral em duas cenas e um epílogo

Personagens

ELA

AJUDANTE

DIRETOR

ONG

DOR DOS OUTROS

CACHORRO

CORO

Cena 1

Dia de domingo. Findas as apresentações formais, Ela, Interprete, Diretor e ONG reunem-se em torno de uma grande mesa na Sede Central. Das janelas abertas se intui o tempo instável. Ela e Ajudante do lado direito, ONG e Diretor na esquerda. A desconfiança de Ela em relação a reunião é mediada pela atitude conciliadora de Ajudante. Alguém de fora traz um café para quebrar o gelo.

CORO – É do encontro que nascem as idéias, não tenha medo Ela, não tenha medo. É do encontro que nascem os propósitos de boa vontade. É do encontro que se elevam os corações. Não tenha medo Ela, não tenha medo.

AJUDANTE – Este café é uma verdadeira ciofeca!

ELA – Para com isso

AJUDANTE – Verdade seja dita! melhor uma ciofeca que… duas!

TODOS – É verdade, é verdade.

ONG – Então… é muito bom nos estarmos aqui por uma causa tão nobre, tão digna de louvor, tão grandiosa, uma causa assim… como dizer… assim. Uma causa assim! Não existem palavras para definir um trabalho como este, um propósito tão alto, tão grandioso, tão… assim! Um propósito assim! Quanta gente precisa de nós, quanta… e nós aqui estamos, alerta, prontos, qual soldado do bem, qual escoteiro da esmolinha, qual anjos bom dos famintos. Nós viemos de longe e iremos longe graças a nossa infinita humildade, a nossa grandiosa sabedoria que nos faz conhecer as coisas antes mesmo que aconteçam. Nós sabemos onde como e por que. Esta reunião nós reúne reunindo todos nós com os mais elevados propósitos. Estamos construindo o mundo a nossa imagem e semelhança, bem do jeitinho que nós gostamos. Por isso aqui estamos, aqui ficaremos. E para fazer isso às vezes precisamos de uma pequena ajuda, pequena pequena, um pequenino tijolinho no monumetal mosáico final do nosso triunfo.

CORO – O Bem dos outros é o meu bem também.

AJUDANTE – É isso ai, quero bis.

TODOS, menos ELA – É isso ai.

AJUDANTE, falando baixo para ELA – É verdade, viu, os caras são bons mesmo. Não tenha medo, e pare de desconfiar de tudo e de todos, liberte-se dessa atitude ególatra que te faz pensar que só você está certa e todo o mundo te persegue.

CORO – É do encontro…

ELA, séria aumentando o tom de voz – Tu sabes muito bem o que passei, o que passo e o que passarei por causa da minha mania de confiar em todos. Ou melhor, tu sabes muito bem o que a Dor dos outros passou, passa e passará. Porque eu… não se preocupe comigo, eu tiro de letra.

ONG – Aqui está o nosso magnífico Diretor. Ele que atravessou o mundo por nós nunca nos abandona. Um dia nos visitou e se apaixonou por nós e a nossa causa nobre e verdadeira. Reuniu as maiores forças para idealizar e realizar um trabalho fabuloso de divulgação da nossa bondade e da nossa obra imensa. Agora queremos mais. Queremos o mundo. E para tanto precisamos usar os meios que o mundo usa. Divulgação e visibilidade! eis aqui as nossas armas. Quanto mais visíveis formos melhor. Chegaremos a todos os lares, tocaremos o cérebro e o coração dos homens de boa vontade, amém.

CORO – Bem aventurados os humildes… os puros de coração e os pequeninos.

AJUDANTE para ELA – Viu, esta gente não brinca com coisas sérias. Eu conheço bem o Diretor e sei muito bem do que é capaz.

ONG – Agora, querido Diretor, fala, fala você para nós e principalmente para Ela que veio aqui para poder te ajudar, nos ajudar e nos ajudar a ajudar você: ajude-nos a ajudar!.

DIRETOR – A coisa deve ser rápida e eficaz. A finalidade é dizer o máximo no mínimo, chegar direto ao âmago do problema sem delongas, ser objetivos, mostrar exatamente a realidade nua e crua assim como ela é. Não deve ser difícil achar a dor dos outros por ai. Sabemos que aqui tem sete milhões de Dor dos outros que perambulam pelas ruas da cidade, basta que você … como é mesmo o seu nome?

