Um pingo de cidadania

E' Domenica, 17 febbraio, alle 10 arriviamo alla Mangueira nota favela di Rio. Per arrivare al luogo dell'appuntamento abbiamo fatto una strada secondaria, meno controllata dai trafficanti, ma più faticosa perchè la salita è ripida. Un piccolo campo da calcetto a 5 coperto, si chiama quadra dello chalè. Chalè è una delle numerose zone in cui è divisa la comunità della Manguerira. Le altre si chiamano Telegrafo, Buraco quente, Olaria, Candelaria, Fundaçao… Un totale di circa 50 mila persone. Mangueira significa l'albero del mango.

Nel campetto vedo il gruppo di ragazzini con la maglietta gialla effervescenti attorno agli strumenti. Thiago indaffarato a gestire il gruppo di 15 ragazzi e gli strumenti da montare e intonare. Sono qui per dare inizio al progetto  musicale "Artedacor" (composizione delle tre parole: Arte dà colore).

I tempi sono maturati e finalmente possiamo dare continuità al sogno di Thiago e di un gruppo di giovani: una piccola scuola di percussioni per ragazzini della comunità. Mentre faccio questi pensieri una donna si avvicina e  mi dice: " finalmente una goccia di cittadinanza (um pingo de cidadania) in questa zona con meno educazione della comunità". Una frase si pianta nel cervello e forse queste sono le parole più belle per esprimere quello che stiamo facendo. Attraverso la musica educare alla bellezza della vita. Educare a sognare, ad amare e ad aver cura della vita. Mettere in moto un percorso educativo che migliori l'autostima, allarghi la visione sulle possibili scelte di vita e crei tali opportunità.

Ogni volta che entro in una favela o in quartieri periferici penso al dono di  aver avuto persone che hanno accompagnato il mio cammino di crescita, quanto investimento educativo su di me. Mi viene da dire che il luogo in cui si nasce decide nella maggioranza dei casi chi potrai diventare nella vita. La collina della Mangueira è una favela che si è formata nei primi del '900 e  abitata per la maggioranza da negri e da immigrati del nordeste che hanno costruito le loro baracche vicino ai posti di lavoro.

Un "morro"  cioè una collina su cui si sono accumulate le case dei poveri quando la città di Rio è cresciuta ed ha avuto bisogno di braccia da lavoro. Neri ex schiavi, immigrati del nordeste, manodopera a basso prezzo e nessun investimento in abitazione.

Mangueira è anche il nome della Scuola di Samba, fondata nel 1927, nata attorno a dei grandi compositori e personaggi, fra tutti Cartola con la sua canzone "as rosas nao falam" la cui strofa dice :"le rose non parlano, solo esalano il profumo che rubano da te". Questa scuola di samba è la più famosa in Brasile e la più conosciuta all'estero, qui i bambini nascono con la musica nel ventre.

La Mangueira è anche una delle sedi della fazione di narcotrafficanti più antica di Rio, il CV (comando vermelho) e per questo uno dei suoi centri vitali. I capi del traffico sono persone nate e cresciute in questa comunità e legati a doppio filo con la popolazione dove tantissime famiglie hanno qualche parente coinvolto in questa industria. Tutti conoscono i capi e i loro soldati, circolano nella comunità, salutano e risolvono quotidianamente i problemi gravi che accadono.

Questo in breve sono alcuni elementi del tessuto vitale dove nascono tanti figli di Rio. Con che occhi guardare questa città. Cosa vedono e cosa sognano i padri e i figli che nascono in questo microcosmo. Quale immaginario si costruisce nella mente dei ragazzini che crescono in questa comunità.

