La ruga del cretino

Poichè il sopracciglio spesso dice il vero, poichè l’aspetto proclama il cuore e le inclinazioni, basta l’osservazione ad istruirti sui fondamenti della fisiognomica… spesso osserviamo che persone con tratti simili compiono azioni simili. Su questo si basa la fisiognomica.
Thomas Browne. (Dal sito www.wikipedia.com)

Nella città di Salvador, conosciuta per la bellezza della sua architettura, per l’esuberanza della natura, il sole, il mare, per l’allegria della sua gente, è cominciato in tempi relativamente recenti un movimento di opinione di grande popolarità: non è poi cosi difficile avere successo quando i maggiori programmi televisivi e i formatori di opinione si riuniscono in un coro macabro che enfatizza la stessa idea, ripetendola mille volte affinchè venga accettata come un postulato, come la soluzione, come la verità.
Ma chi è Thomas Browne?

…Bisogna sterilizzare ad ogni costo. Se Liga Bocão. (Rede Itapuã, novembre 2007)

Nella città di Porto Alegre, conosciuta per la bellezza della sua architettura, per l’esuberanza della natura, il sole, il lago grande come il mare, per l’allegria della sua gente, è cominciato in tempi relativamente recenti un movimento di opinione di grande popolarità…, a dire il vero non è proprio così: il movimento in questione è una iniziativa di alcuni ricercatori di importanti istituzioni, l’Università Federale e la Pontificia Università Cattolica, la stessa che a San Paolo e in tutto il Paese fino a pochi anni fa era considerata come un esempio di etica scientifica, la stessa che lottò valorosamente contro la dittatura militare, la stessa che ai giorni nostri ha dimesso centinaia di professori dopo essere fallita a causa di una gestione fraudolenta.
Ma che significa Se Liga Bocão?

 Non si è mai data l’importanza dovuta al considerare la violenza come una qustione di salute pubblica. …In realtà è un progetto che vuole proprio trovare basi neurologiche e genetiche senza tralasciare gli aspetti neuro psicologici, psichiatrici, emozionali e sociali.
Jaderson da Costa. (Folha de São Paulo 26/10/2007; 21/1/2008)

Nella città di Rio de Janeiro, conosciuta per la bellezza della sua architettura, per l’esuberanza
Della natura, il sole, il mare, per l’allegria della sua gente è iniziato in tempo relativamente recenti un movimento di opinione di grande popolarità…, a dire il vero è apparso sul giornale un articolo di un medico conosciuto, un influente professore: lo spavento del citato professore davanti l’onda di violenza che flagella la Città Meravigliosa e le sue enormi favelas, le proposte per migliorare la situazione in prò del bene comune.
Ma chi è Jaderson da Costa?

…Perchè, badate bene, con questo numero assurdo di adolescenti che danno alla luce figli che poi non avranno condizioni di educare, da dove verranno i fondi per tante scuole, ospedali, abitazioni e prigioni per chi si comporta male?

Drauzio Varella. (Folha de São Paulo 19/1/2008)