ELA – Ela.

DIRETOR – Ela, então, Ela querida, basta que você me leve ao lugar certo e preciso. O resto deixa comigo que eu sei muito bem como fazer e o que fazer.

ELA – Sim, mas o que…

ONG – Deixa que ele termine, não pode interrromper explicações importantes e veritieras de quem já veio conosco em todos os lugares. Fique atenta que já já o Diretor dará todos os pormenores das suas boas intenções.

CORO – As boas intenções são o pavimento das ruas do…

DIRETOR – Já sei o que você quer saber. Aqui está…

AJUDANTE, falando baixo para ELA – Fica quieta, boazinha, fecha a boca, escuta.

DIRETOR – …é muito simples, se quiser que as pessoas de boa vontade se comovam e chorem, vertam lágrimas de mea culpa e encham os seus corações de bons sentimentos e propósitos, se quiser tocar mentes e corações deve chegar direto ao assunto.

AJUDANTE, baixo para ELA – Viu, não te disse? o cara é bom e se você continua com esta sua pressa e desconfiança me deixa em maus lençóis.

DIRETOR – E o assunto deve ser direto e objetivo. O assuto e o âmago! O âmago!

ELA – Sim, entedi. Mas não compreedi.

AJUDANTE, baixino para ELA, sabendo da sua ironia – Você havia me prometido de ficar boazinha e caladinha para ganhar o seu vintém.

DIRETOR – Por exemplo: estou falando em prostituição de menores. Nada mais justo então que filmar meninas prostitutas. Imagina o coração cheio de boa vontade das pessoas de bem. Vai se derreter num minuto. Uma imagem fala mais que mil palavras. Está de acordo?

ELA – Mais ou menos, não é bem assim. as vezes a palavra tem uma força muito maior que mil imagens. Em princípio era o verbo! não lembra?

CORO – Quem brinca com o fogo…

ONG, em tom de brincadeira – Que foi? está querendo ensinar o pai nosso ao vigário?

DIRETOR – Na cidade tem sete milhões de Dor dos outros. Disseram-me que você conhece todos. Eu quero uma ou duas, não mais. Três ou quatro. Uma tomada rápida alguns segundinhos de nada e só. Mostrar a dor dos outros assim como é. Entendeu?

ELA, que havia entendido muito bem – Não.

DIRETOR – Estamos falando de prostituição infantil. E quero que você me leve até lá no buraco quente, onde as meninas trabalham, lá onde a Dor dos outros mostre deveras a sua verdadeira cara.

ELA – Não, não é possível, não é assim que se faz. As coisas são muito mais complexas e delicadas.

DIRETOR – Então tá, para mim tanto faz e para quem verá o filminho tanto faz também, desde que a imagem seja colocada no contexto exato, qualquer menina serve.

ONG – É verdade, é uma questão de contexto. A imagem é rápida e não fere o objeto, mas toca o coração de todos aqueles de boa vontade que querem se sensibilizar com a Dor dos outros.

ELA – Como assim?

AJUDANTE, baixinho para ELA – Para de fazer perguntas.

DIRETOR – O Ajudante está correto e certo. Escute bem e sem perguntas que eu sei das coisas e como as coisas funcionam. Não quer me levar para ver as putinhas? Tá bom. Qualquer dor dos outros serve: eu filmo e a menina se põe nas posições típicas.

ELA – Como assim?

DIRETOR – Como, como? as posições típicas de uma pequena puta. A menina deve fazer de conta de ser uma puta mesmo não sendo. Olhar para câmera com sensualidade, mexer os cabelos daquele jeito, andar na beira da estrada, rodar bolsinha, enfim, ter todas as atitudes da prostituta.

ELA – O que? Você está querendo por as meninas em situações vexatórias desse jeito? Você está querendo que elas se comportem como prostitutas de rua?

ONG – Não é bem assim, sabe muito bem que estas meninas sempre acabam no mau caminho. Antes ou depois sempre viram prostitutas. Imagina que aquela menina que o Diretor filmar não seja. Talvez não seja hoje, mas amanhã com certeza será. E depois qual a diferença entre hoje e amanhã? Dor é dor.

AJUDANTE – É assim mesmo, dor é dor. O que importa se a menina cai na vida hoje o amanhã. O importante é o efeito que a imagem dela é capaz de provocar.

