Viva la ELLE!

Il giorno dopo la Creazione, gli angeli, stupiti dalla bellezza del Brasile si rivolgono a Dio: "Signore, lo hai fatto troppo bello, è una ingiustizia verso gli altri paesi. Che sole, che mare… non è uno spreco?"
E il Padre Eterno sorridendo risponde:"Sì è vero, l'ho fatto troppo bello. Allora adesso guardate un po' che gentaglia ci metto dentro!"  (barzelletta popolare)

Da quanti anni non torno in Italia?… No, ricominciamo.
Da quanti anni non torno in ItaGlia? Itaglia, sì con GL. Cicciona, sudata, grassa, maiala, sporca, ignorante, facilona pacioccona, paesana. Con GL.
Da quanti anni non torno? Tanti, almeno quattro. Che non sono poi tanti. Però a pensarci bene lo sono. E cosa troverò all'arrivo? Lo stesso Crapone di quattro anni fa. Caporione legittimato da una opposizione che continua a chiedere scusa per la sua esistenza; troverò un becero camicia verdevomito ad invocare gli antichi Dei padani e un fascista in doppio petto tanto pentito quanto i suoi timidi opponenti del suo passato autoritario. Lui no. Il Crapone non si pente, non ha niente di che pentirsi: oggi Kakà ha fatto tre gol.
Non si tratta di demonizzare l'avversario. Si tratta di guardare in faccia gli itaGLiani  per cercare di riconoscerli ancora. Ce la farò? O rivedrò solo la parte più becera della nazione, la parte più deleteria di una popolazione dal sorriso sprezzante, dalla puzzetta al naso? Una buona parte di questa patria l'ho incontrata al Consolato quando ho dovuto rinnovare il passaporto scaduto: in fila dalle quattro del mattino a prendere il numero da un impiegato strafottente che insultava i poveri italiani (con la L) desiderosi di informazioni. L'ho ritrovata nel salone del Consolato quando, malgrado la fila alle quattro del mattino e il numerino in mano, vedevo gli amici degli amici passarmi davanti (a me e alle decine dipersone come me, con la L). L'ho ritrovata nelle facce dei candidati a deputato e senatore che, entrati nelle dipendenze del Consolato – era l'ultimo giorno delle elezioni – distribuivano pacche e sorrisi (sorrisi tirati, come il Crapone) agli impiegati che sospendevano il lavoro per ciarlare e, chissà, forse garantirsi un futura raccomandazione. L'ho ritrovata, l'ItaGLia, nelle frasi dell'impiegato che si occupava della mia pratica e che pur non riuscendo a trovare niente di sbagliato nelle decine di documenti presentati, se l'è presa con la carta di identità brasiliana di mia moglie (brasiliana) dicendo che dalla foto non la riconosceva, che "guardi che sua moglie è invecchiata molto, questo documento può essere valido LÀ fuori, in Brasile, QUI in ItaGLia, la foto deve essere recente, e sua moglie è irriconoscibile, è molto invecchiata; in via del tutto eccezionale glielo accetto solo perchè lei, sua moglie e la bambina siete Qui davanti a me, ma dalla foto non la riconosco proprio, le dica, a sua moglie, che deve rifarsi la foto perchè si veda lo stato in cui è adesso."
L'ItaGlia. E adesso cafoni e craponi si possono giuggiolare quanto vogliono. Il voto popolare li legittima.
Che dite ragazzi, le vogliamo rileggere le parole di Pasolini:
"Italiani! Dormite, dormite pure, borghesi, pantofolai…" No, scusate, questo era Totò.
Scriveva il poeta:
"Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere).
… Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi."
Questo più di trent'anni fa. Invece adesso è diverso, adesso è più facile. Perchè le prove ci sono eccome, stanno lì davanti agli occhi di tutti, davanti a me, davanti a voi. Facciamoli allora quei nomi che, per pudore reverenziale, qualche riga fa omettevo affibiandogli simpatici nomignoli. Facciamoli, diciamoli, pure. Perchè lo si sappia anche qui all'estero: Berlusconi, Bossi, Fini.  
Quando il gioco si fa duro, è dei duri che c'è bisogno. Forza ragazzi, resistiamo. Facciamo di queste pagine una voce di resistenza, facciamo della nostra vita, del nostro lavoro una forza di resistenza. Facciamo della nostra amicizia una roccaforte di resistenza.
E a loro, a quellì lì, quel popolo della loro libertà, che oltre a rubarmi la patria, mi vogliono derubare delle parole glielo dico forte e chiaro: VIVA ITALIA, Italia con la ELLE.
 
Paolo D'Aprile