kermesse

Cochabamba, 10 novembre 2008

Carissimi,

le «Promo 2008», cioè il gruppetto delle nove chicas che in quest'anno scolastico conseguiranno il diploma, ci hanno pensato su molto, si sono consultate fra loro e hanno deciso: « Vogliamo regalare alla «nostra» Casa Estudiantil, alle nostre compagne che stiamo per lasciare, qualcosa che rimanga a nostro ricordo.»

Qualcosa che a loro, in cinque anni, è un po' mancato: un televisore.

Nella nostra Casa il televisore non c'è, ogni tanto pensiamo di comprarne uno, ma c'è sempre qualcosa più importante o urgente da acquistare.

Però loro non hanno soldi, non ne hanno nemmeno per la tradizionale gita scolastica delle neo-diplomate, e sanno che anche il «progetto» è attualmente in grande difficoltà economiche.

L'aumento dei costi dei generi alimentari, dei trasporti, dei prelievi bancari, e, ultimamente, il cambio sfavorevole dell'euro rispetto al dollaro, ci stanno creando seri problemi: in nove mesi abbiamo già speso quanto l'anno scorso in un intero anno.

Ma le «promo 2008» non pensano alla loro gita, vogliono fare il regalo alla Casa Estudiantil.

Un televisore per una settantina di ragazze, se non proprio un maxi-schermo, deve però essere abbastanza grande che si possa vedere anche da lontano.

Costerà un occhio, che fare?

«Facciamo una festa, una «kermesse» appunto, apriamo la casa a tutti, mettiamo in vendita quello che abbiamo fatto durante l'anno, tovaglie dipinte, ponchos, quadri, centrini, portachiavi ecc…. e offriamo da mangiare piatti tipici a prezzi convenienti».

Detto fatto: ieri, domenica 9 novembre, ha avuto luogo la kermesse.

Salendo a Colomi in mattinata, pregavo dentro di me: che non piova, che venga gente, che la festa abbia successo. Temevo molto un possibile fallimento e la delusione di quanti, chicas, educatrici, cuoche, insegnanti, ex alunne, da una settimana stavano lavorando come matti per la riuscita della festa.

Alle 11 di mattina i tavoli preparati un po' dovunque, nel refettorio, sotto i porticati e le tettoie asciugabiancheria, sono stracolmi di genitori, parenti, compagni di scuola, professori venuti appositamente a Colomi: che meraviglia!

E' venuto persino il colonnello comandante della caserma di polizia di Colomi, che ci ha offerto la sua collaborazione in caso di necessità (speriamo bene!).

E c'è la televisione, che riprende un po' tutto, intervista genitori, ragazze, professori.

Il tempo è splendido e le ragazze sono tutte impegnatissime chi a cucinare, chi a vendere buoni acquisto o biglietti della lotteria, chi a distribuire piatti e bibite, chi a presentare i banchetti con i lavori fatti.

Nemmeno il tempo di salutare:«Hola, Anna Maria, bienvenida, no tengo tiempo»

Sulle pareti grandi cartelli illustrano, anche con foto, le attività della Casa.

Uno, in particolare, racconta che la Casa Estudiantil ha da quest'anno la sua clinica dental, a disposizione di quanti vogliano approfittarne. chicas, professori, Comunità di Colomi.

Si avvicina una ridente Juana, con in mano un porcellino-salvadanaio di terracotta: lo appoggia su un gradino della scala che dal primo cortile porta ai dormitori.

«A che serve, Juana?»

«Io lo metto qua, non si sa mai»

Prima di andarmene vado a scuotere il porcellino: è pieno di monetine.

Alle 7 di sera, quando ormai sono a casa mia in Cochabamba, arriva la telefonata che attendevo: è Edit che mi comunica il ricavato della giornata, 510 dollari, una cifra, da queste parti. Attorno sento l'entusiasmo delle «promo 2008».

Il fatto che da questa somma bisognerebbe togliere le spese degli alimenti, del gas, dal noleggio altoparlanti ecc… è del tutto secondario: le chicas, tutte insieme, si sono guadagnate questi 510 dollari.

E con questi soldi compreremo il televisore: non sarà un maxi-schermo, ma dentro ci sarà tutto il loro cuore.

Le ragazze, al telefono, mi salutano in coro: «Duermas con los angelitos « (dormi con gli angioletti)

«Anche voi, ragazze, buon riposo!»

Un abbraccio a tutti

Anna Maria