Nella città di San Paolo, in una della favelas più miserabili, il figlio di Maria entrato giovanissimo nel mondo del crimine. Era, e lo è ancora, un ragazzo magro come un ramo secco, timido come una nuvola, leggero come un pensiero dimenticato. È stato facile, bastò seguire l’amico. La pistola alla testa dell’autista, la minaccia, la faccia da cattivo sono sufficienti perchè i due salgano sulla macchina con la vittima. I due. Il ragazzo magro e l’amico. Sognano grande i due, sognano di comprare un nuovo paio di scarpe da tennis, all’ultimo grido, all’ultima moda. Sognano grande fino al prossimo incrocio, fino ad essere bloccati dalla polizia. Niente paio di scarpe nuove: Febem, carcere minorile. Maria, la madre, non segue i consigli, non ascolta le parole di chi può aiutarla ad aiutare il figlio. Preferisce il cammino di sempre. Non è da oggi che Maria fa parte del traffico. Anni fa abdicò di qualunque scrupolo per la ragione che “dovevo mantenere i miei figli”. E adesso, molto più di prima, ha bisogno di soldi: deve continuare a mantenere i figli, compreso quello in galera. E il traffico paga. Il ragazzo timido sconta la sua pena. Esce dalla Febem umiliato, assetato di vendetta e con una voglia pazza di quel paio di scarpe nuove… È catturato di nuovo. Questa volta si fa sul serio. Otto anni di prigione a cinquecento chilometri da casa. Maria ha bisogno di soldi. Il traffico paga. Il ragazzo è in libera uscita con un permesso speciale di alcuni giorni per potere visitare la famiglia, la madre. Decide che in prigione non ci torna. Ma non scappa, rimane lì, nella favela dove è nato, dove ha sempre vissuto, dove ha imparato l’arte del crimine, nella favela dominata dai padroni della madre, nella favela dove perfino la polizia è coinvolta nel controllo del traffico di droga. Continua lì a fare quello che sa fino al giorno in cui il tribunale si ricorda della sua esistenza e decide di andarlo a prendere. Maria affronta la polizia con l’aiuto degli altri figli. Affronta la polizia con tutta la disperazione di cui una madre è capace. La piazza della favela si riempie di gente attirata dalle urla di Maria. I soldati presenti temono la rivolta popolare e chiamano rinforzi. Arriva il battaglione anti sommossa con i fucili e i cani rabbiosi. Maria e suo figlio magro si arrendono. Lui è riportato in prigione, lei in commissariato. In casa viene trovata droga sufficiente per rifornire l’intero quartiere. Maria vuole salvare il figlio ad ogni costo, assume la responsabilità. Il figlio magro la smentisce e confessa. Maria torna a casa. Risponderà a processo per resistenza a pubblico ufficiale. Il figlio magro rimarrà ad ammuffire per anni nelle stive delle navi negriere dell’attualità, leggero come piombo, fatuo come un pensiero dimenticato da tutti. Non da lei, la madre.
Ma chi è Drauzio Varella?

Il dottor Varella è uno dei medici più famosi del Paese, in primo luogo per la sua competenza, poi per mantenere una rubrica sulla salute e la prevenzione nel programma di maggior audienza della Rede Globo. Scrive in riviste, giornali, siti internet. È una persona importante, rispettata da tutti. La sua opinione è molto franca: pianificazione familiare per impedire che migliaia di ragazze adolescenti povere abbiano figli che si comprtino male e che finirebbero per succhiare ingenti somme di denaro pubblico per “scuole, ospedali, abitazioni e prigioni”. Il messaggio non lascia alcun dubbio: i poveri hanno bisogno di investimenti pubblici, i poveri, i figli dei poveri, riempiono scuole ospedali abitazioni e prigioni; se i poveri non avessero tanti figli darebbero meno spese e il Paese avrebbe più soldi. Chiaro, semplice, è una questione economica: i poveri costano, i poveri spendono. È una questione fisica: i poveri occupano molto spazio e non c’è spazio sufficiente per tutti. È meglio prevenire che rimediare. Meno poveri, più soldi. Meno poveri, più spazio, più posti nelle scuole, negli ospedali, nelle prigioni.

Jaderson da Costa, “neuroscienziato”, professore della Pontifícia Università Cattolica di Porto Alegre. Insieme ad altri esimi colleghi della Università Federale dello Stato di Rio Grande do Sul, vuole studiare il cervello dei ragazzi della Febem di Porto Alegre. Solamente dei ragazzi condannati per omicidio. Il professore vuole creare una mappa cerebrale attraverso la risonanza magnetica, vuole studiare per definire “quali punti siano più rilevanti dentro la realtà brasiliana nel momento di determinare come si produce una mente criminale”, vuole capire se esiste davvero una eventuale predisposizione genetica al crimine per infine arrivare alla conclusione che può finalmente definire il corollario di tutte le teorie: coloro che commettono lo stesso tipo di crimine presentano la medesima caratteristica cerebrale e viceversa. Come metro di paragone e per il bene della scienza saranno esaminati, altresì, ragazzi della stessa provenienza, della stessa origine sociale dei reclusi, a patto che non abbiano commesso alcun crimine. Una parte importante della ricerca sarà dedicata allo studio comparato del DNA di ogni ragazzo. E per concludere, test psicologici dettagliati determineranno eventuali traumi infantili o tracce di psicopatia pregressa. Le attuali statistiche parlano chiaro. Ed anche senza nessuna statistica, basta una semplice occhiatina: i condannati della Feben sono tutti uguali, molto simili: negroidi, mulatti, nati in quartieri poveri, favelas, coinvolti giovanissimi nel traffico di droga, forse magri, chissà, timidi. Nel sacro nome della scienza un gruppo di docenti vuole dimostrare quello che tutti pensano ma solamente pochi hanno il coraggio di dirlo.

