Vivere… sopravvivere… morire…

Duque de Caxias, periferia di Rio de Janeiro, una delle tante periferie dopo la periferia. Una mamma con in braccio il suo bambino sorridente mi viene incontro. Adesso è bello paffuto, alcuni mesi fa era un bambino denutrito e la mamma una donna sola con grosse difficoltà nell'affrontare la vita. La "Pastorale dei bambini" della parrochia, l'azione della Associazione Amar, la creazione di un gruppo di donne hanno potuto migliorare la situazione di quel bambino e di quella donna, di vari bambini e varie donne del quartiere. Questa scena mi fa pensare al rapporto dell'UNICEF sulla situazione dell'infanzia in 194 nazioni reso noto in questi giorni. Le cifre sono spaventose. Vi presento nel modo più sintetico possibile alcuni dati a livello mondiale e la situazione in Brasile. I bambini e le mamme sono tra i più vulnerabili e quelli che pagano di più i costi sociali dello sviluppo economico.
Rapporto UNICEF "Nascere e crescere sani" – alcuni dati statistici parziali ( il documento è nel sito www.unicef.it e www.unicef.org.br )
1 Quadro globale e Africa

    * In media ogni giorno muoiono oltre 26.000 bambini sotto i cinque anni, la maggior parte di loro per cause prevenibili
    * Il numero annuale di decessi infantili si è dimezzato, passando da circa 20 milioni nel 1960 a 9,7 milioni nel 2006;
    * Oltre l'80% di tutte le morti di bambini nel 2006 si sono verificate nell'Africa Subsahariana e nell'Asia meridionale
    * In generale, le regioni che non sembrano avviate a raggiungere il quarto Obiettivo di Sviluppo del Millennio (OSM 4, che prevede la riduzione di 2/3 della mortalità infantile entro il 2015) sono Medio Oriente e Nord Africa, Asia meridionale e Africa Subsahariana
    * Dei 46 paesi dell'Africa Subsahariana, solo tre sono sulla via del raggiungimento dell'OSM 4: Capoverde, Eritrea e Seychelles
    * Per raggiungere l'OSM 4, occorrerà dimezzare ulteriormente i tassi di mortalità 0-5 anni da oggi al 2015. Il tasso globale di mortalità infantile 0-5 anni dovrà calare a 31 su 1.000
    * A partire dal 1970 l'Africa Subsahariana ha pesato sempre più, in percentuale, sul totale delle morti di bambini: nel 1970 vi si verificavano l'11% del totale mondiale delle nascite e il 19% delle morti infantili; nel 2006, la regione è arrivata a contare il 22% delle nascite e il 49% delle morti tra 0 e 5 anni
    * Un bambino nato nell'Africa Subsahariana nel 2006 ha 1 probabilità su 6 di morire prima di compiere 5 anni  

2 Progressi dal 1990

    * Nel 2006 il tasso globale di mortalità infantile sotto i cinque anni era di 72 morti ogni 1.000 nati vivi, il 23% in meno rispetto al 1990
    * Dei 191 paesi per cui si dispone di dati, 129 sono sulla via di raggiungere l'OSM 4  

3 Salute materna e mortalità

    * Un fattore comune nelle morti infantili è rappresentato dalla salute delle madri, oltre 500.000 delle quali ogni anno muoiono in gravidanza o per complicazioni da parto
    * Nei paesi in via di sviluppo 1/4 delle donne in gravidanza non riceve nemmeno una visita medica prima del parto
    * Nei paesi in via di sviluppo solo il 27% delle donne di età compresa tra i 15 e 49 anni partorisce in una struttura sanitaria
    * Il rischio di morte per cause legate a gravidanze o parti nel corso della vita di una donna è 1 su 17 nell'Africa centrale e occidentale, rispetto a 1 su 8.000 nei paesi industrializzati

4 Cause di morte e fattori che contribuiscono alla mortalità infantile

    * Le principali cause di morte per i bambini sotto i 5 anni sono: complicazioni neo natali (36%); polmonite (19%), diarrea (17%); malaria (8%); morbillo (4%); AIDS (3%)
    * 1 persona su 5 non ha accesso a forniture di acqua potabile e circa la metà sono prive di adeguati servizi igienico-sanitari
    * Il numero di bambini che muore per malattie diarroiche è stimato a circa 2 milioni l'anno, circa il 17% di tutte le morti infantili 0-5 anni
    * L'istruzione delle donne hanno benefici diretti sulla sopravvivenza, la salute e lo sviluppo dei loro bambini. Ma quasi 1 ogni 4 adulti (definiti qui come di età superiore a 15 anni) è analfabeta, con netta sproporzione a sfavore delle donne
    * I conflitti spesso portano a emergenze complesse, con scontri armati, popolazioni sfollate e insicurezza di cibo, con conseguenze particolarmente letali per i bambini. Attualmente oltre 40 paesi, il 90% dei quali a basso reddito, sono coinvolti in conflitti
    * Nelle emergenze complesse, le cause prevalenti di morte di bambini sono in larga parte coincidenti con le principali cause di mortalità infantile in generale: morbillo, malaria, malattie diarroiche, infezioni respiratorie acute, malnutrizione
    * I più alti tassi di mortalità tra le popolazioni rifugiate tendono a verificarsi nella popolazione infantile, in particolare tra i bambini al di sotto dei cinque anni
    * Degli 11 paesi in cui il 20% o più di bambini muoiono prima di raggiungere i cinque anni (Afghanistan, Angola, Burkina Faso, Ciad, Repubblica democratica del Congo, Guinea equatoriale, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Niger e Sierra Leone) oltre la metà hanno sofferto a causa di gravi conflitti armati sin dal 1989