Un ragazzino della Mangueira, che vuole essere qualcuno nella vita quale strada gli viene presentata? Calciatore, sambista o bandito! Tutti si cimentano nell'arte funambolica del pallone, si lasciano trasportare dalla musica che elettrizza i corpi snodabili, tanti fanno piccoli servizi per i banditi. Dove andrà a sedimentarsi il sogno di un ragazzino? Entrare a far parte della Scuola di Samba non è da tutti, i posti sono già segnati. Thiago e suo fratello sono fortunati, hanno uno zio e così possono entrare a far parte della scuola degli allievi della più famosa scuola di samba del mondo visitata da tanti artisti. Suonare le percussioni e poi cantare le canzoni famose del samba e del pagode e poi sfilare al sambodromo. Thiago e suo fratello crescono e sono bravi e così creano con degli amici un gruppo musicale con il nome di  Artedacor. Suonare, cantare, essere sul palco, avere l'ammirazione delle ragazzine e poi la loro caratteristica sono i capelli color oro che li rendono riconoscibili ovunque. Il gruppo dura sei anni. Cambiamenti dell'età, delusioni e poi il narcotraffico ingoiano alcune di queste persone.  Thiago resiste e la passione per la  musica gli impedisce  di cedere alle lusinghe del narcotraffico. Thiago capisce che chi lo ha salvato dalla morte violenta è la sua passione per la musica. Da questa esperienza di vita nasce l'idea: perchè non offrire ad altri ragazzini la strada di crescita della musica? Perchè non ricambiare il grande regalo della musica come percorso per scoprire la voglia di vivere? Il nome di questo progetto non poteva che essere "ArtedaCor", in memoria di suo fratello e degli altri amici.  

Guardo il campetto affollato di ragazzini, oggi questo progetto si concretizza. Attraverso l'associazione "Viamundi" possiamo dare un volto a questo sogno.

Il progetto è semplice: formare un primo gruppo di circa 15 ragazzini che apprendono a suonare gli strumenti di una batteria di una scuola di samba e attraverso questo percorso educativo si entusiasmino della vita, migliorino la loro autostima e non cadano nella visione di morte del narcotraffico. Il progetto funzionerà nella "quadra do Chalè", al sabato e alla domenica dalle 10 a mezzogiorno. Per partecipare devono essere iscritti alla scuola e frequentare. I ragazzini che volevano iscriversi erano il doppio, ma abbiamo deciso di cominciare con 15 e di una età compresa tra i 7 e i  14 anni, età molto delicata per un ragazzino. Thiago non sarà solo, ci sarà un amico Juruna, un genitore e due giovani della comunità.  Offriremo una piccola colazione alla fine di ogni incontro.

Guardo i ragazzini con in mano o appesi al collo gli strumenti luccicanti che una settimana fa siamo andati a comprare. Un valore di 1700 reais (680 euro). Le magliette gialle con scritta nera che poi sono i colori del quartiere dello Chalè. Io mi aggiro quasi non visto in mezzo ai ragazzini indaffarati a tenere il ritmo che Thiago ha appena insegnato. Verso mezzogiorno si ferma tutto,  si mettono via gli strumenti, si fa la foto di gruppo per immortalare questo inizio.  Invitiamo i ragazzini a mangiare un panino con hotdog che abbiamo preparato per la inaugurazione. Mangiano in fretta e poi i ragazzi prendono in mano la scopa e puliscono lo spazio, questo è uno degli impegni che loro avranno.

Saluto le persone, faccio i complimenti, abbraccio, scambio battute sulla partita di calcio che alle ore 16 accenderà Rio de Janeiro (Flamengo contro il Vasco per il campionato carioca) e dopo scendo dalla collina.

Mentre percorro scalinate e stradine ripenso alla domanda che ci siamo fatti:"Non era meglio organizzare questo progetto fuori dalla favela?" Pericolo di sparatorie, ricatti del narcotraffico, il campetto da calcetto che  pedagogicamente è poco educativo perchè trascurato. Fuori dalla favela sarebbe stato più semplice gestire e forse più educativo. La scelta invece è stata quella di coinvolgere la comunità e attivare energie locali. I genitori dei ragazzini che partecipano hanno dato il loro appoggio e questa è una garanzia importante per dare continuità. Vedremo se è stata la scelta giusta. Per noi di Viamundi è una sfida e per Thiago un grande banco di prova. Inoltre in questi mesi la situazione della Mangueira è molto peggiorata. Incursioni della polizia, sparatorie, arresti e morti sono aumentati, perchè essendo uno dei centri importanti dell'industria della droga il governatore ha deciso di fare  pressione costante. Momento niente facile.

Prima di salire sull'autobus, vicino alla Università Statale dò un ultimo sguardo alla collina color rosso mattone, illuminata dal sole del mezzogiorno con i suoi 50mila sogni e alcuni di questi oggi hanno incrociato uno strumento musicale.