DIRETOR – Então, vamos?

ONG – O carro está a disposição de vocês. Nós estamos sempre na primeira linha quando a questão é ajudar os outros, por isso que o carro é de vocês.

AJUDANTE, baixinho para ELA – Não adianta fazer esta cara, entendeu muito bem o espírito da coisa. A filmagem pode ser de grande ajuda para todos nós, inclusive Dor dos outros também. E depois se não quiser ir eu vou no seu lugar que tanto conheço como você todas as dores dos outros das cidades e sei muito bem onde se escondem,. E depois você também fotografou um montão de vezes…

ELA – Mas sabe muito bem que as fotos são minhas e de mais ninguém. E depois sempre as dou de presente para todas as Dores fotografadas. Agora a coisa é diferente.

AJUDANTE, baixinho para ELA – Diferente coisa nenhuma. Você sempre cria problemas, você sempre quer desqualificar o trabalho dos outros.

AJUDANTE, falando para todos ouvirem – Gente, gente, Ela está muito feliz de poder ajudar, podemos ir tranqüilos, vamos.

Todos, menos ELA – Simbora! Simbora!

CORO – Urca che bello, Urca che Bello!

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Cena 2

De volta à Sede Central. No pátio em pé em volta do carro. Céu escuro, nuvens carregadas.

DIRETOR – Obrigado, muito obrigado mesmo, sem você querida Ela nunca poderia ter feito tomadas assim tão espetaculares.

ONG – Viu, Ela é realmente incrível, conhece o submundo como ninguém.

DIRETOR – Foi demais, domingo de manhã, tudo fechado, cidade abandonada, desolação total. Dor dos outros pousava como uma atriz daquelas, uma capacidade incrível, nem precisei dar nenhuma orientação nem nada, Dor dos outros fazia tudo sozinha. Quantas meninas dez, vinte? E quantos meninos, dez, vinte? Foi o Máximo. Você viu quando…

Na lembrança de todos vem a imagem da Dor dos outros com a sua alegria de sempre feita de desespero resignação, droga, infinita espera do Nada que sempre chega. Trazendo a morte no seu sorriso de ácida solidão mesmo quando junto da multidão, Dor dos outros, vestida de trapos se apresenta nas suas mil versões diferentes para o deleite da ONG e a satisfação comovida do Diretor.

 

DOR DOS OUTROS – Filma eu, filma nois, vamos aparecer na globo? No fantástico? O que temos que fazer? Ficar paradas? Sorrir para câmara, fazer de conta de… Não? Não precisa? Basta ser nós interpretar nós mesmas, assim do jeito que somos?

Ela, Ela, vem você também abraça nós assim, vem junto. A gente vai ser famosa, não vai? Ô Diretor repete pra mim: quer que eu olhe aqui? É agora que tenho que sorrir e mexer no cabelo?

Ehi, quem foi aquele filho da puta que roubou a minha cola, devolve a minha cola, vai tomar no cú, vou te pegar depois tá?

Ô Diretor, filma aquele filho da puta e vai ver só. É a mim que deve filmar, olha o que acha da pose, pareço uma atriz de novela, não pareço?

CACHORRO, para DIRETOR – Au au, arf arf, grrr grrr

DOR DOS OUTROS – Vem cá, para com isso. Ô Diretor, não se assusta não, ele não morde, ele vive comigo, dorme comigo lá no bueiro, é mansinho não faz nada. Ela, Ela, fala você pro Diretor que o cachorro é bonzinho, fala. Que de noite ele me esquenta e eu esquento ele, que somos amigos e é Cachorro ensinado. Quer ver? Pula, vai, pula. E nois dois juntos não temos mais medo de nada, nem da noite, nem do frio. Já tive medo, hoje não mais, eu tenho ele e ele tem a eu. O medo chega quando se pensa nele, quando se deixa que ele entre dentro da gente. O medo chega quando se pensa para ele não chegar, para ele ficar longe da gente. É aí que o medo chega e gruda em você, no seu rosto, na suas mãos, na sua roupa. E quando o medo chega nunca mais vai embora. Você e o medo se tormam um só, uma coisa só. Você começa a dar medo e o medo passa de você para os outros, que fogem de você para eles não ter medo, porque você dá mais medo que o medo, porque você começa a ter a cara, a careta, a voz, as mãos do medo. Olha non meus olhos, não tem mais lagrima. Mesmo vejo que está tremendo como um covarde, e me olha, como um acusado olha para o policial e não consegue mais segurar o nojo que sente por mim. Dou nojo, o meu olhar dá nojo, eu sou…

 

CACHORRO, para DIRETOR – Au au, arf arf, grrr grrr

 

DOR DOS OUTROS –  Não faz nada, é bonzinho, fica com medo não.

