letterina di Natale

 Carissimi amici, parenti, sostenitori, simpatizzanti,

la mia ultima lettera-aperta con la frase " …in un momento così difficile e direi drammatico………. nel quale la prospettiva più realistica che si profila è che a febbraio, all'inizio del nuovo anno scolastico, non potremo riaprire la nostra Casa Estudiantil per mancanza di fondi…", ha suscitato reazioni, anche dall'estero, a volte perentorie ("la Casa Estudiantil non deve chiudere"), ma anche preoccupate non solo per la prospettiva di dover chiudere il progetto, ma anche per il timore che io avessi perso fiducia e speranza.

No, io non ho perso né l'una né l'altra.

Però devo guardare alla realtà con occhi disincantati. Soprattutto devo saper "leggere i segni".

E i segni, almeno fino ad ora, non alimentano per nulla i nostri desideri e le nostre aspettative.

Siamo completamente senza soldi.

Una serie di fattori concomitanti, (l'aumento del costo della vita in Bolivia, e il conseguente aumento dei costi per il mantenimento della Casa Estudiantil e del personale che vi lavora, la diminuzione delle entrate per contributi in Italia a causa della recessione, l'esaurirsi delle quote di adozione delle ragazze diplomate, non sostituite da nuove adozioni), ha fatto sì che, quasi dalla sera alla mattina, ci ritrovassimo con le casse vuote.

Solo l'intervento straordinario degli amici Pensionati della Cisl Nazionale e di Vicenza (diamo a Cesare quel che è di Cesare), ci ha permesso di pagare gli stipendi di dicembre e la 13^ mensilità e di far fronte agli impegni più urgenti.

Ma a gennaio saremo punto e d'accapo.

Devo dire che alcuni amici si sono mobilitati, hanno investito tempo, energie ed entusiasmo nella ricerca di "finanziamenti".

Dalle loro iniziative sicuramente sorgeranno nuovi stimoli ed interessi, nasceranno iniziative nuove e diverse, si allargherà l'area dei nostri collaboratori-sostenitori.

Ma noi abbiamo bisogno di soldi ora, subito.

Io continuo a nutrire fiducia e speranza che ce la faremo, ancora una volta.

Ma ho bisogno di "segni" concreti.

Senza i quali dovrò convincermi che il progetto, almeno com' é ora, ha esaurito il suo compito.

Vi auguro un felice Natale e un 2009 di pace.

Con il cuore.

Anna Maria