Progetto musicale ARTEDACOR a 4 mesi dall’inizio

Ho ancora la mia mano

Mangueira. Potrebbe essere una città medioevale, così in cima alla collina. Potrebbe anche essere uno stato, ma è un quartiere di 50 mila persone che si può attraversare in 10 minuti e girare in un' ora, basta avere buon fiato come i bambini di 10 anni, un'età perfetta per correre e non sentire la stanchezza della salita.

Per arrivare alla casa di Thiago loro ci impiegano meno di 10 minuti correndo anche in mezzo ai banditi sonnolenti con i mitra in mano alle 8,30 di sabato mattina. La favela è ancora addormentata, perché il venerdì sera è il giorno della sbornia generale e del ballo. Il Venerdì sera tutto è autorizzato, il venerdì sera tutto si perdona, il sabato si dorme e tutto viene azzerato.

Jefferson arriva alla casa per primo e batte alla porta, dietro di lui arrivano di corsa altri tre ragazzini. Una donna -la madre- apre e subito le chiedono tra l'ansia e il fiatone dove sia Thiago. Lo stanno aspettando per il corso di batteria!

Thiago esce e coglie la smania dei bambini. Non è la prima volta che lo vengono a svegliare in modo cosi precipitoso, a volte anche prima. Non li rimprovera, lui è sempre disponibile. Altri al suo posto avrebbero voglia di prenderli a ceffoni perchè sono mocciosi piccoli invadenti e irriverenti, amanti delle non regole. Con calma spiega loro che alle 9.30 sarà nella quadra per organizzare la scuola che inizierà alle 10.

I quattro bambini se ne vanno allegri: la loro missione è compiuta, corrono a dire a tutti che Thiago verrà. Thiago non chiude subito la porta e li osserva andare via veloci nel vicoletto.

Vede Jefferson, 11 anni, l'anima terribile del gruppetto e pensa alla minaccia di morte che pesa sulle sue spalle. Lui ha rubato in una casa ed è stato scoperto. I banditi che dettano legge in favela gli hanno detto che se ruberà ancora gli bruceranno la mano. Ora lui è spaventato e i suoi genitori ancor di più. I genitori confidano in Thiago e nel suo corso di musica per salvare Jefferson che non riesce a stare alle regole. Un bambino discolo come diremmo noi. Ma essere monelli in favela può costare la vita. Nessuno ruba.

Thiago chiude la porta e comincia a fare colazione e a prepararsi. E' ancora presto per andare alla quadra, ma sa che i bambini sono impazienti, non hanno il senso del tempo quando desiderano una cosa, non sanno aspettare. Non sanno cosa sia la disciplina del tempo, è ancora immediato il legame tra desiderio e ottenimento. Jefferson non ha più rubato, la mano serve per suonare il tamburin, non è molto talentoso, ma si sforza.

 

Dopo 4 mesi

Sono passati 4 mesi dall'inizio del progetto Artedacor e già i risultati si vedono. Un gruppetto di circa 10 ragazzini si è consolidato e ha imparato il ritmo fondamentale del samba. Altri 10 stanno imparando e di questi ce ne sono 5 bambini di  6-7 anni  che sono alle prime armi. Alcuni hanno abbandonato il corso: o perché hanno capito che la musica non era ciò che li interessava o per altri impegni.

La maggioranza di loro ha partecipato con assiduità i sabati e le domeniche portando addosso con orgoglio la maglietta gialla del corso.

Andrè detto Pombo, giovane disoccupato e già con figlia, ha assunto maggior responsabilità e si dà il turno con Thiago nell'insegnare. Mentre lui dirige il gruppo e segna il ritmo Thiago fa da supervisore, osserva uno per uno, corregge, ammonisce, consiglia.

Siamo anche riusciti a fare qualche ripresa video lungo una strada della comunità (con il permesso dei capi) per poter mostrare il nostro e il loro lavoro. Adesso il  gruppetto dei più adulti è pronto per fare delle piccole rappresentazioni e la prima sarà domani alla festa della associazione Amar.

 

Abbandono scolastico

Mentre Thiago e Pombo si dedicano all'insegnamento musicale, Thamires si dedica a verificare il percorso scolastico dei partecipanti. In proposito si è dialogato coi genitori e si è visto che alcuni ragazzini del gruppetto avevano abbandonato la scuola. I genitori erano disperati e non sapevano cosa fare. Armati di tanta pazienza e mettendo come condizione che l'abbandono scolastico implicava l'esclusione dal progetto, siamo riusciti a far ritornare a scuola i ragazzi.

Ma questo non basta. La scuola pubblica funziona male e i ragazzi imparano poco. Spesso non c'è nessuno che aiuta questi bambini, già con tante carenze, a superare le lacune educative che anno dopo anno diventano voragini. Thamires si è preoccupata di trovare un luogo per l'attività di doposcuola cosi da riempire la loro giornata, aiutarli nelle difficoltà scolastiche, tenerli lontani dalla strada e dal contatto col crimine.