Se Liga Bocão (accendi la boccona!) è il nome di un programma televisivo trasmesso diariamente nello stato di Bahia e nella città di Salvador condotto dal presentatore Zé Eduardo. È una specie di telegiornale popolare. Le notizie divulgate variano dai normali fatti cittadini fino alla cronaca di ogni tipo di delitto. Il sangue è sbattuto in primo piano, il presunto assassino è intervistato in esclusiva, insultato e maltrattato dal presentatore con parolacce di ogni sorta; e quando gli si domanda se è consapevole della fine che gli spetta in prigione, se si rende conto della punizione che i colleghi di cella gli infliggeranno, abbassa la testa e risponde “sissignore”. I carcerati hanno un codice penale proprio che determina la pena da infliggere al prigioniero a seconda della gravità del crimine commesso: linciaggio, stupro collettivo, morte. Il presentatore ricorda ai detenuti che sta arrivando “carne fresca”. Oltre a questo, Se Liga Bocão propone una soluzione drastica per diminuire i crimini nella città di Salvador: se un'adolescente mette al mondo un figlio, non potrà averne un secondo perchè sarà sottomessa a sterilizzazione coattiva.

Thomas Browne, filosofo inglese del XVII, ha influenzato innumerevoli studi sulla fisiognomica, l’arte di studiare la personalità dell’individuo attraverso le sue caratteristiche somatiche. Quante volte anche a noi è successo di pensare, dopo una discussione o una litigata, che il nostro oppositore aveva una faccia un po’ così… faccia da scemo, da imbecille, faccia da… . Quante volte anche noi osservando con attenzione alla Tv un criminale o un politico corrotto arriviamo alla conclusione che ce l’aveva già tutto scritto in faccia… . Cesare Lombroso, antropologo e giurista, autore del saggio “La ruga del cretino e l’anomalia del cuoio capelluto”, ha dimostrato attraverso studi scientifici l’equazione: delitto – delinquente – faccia da.

Siamo in attesa del giorno in cui il dottor Drauzio Varella e il professor Jaderson da Costa, nel programma Se Liga Bocão spieghino a Maria i concetti di Cesare Lombroso e Thomas Browne; spieghino a Maria, in modo definitivo, che se dopo la prima volta non fosse rimasta incinta di nuovo, questo figlio non avrebbe commesso nessun crimine e adesso non starebbe in prigione ad occupare spazio e a spendere denaro pubblico; ma, siccome non c’è stato verso, lei, Maria, deve accettare le cose come stanno: come la ruga del cretino, suo figlio ce l’aveva scritto in faccia, si vedeva, senza alcun dubbio, si vedeva.

Edith Moniz
Paolo D’Aprile


A ruga do cretino

Poiché il sopracciglio spesso dice il vero, poiché, l'aspetto proclama il cuore e le inclinazioni, basta l'osservazione ad istruirti sui fondamenti della fisiognomica… spesso osserviamo che persone con tratti simili compiono azioni simili. Su questo si basa la fisiognomica.
Thomas Browne (do site www.wikipedia.com)

Na cidade de Salvador, conhecida pela beleza da sua arquitetura, pela exuberância da natureza, o sol, o mar, pela alegria de sua gente, começou em tempos relativamente recentes um movimento de opinião de grande alcance popular: não é tão difícil assim ter sucesso quando os maiores programas de televisão e os formadores de opinião se juntam num coral macabro que enfatiza a mesma idéia, repetindo-a para que se torne aceita como postulado, como solução, como verdade.
Mas quem é Thomas Browne?

…Tem que esterilizar mesmo. Se Liga Bocão (Rede Itapuã, novembro de 2007)

Na cidade de Porto Alegre conhecida pela beleza da sua arquitetura, pela exuberância da natureza, o sol, o lago grande como o mar, pela alegria de sua gente, começou em tempos relativamente recentes um movimento de opinião de grande alcance popular…, na verdade não é bem assim: o movimento em questão é uma iniciativa de alguns pesquisadores de uma importante e prestigiosa instituição, a Universidade Federal e a Pontifícia Universidade Católica, a mesma que em São Paulo e em todo o País até poucos anos atrás era tida como exemplo de ética científica, a mesma que lutou bravamente contra a ditadura militar, a mesma que nos dias atuais faliu à causa de uma gestão fraudulenta e demitiu centenas de professores.
Mas o que significa Se Liga Bocão?

