La sfida della Decrescita

Incontro con SERGE LATOUCHE

sul tema La sfida della decrescita

presso l'istituto Graziani, via della cereria a Bassano del Grappa (VI)

Venerdì 24 ottobre alle ore 20.30

Pove del Grappa, 22 settembre 2008

«Tempo è di tornare poveri per ritrovare il sapore del pane, per reggere alla luce del sole, per varcare sereni la notte e cantare la sete della cerva. E la gente, l’umile gente, abbia ancora chi l’ascolta, e trovino udienza le preghiere. E non chiedere nulla». [David Maria Turoldo]

Amiche e amici carissimi,
ogni giorno sentiamo e ascoltiamo proposte nuove, voci diverse che indicano la strada giusta per l’economia, oggi diventata una specie di religione della crescita. A volte, presi da improvviso entusiasmo, ascoltiamo e raccogliamo con scrupolo le sollecitazioni, le mettiamo in serbo, ma subito dopo riemergono punti critici sul significato di sviluppo, di progresso e di equa distribuzione. Ora ci è data l’opportunità di ragionare e di discutere attorno a un tema che va contro il senso comune e contro le parole, sacre e intoccabili, dell’economia, ed è l’argomento della decrescita. Lo faremo assieme a un insigne sociologo ed economista di fama internazionale, il francese Serge Latouche, che ha accolto con molto entusiasmo l’invito di Macondo di venire per un incontro a Bassano del Grappa. Quello che ascolteremo non sarà un proclama, non sarà neppure una nuova soluzione, facile da smontare, ma piuttosto una riflessione e uno stimolo per individuare un nuovo stile di vita, una maniera di vivere felici senza l’ossessione del Pil (Prodotto interno lordo). La filosofia della lentezza, di una vita senza frenesia, di una vita vissuta con calma, è sempre più una necessità. Parlare con Serge Latouche, ascoltare la sua voce, seguire la sua conversazione, approfondire le sue riflessioni sarà un modo per aprire un fronte nuovo di argomentazioni verso la dimensione comunitaria, che passa dalla sociologia dei cosiddetti paesi in via di sviluppo all’antropologia culturale, dall’economia alla filosofia. Sull’argomento le riflessioni dell’“eretico” Latouche sono piuttosto incalzanti: «Siamo tossicodipendenti della crescita e del consumo, siamo stati colonizzati nel nostro immaginario, abbiamo subito l’economicizzazione del nostro spirito e i nuovi profeti ci colpevolizzano se non siamo sufficientemente calcolatori». Molte persone a fronte di un argomento come La sfida della decrescita potrebbero sorridere, come un tempo si rideva dell’ecologia. Poi ci siamo trovati i rifiuti di Napoli e magari ci hanno spiegato che la colpa era solo della negligenza di qualcuno, l’ultimo, rimasto chiuso nella tana. La scommessa della decrescita è un argomento simile alla riduzione dell’orario di lavoro. Simile ma non uguale, certamente più drammatico. Non coinvolge solo la ragione, ma la volontà, il sentimento, la responsabilità.

Il Prodotto interno lordo misura la quantità delle merci, ma non verifica se le merci sono dei beni o meno. I beni sono degli oggetti, dei servizi che migliorano le condizioni di vita degli esseri umani, le merci sono degli oggetti e dei servizi che vengono scambiati con il denaro. La capacità di distinguere tra i beni e le merci è fondamentale. Esistono delle merci che non sono beni ed esistono dei beni che non sono merci. Stanno sparendo dalla Terra centinaia di specie viventi e la causa è la crescita economica che l’uomo ha messo in moto: la crescita per il consumo, la crescita fine a se stessa potrebbe diventare seme di morte. Ci può essere una soluzione a tale situazione? Sì, se rompiamo con la religione della crescita, se prendiamo la strada della decrescita o meglio ancora la strada della a-crescita. Dobbiamo rompere con la religione del falso progresso, se con progresso s’intende la capacità di accrescere in continuazione la quantità di oggetti materiali e di merci che consumiamo. Dobbiamo ricucire un’utopia possibile, un sogno che chiuda con la meccanica degli affari e apra la strada alla politica costruita assieme per e con gli uomini. Per fare questo non basta agire da soli, non basta pensare da soli, bisogna operare insieme con un impegno costante, che prenda di noi non solo la razionalità, ma anche il sentire e il volere. L’incontro con Serge Latouche è un’occasione straordinaria per tutti: per sentire e intravedere l’anello debole della catena che ci lega e soffoca dolcemente la Speranza. Per questo vi aspettiamo in tanti, puntuali, curiosi e motivati, aprendo l’invito, con delicata insistenza, anche agli amici e conoscenti:

Venerdì 24 ottobre 2008 – ore 20.30 Istituto Graziani – sala Auditorium Bassano del Grappa (Vi) – via Cereria, 1
Serge Latouche dialogherà con i presenti su

La sfida della decrescita

Con affetto e simpatia grande Vi abbraccio tutti, Il presidente

Giuseppe Stoppiglia