L'esigenza di aiutare i ragazzi a livello educativo affrontando le difficoltà scolastiche è molto forte. Questi bambini che non conoscono le tabelline o non sanno scrivere in portoghese senza fare un errore per parola invece sanno benissimo come districarsi nel mondo del narcotraffico, furbi e veloci, ruffiani e già con un fare malandrino. Ignoranti scolasticamente, esperti nell'arte di sopravvivere.

Sono andato ad assistere al doposcuola. Nelle sale parrocchiali della Chiesa Battista, 3 donne hanno dato vita ad un doposcuola per 100 bambini. Passione, impegno, dialogo continuo con i genitori che come sempre hanno problemi grandi come abissi in cui stanno per cadere. Il Pastore della chiesa Battista che vive alla Mangueira da parecchio tempo ha detto che le pagherà solo per 3 mesi e poi si dovranno cercare altri finanziamenti per mantenere in piedi l'attività. 100 bambini in situazioni di apprendimento le più varie, spesso con difficoltà di concentrazione e problemi psichici. Non credo che i bambini poveri abbiano più problemi dei bambini della classe media, è solo che i genitori non hanno mezzi per diagnosticarli precocemente, né spesso per pagare le spese necessarie a condurre una vita sana.

Queste donne mi hanno chiesto di aiutarle, di cercare denaro, ma per ora quello che posso fare è dare qualche consiglio e qualche indirizzo.

 

La sfida educativa

Thamires e Thiago hanno capito progressivamente che il loro lavoro si è spostato dalla sfida dell'educazione musicale alla difficoltà di costruire una relazione educativa con questi ragazzi. Motivare alla partecipazione scolastica, affrontare il loro stile ribelle, correggere lo stile di vita della perdita di tempo e del non dare importanza alla vita. Richiamarli all'impegno, alla fedeltà alla costanza, a non immischiarsi con il narcotraffico.

Vinicius, uno dei migliori a suonare il surdo (il tamburo più grande), ultimamente lo si vede spesso correre sulla potente moto di un trafficante: ha creato legami, ha 14 anni, l'età giusta per entrare in quel mondo e non uscirne vivo.

Carlos, altro ragazzo del corso, col suo fare simpaticone e pazzoide ha capito come racimolare soldi facendo da corriere per i trafficanti. Anche lui è in bilico, alcune volte manca alle prove… sono già segnali.

Spesso sono i genitori che implorano Thiago o Thamires di aiutarli a gestire i loro figli ingestibili e ribelli. Così Thiago cerca di convincere, implorare, esigere, spronare, entusiasmare. A volte è facile, in altre emerge l'impotenza.

 
Motivazioni per vivere.

Con Thiago si discute spesso su quale potrebbe essere l'arma vincente per aiutare questi ragazzi. Non ci sono armi vincenti! Una relazione educativa, degli strumenti che possano essere appetibili ai ragazzi, mostrare loro altri modi di vita, far emergere gli inganni le illusioni, trasmettere la voglia di vivere e la bellezza della vita. A volte ci prende la voglia di portarli via tutti.

Se vivessero in un'altra città sarebbero diversi, forse dei bei bambini, ben vestiti ed educati. A volte siamo noi che vorremmo scappare via perchè obiettivamente il nostro lavoro dà pochi risultati.

 

Responsabilità dei più grandi.

Thiago è uno che vuole dare responsabilità, non ha paura come me di affidare incarichi. Sono i ragazzi stessi che chiedono di fare cose che vedono fare agli altri. La responsabilità si apprende così. C'è chi ha l'incarico di prendere gli strumenti, chi distribuisce le bacchette, chi corregge quelli che cercano di fare i furbi e di passare davanti.

E' stato molto bello essere là il giorno in cui i ragazzi si sono dedicati a riparare gli strumenti. Dopo tre mesi di batti e ribatti sulle pelli dei tamburi, qualche pelle si era rotta e qualche vite allentata. Allora tutti a riparare il proprio strumento. Anche questo fa parte dell'educazione. Sono gelosi del loro strumento.

 

 
Prossimi passi

Con Thiago fin dall'inizio del corso si discuteva come procedere, che programma impostare. Il primo passo è stato compiuto imparando il ritmo base e alcune variazioni del samba. Adesso c'è voglia di esibizioni, sia per educare i ragazzi a esibirsi in pubblico, sia per motivare ad una crescita (imparare a suonare per chi?), sia per vedere se si recupera qualche soldino per coprire le spese che aumentano.

Abbiamo comprato un cassa acustica perché non basta suonare, bisogna anche accompagnare con il canto. Io sto insistendo anche perchè pensino nel preparare una piccola coreografia per rendere bella la presentazione e soprattutto perché bisogna pensare alle ragazzine che spesso stanno li a guardare: i maschietti imparano a suonare, e loro? Quale attività per le ragazzine ? E' automatico pensare al ballo: loro sambano, accennano istintivamente i passi  mentre ascoltano il ritmo. Ma per far questo ci vogliono altre forze e anche altri soldi. Vedremo.

Luglio 2008