Algo que sempre foi negligenciado foi o entendimento da violência como aspecto de saúde pública.
…Na realidade é um projeto que visa mesmo ver bases neurológicas e genéticas mas não descuida dos aspectos neuropsicológicos, psiquiátricos, emocionais e sociais.

Jaderson da Costa (Folha de São Paulo 26/10/2007; 21/1/2008)

Na Cidade do Rio de Janeiro, conhecida pela beleza da sua arquitetura, pela exuberância da natureza, o sol, o mar, pela alegria de sua gente, começou em tempos relativamente recentes um movimento de opinião de grande alcance popular…,  na verdade, apareceu no jornal uma matéria de um médico, professor dos mais influentes e conhecidos: o assombro do dito professor perante a onda de violência que assola a cidade maravilhosa e as suas enormes favelas, as propostas para melhorar a situação em prol do bem comum.
Mas quem é Jaderson da Costa?

…Porque, convenhamos, com esse número absurdo de adolescentes dando à luz filhos que não terão condições de educar, de onde virão os recursos para tantas escolas, hospitais, moradias e cadeias para os mal comportados?

 Drauzio Varella (Folha de São Paulo 19/1/2008)

Na cidade de São Paulo, numa das mais miseráveis favelas, o filho de Maria se envolveu desde cedo com o mundo do crime. Era, e ainda é, un garoto magro como um galho seco, tímido como uma nuvem, leve como um pensamento esquecido. Foi fácil, bastou seguir o amigo. O revólver na cabeça do motorista, a ameaça, a cara de mau bastam para que os dois subam no carro com a vítima. Os dois. O garoto magro e o amigo. Sonham alto os dois, sonham comprar um par de tênis novo, da hora, na moda. Sonham alto até a próxima esquina, até ser bloqueados pela polícia. Nada de tênis novo: Febem. Maria, a mãe, não segue os conselhos, não escuta as palavras de quem pode ajudá-la a ajudar o filho. Prefere o caminho de sempre. Não é de hoje que Maria está no tráfico. Anos atrás renunciou a qualquer escrúpulo com a razão de que “devia manter os meus filhos”. E agora, muito mais do que antes, precisa de dinheiro: deve continuar a manter os filhos, inclusive aquele que está preso. E o tráfico paga. O garoto tímido cumpre a pena. Sai da Febem humilhado, sedento de vingança e com vontade daquele tênis novo… É preso novamente. Desta vez a coisa é seria. Oito anos de prisão a quinhentos quilômetros de casa. Maria precisa de dinheiro. O tráfico paga. O garoto sai da cadeia com uma permissão especial de alguns dias para poder visitar a família, a mãe. Decide não voltar para prisão. Mas não foge, fica ali mesmo, na favela onde nasceu, onde sempre viveu, onde aprendeu a arte do crime, na favela dominada pelos patrões da mãe, na favela onde até a polícia está envolvida no controle do tráfico de droga. Continua ali fazendo o que sabe fazer até o dia em que o tribunal lembra da sua existência e decide ir buscá-lo. Maria enfrenta a polícia com a ajuda dos outros filhos. Enfrenta a polícia com todo o desespero de que uma mãe é capaz. A praça da favela se enche de gente atraída pelos gritos de Maria. Os soldados presentes temem a revolta popular e chamam reforço. Chega o batalhão de choque com as metralhadoras e os cães raivosos. Maria e o seu filho magro se entregam. Ele é levado de volta à prisão, ela é conduzida à delegacia. Em casa é encontrada droga suficiente para abastecer o bairro inteiro. Maria quer salvar o filho de qualquer maneira, assume a responsabilidade. O filho magro desmente. Maria volta para casa. Responderá a um processo por desacato. O filho magro mofará anos a fio nos porões dos navios negreiros da atualidade, leve como chumbo, fátuo como um pensamento esquecido por todos. Não por ela, a mãe.  
Mas quem é Drauzio Varella?

O doutor Drauzio é um dos médicos mais famosos do país, em primeiro lugar pela sua competência, depois por manter uma rubrica sobre saúde e prevenção no programa de maior audiência da Rede Globo. Escreve também em revistas, jornais, sites na internet. É uma pessoa importante, respeitada por todos. A sua opinião é muito franca: planejamento familiar para impedir que milhares de adolescentes pobres tenham filhos “mal comportados” que iriam sugar ingentes recursos públicos para “escolas, hospitais, moradias e cadeias”. A mensagem não deixa sombra de dúvida: os pobres precisam de investimento público, os pobres, os filhos dos pobres, vão encher escolas hospitais moradias e cadeias; se os pobres não tivessem tantos filhos o país estaria com mais dinheiro. Claro, simples, é uma questão econômica: os pobres custam, os pobres gastam. É uma questão física: os pobres ocupam muito espaço e não há espaço para todos. Melhor prevenir do que remediar. Menos pobres, mais dinheiro. Menos pobres, mais espaço, mais vagas nas escolas, hospitais, moradias e cadeias.