5 Tassi più alti e più bassi di mortalità infantile 0/5 anni (per i soli paesi in via di sviluppo)
Tassi più alti di mortalità infantile 0/5 anni:

    * Sierra Leone, con il tasso più alto di mortalità infantile 0-5 anni: 270 morti su 1.000
    * Angola, al secondo posto con 260 morti ogni 1.000 nati vivi
    * Afghanistan, al terzo posto con 257 morti ogni 1.000 nati vivi

Tassi più bassi di mortalità infantile 0/5 anni:

    * Cuba, al 157° posto con 7 morti ogni 1.000 nati vivi
    * Sri Lanka, al 135° posto con 13 morti ogni 1.000 nati vivi
    * Siria, al 130° posto con 14 morti ogni 1.000 nati vivi

6 Tassi più alti e più bassi di mortalità materna
Tassi più alti di mortalità materna:

    * Niger, dove le donne hanno 1 probabilità su 7 di morire di gravidanza o parto
    * Sierra Leone e Afghanistan, dove le probabilità sono di 1 su 8
    * Ciad, dove le probabilità sono di 1 su 11

Tassi più bassi di mortalità materna:

    * Argentina, dove il rischio di morte è 1 su 530
    * Tunisia, dove la probabilità di morte durante la gravidanza o parto è 1 su 500
    * Giordania, dove la probabilità di morte è di 1 su 450

 
Il Brasile.

Secondo la relazione dell'UNICEF il Brasile è migliorato di 27 posizioni nella tabella della mortalità infantile (minori di 5 anni) . Il Brasile è uno dei paesi scelti per il conto alla rovescia del 2015 quando si vuole raggiungere uno degli obiettivi del millennio. Il 4 Obiettivo del Millennio prevede la riduzione di 2/3 della mortalità infantile.

Nonostante il tasso di mortalità sia abbastanza basso rispetto alla media mondiale (che è di 72 morti per mille nati vivi) il Brasile è entrato nel gruppo scelto per il numero totale di bambini morti. Nel 2006 i bambini morti nei primi 5 anni di vita sono 74.000.

Il Brasile nel 1990 aveva un tasso di 57 morti per mille vivi, nel 2006 ci sono stati 20 morti per mille vivi, passando dalla 86a posizione alla 113a. In america del Sud solo tre paesi sono migliori del Brasile ( Cile  148ª posizione con 9×1000, Uruguai, in 138ª con  12×1000, Argentina, in 125ª, con 16×1000).

La maggioranza dei bambini muore entro il primo anno di vita (19 su 20)

Anche la mortalità materna in Brasile è alta,  76 per 100mila nati vivi.

La rappresentante dellUnicef in Brasile, Marie-Pierre Poirier, ha detto che bisogna riuscire a diminuire ulteriormente il numero di bambini che muoino nel primo anno di vita e superare le grandi disparità che si riscontrano nella stessa relazione. "Se analizziamo i dati per regione, per reddito familiare, razza o etnia, appaiono le disuguaglianze. Chi muore di più sono i bambini poveri, neri e di popolazione indigena. I bambini poveri hanno doppia chance di morire rispetto ai figli dei ricchi. Tra i figli dei neri la tassa è 40% maggiore e tra gli indios la tassa di mortalità è di 48,5 per mille nati vivi, il doppio dei bianchi".

Grande sfida è ridurre le morti entro la prima settimana (oggi al 51% ) e dentro il primo mese (66%), questo evidenzia che è necesssario migliorare l'assistenza prenatale, parto e post parto.

I grandi risultati che si sono avuti in questi anni in Brasile dipendono molto dal fatto che  in tutto il paese si è diffuso un modello di attenzione con base nella famiglia e nella comunità organizzato dalle parrocchie e dai movimenti che ha assicurato il diritto alla sopravvivenza per molti bambini. Le politiche pubbliche ancora faticano e devono affrontare situazioni strutturali gravi. Qualcosa ha fatto la Borsa Famiglia, migliorando la alimentazione delle famiglie nelle aree agricole del nordeste.

Anche qui a Rio, quando ci si prende cura dei bambini significa prendersi cura delle famiglie che nella maggioranza dei casi sono donne perchè perno della struttura familiare. Educare la donna, migliorare le entrate familiari sono sfide costanti per tutti coloro che operano nel settore sociale.

Un altro importante contributo per affrontare queste sfide è il tema della "Campagna della Fraternità" della Chiesa Cattolica Brasiliana. Per tutto il 2008 le comunità cristiane sono invitate a riflettere e a promuovere iniziative sul tema: Fraternità e difesa della vita umana. Scegli la vita (Dt 30,19). Il testo affronta la questione della povertà e della esclusione sociale generata dal sistema capitalista e che costituisce una seria minaccia alla vita nella nostra società. Si affrontano anche i gravi problemi della violenza, del crimine organizzato, il traffico e consumo di droga e le diverse forme di aggressione all'ambiente.

Sappiamo però che il vero cambiamento verrà solo da serie politiche sociali del governo. Speriamo che nel nuovo anno, accanto ai grandi risultati economici che sono previsti ci siano altrettanti miglioramenti nella vita della popolazione.