No pátio da Sede Central

ONG – Então Ela querida, muito obrigado. Tenho certeza que o Diretor saberá utilizar o material filmado da melhor forma possível. Dor dos outros hoje estava realmente incrível, havia de tudo lá: droga, cola, crack, menina e meninos de todas as formas e tamanhos, cachorro sarnento, bueiro e esgoto.

DIRETOR – É verdade. Não precisou fazer nada, a Dor dos outros vinha sozinha, brotava, surgia das vísceras da terra sem ter sido chamada. O filme vai ser um sucesso, vocês vão ver. Acho que vou colocar uns flashes, palavras, frases de indignação contra esta situação aí, e logo depois as imagens, rápidas imagens, meninas, meninos… assim do jeito que são. Palavras, frases e imagens alternadas. Nem precisei das putinhas. As palavras, as frases, as imagens vão induzir o espectador…

ONG – …a pensar exatamente o que queremos que ele pense.Exatamente aquilo que deve pensar Imagens e palavras juntas! Viu, querida Ela, está contente? No filme vão ter palavras, como você queria. Esta é uma sacada de gênio. Bravo Diretor, bravo. Vamos tocar o coração de todos, vamos fazer o mundo chorar, vamos bater na porta das autoridades e dizer: olhem como somos bons, olhem o que fazemos, onde trabalhamos, olhem a miséria do mundo, olhem como sofrem os sete milhões de Dores dos outros.

ELA – Eu… na realidade não era bem isso que estava pensando, de qualquer forma Dor dos outros aceitou as tomadas de bom grado.

AJUDANTE, baixinho para ELA – Está falando como se não soubesse que Dor dos outros é assim mesmo… que basta estender os braços e logo corre para se aninhar para receber carinho, para aproveitar da sua presença.

ELA – Cala a boca. Dor dos outros vem a mim porque eu gosto dela de verdade. E hoje se deixou filmar porque o Diretor estava comigo se não teria exigido dinheiro.

AJUDANTE – Como uma pequena puta.

DIRETOR e ONG – Seja como for, tudo foi além do esperado. Agora temos que ir. Querem subir para tomar um café.

ELA e AJUDANTE vão embora debaixo de uma chuva vingativa.

CORO – Lo sai che quando piove andiamo al mare con l'ombrello…

Epílogo

Na frente do computador ao descobrir o Filme na Internet

ELA – Está satisfeito agora? Gostou do filme? Palavras e imagens… Dor dos outros, menor de idade, pousar como uma puta…

AJUDANTE – Não, não é verdade, Dor dos outros não parece uma… Tem razão, tem razão. Diretor fez o que queria. ONG também fez o que queria. O Filme está on line pra todo o mundo ver. Dor dos outros nem cogita o que fizeram com sua imagem que nós permitimos que eles fizessem. Distorceram tudo: palavras e imagens como bem quiseram. O resultado está ai, as nossas meninas transformadas em pequenas putas, o coração das pessoas de bem a pulsar o mea cupla, ONG em glória eterna para com as autoridades e os povos… Dor dos outros usada mais uma vez usada, aniquilada, despedaçada. Uma pequena puta…

CORO, sussurrando fora da cena – As boas intenções são os pavimentos das ruas do inferno. Urca che bello, urca che bello!

ELA e AJUDANTE em lágrimas não sabem mais se estão chorando pelas imagens, pelas palavras, pela Dor dos outros, pela armadilha em que caíram, pelo remorso.

Pano.

CORO, como num sopro já fora de cena, com o teatro vazio. Presentes na sala somente os retardatários, quem adormeceu na poltrona, os homens da limpeza Chorem, mas chorem muito, chorem com vontade, pois hoje não foi a primeira armadilha e nem tão pouco será a última que vocês dois otários cairão, por isso, vale um chorar lágrimas de sangue. Para vocês remorso é pouco.

E o Verbo?

E viva a ONG!

FIM