Jaderson da Costa é neurocientista, professor da Pontifícia Universidade Católica de Porto Alegre. Juntamente a outros exímios professores da Universidade Federal do Rio Grande do Sul, quer estudar o cérebro dos garotos da Febem de Porto Alegre. Somente dos garotos condenados por assassinato. O professor quer mapear o cérebro deles através de ressonância magnética, quer estudar para determinar  “quais pontos são mais relevantes dentro da realidade brasileira na hora de determinar como se produz uma mente criminosa”, quer entender se existe mesmo uma eventual pré-disposição genética ao crime para chegar à conclusão que pode finalmente determinar o corolário de todas as teorias: aqueles que cometem o mesmo tipo de crime apresentam uma característica cerebral semelhante e vice-versa. Por efeito de comparação e pelo bem da ciência serão examinados também garotos da mesma extração, da mesma origem social dos reclusos, que porém não cometeram crime nenhum. Uma parte importante da pesquisa terá o estudo comparado do DNA de cada garoto. Para terminar, testes psicológicos detalhados determinarão se houve traumas de infância ou traços de psicopatia. As atuais estatísticas falam claro. E mesmo sem estatística nenhuma, basta uma simples olhadela: os condenados da Febem são todos iguais, muito parecidos: negrinhos, mulatinhos, nascidos em bairros pobres, favelas, envolvidos desde cedo no tráfico de droga, talvez magros, tímidos. No sagrado nome da ciência, um grupo de docentes quer demonstrar o que todos pensam e somente poucos tem o atrevimento de dizer.

Se Liga Bocão é o nome de um programa de televisão transmitido diariamente no estado da Bahia e na cidade de Salvador conduzido pelo apresentador Zé Eduardo. É uma espécie de telejornal popular. As notícias divulgadas variam desde os fatos corriqueiros da cidade até a cobertura de cada tipo de delito. O sangue é mostrado em primeiro plano, o presunto assassino é entrevistado com exclusividade, insultado e esculachado pelo apresentador; quando perguntado se tem conhecimento do fim que levará na cadeia, se é ciente da punição que os colegas de cela lhe infligirão, abaixa a cabeça  e responde “sim senhor”.  Os presidiários tem um código penal próprio que determina a pena a ser infligida ao preso conforme a gravidade do crime cometido, o linchamento, o estupro coletivo, a morte. O apresentador lembra aos presidiários que está chegando “carne fresca”. Além disso, Se Liga Bocão propõe uma solução drástica para diminuir os crimes na cidade de Salvador: se uma adolescente tiver um filho, não irá ter o segundo porque será submetida a esterilização compulsória.

Thomas Browne, filosofo inglês do século XVII, influenciou inúmeros estudos sobre a fisionômica, a arte de estudar a personalidade do indivíduo através das suas características somáticas. Quantas vezes nós também pensamos, depois de uma discussão ou de uma briga, que o nosso opoente tinha uma cara assim… cara de bobo, de imbecil, cara de ecc. Quantas vezes, nós também olhando atentamente na Tv o criminoso, o político corrupto, chegamos à conclusão que tudo lhe estava escrito na cara… Cesare Lombroso, antropólogo e jurista, autor do ensaio “A ruga do cretino e a anomalia do coro cabeludo”,  demonstrou através de estudos científicos a equação: delito – delinqüente – cara de.

Estamos esperando o dia em que o doutor Drausio Varella e o professor Jaderson da Costa, no programa Se Liga Bocão, expliquem a Maria os conceitos de Cesare Lombroso e Thomas Browne; expliquem a Maria, de forma cabal, que se depois da primeira vez não tivesse engravidado novamente, este filho não teria cometido crime nenhum e agora não estaria na cadeia ocupando espaço e gastando dinheiro público; mas, como não teve jeito, ela, Maria, precisa se conformar: como a ruga do cretino, estava escrito na cara, dava pra ver, sem sombra de dúvida, dava pra ver.

Edith Moniz
Paolo D’Aprile