Sono venuti i ladri

Cochabamba, 1 marzo 2008

Carissimi,

non ho ancora avuto modo di raccontarvi della nostra casetta di Cochabamba, che abbiamo preso con contratto di anticretico nell'aprile dell'anno scorso, proprio pochissimi giorni prima del mio rientro in Italia, per ospitarvi alcune delle nostre diplomate che frequentano l'Università.

In questa casetta ieri sono entrati i ladri.

Hanno scardinato cancello e porte, hanno messo tutto a soqquadro e si sono portati via la cucina, il frigorifero pieno di cibi e la bombola del gas.

Ma soprattutto si sono portati via cose di minor valore economico, ma molto importanti per le nostre chicas.

Marisabel, diplomata nel 2005, non ha nessuno al mondo, ma proprio nessuno: noi siamo la sua famiglia e la nostra casetta è la sua casa, dove lei vive anche nelle feste e durante le vacanze, quando le sue compagne ritornano in famiglia. Marisabel sogna di comprarsi un piccolo televisore che le faccia compagnia quando è sola. Per raggranellare la somma necessaria, nei fine settimana e nelle ore libere dallo studio, lavora come commessa in un piccolo negozio che vende di tutto un po', come se ne trovano qui. Era arrivata a ?metter via? 800 boliviani (circa 80 ?). E aveva come unico gioiello, che non indossava mai per paura che glielo strappassero per strada, una catenina d'oro.

Non ci sono più né soldi né catenina.

Norma ha una grande passione: la musica. Possedeva un charango (specie di mandolino) che le hanno regalato anni fa i suoi padrini italiani e ha lavorato durate tutte le vacanze estive per riuscire a comprarsi anche una chitarra. Ma i soldi guadagnati non sono bastati. Però adesso non ha più nemmeno il charango.

Francisca non ha trovato i suoi pochi soldini che aveva nascosto in mezzo alla biancheria.

E così via.

Ieri sera Edit si è fermata a dormire da loro, erano troppo spaventate per stare sole.

Ma stamattina abbiamo preso una decisione: da tempo ci dicevamo che le pareti della casa avevano bisogno di un bella rinfrescata. Perché non approfittare del fatto che non c'erano più elettrodomestici da spostare e che comunque la casa era in un gran disordine per ridipingere le pareti e rimetterla a nuovo?

Detto fatto: comprati pennelli, spatole, pittura, indossati i classici cappellini di fogli di giornale, si sono messe a tappare buchi, raschiare, lisciare, dipingere sotto la direzione di Edit (che cosa non sa fare, questa straordinaria giovane donna?): molto terapeutico!

Nel frattempo io, con il falegname, il muratore, il fabbro concordavo muri da alzare, porte e serrature da cambiare, inferriate da collocare per rendere più sicura la casetta.

Non ho il coraggio di pensare a quanto ci verrà a costare tutto questo, ma so che ce la faremo.

Un abbraccio a tutti, amici miei.

Anna Maria