22 Dicembre 2000, scoppia una bomba.

Con questo scritto Macondo dichiara la sua solidarietà al quotidiano "Il Manifesto". È scoppiata una bomba davanti alla sede del quotidiano Il Manifesto. Doveva essere una bomba assassina. Volutamente assassina. Fortunatamente, per calcolo errato, ha seminato vetri, calcinacci e lacerato le carni a chi l’ha posata. Nessuno è morto. Però…
Però qualcosa c’era nell’aria. Ci si attendeva qualcosa. Non proprio una bomba, ma un gesto razzista disumano, questo si.

Sono anni che fiumi di parole infami insozzano viadotti e muri delle città o riempiono le bocche di politici i quali hanno trovato nel trogolo del razzismo, dell’intolleranza, dell’imbecillità l’alimento per la loro sopravvivenza politica. Incuranti degli effetti.

Sono anni che si sta lavorando per sradicare le radici del nostro popolo, si lavora per alterare l’ovvietà storica, si sta tentando di trasformare in eroi coloro che per vent’anni hanno calpestato al dignità del Paese, e diffuso il Fascismo nel mondo. Perchè è nel nostro Bel Paese che il Fascismo è nato. Tra gli Italiani Brava Gente è nata l’ideologia che ha scatenato iniquità e morte. Ed è una colpa che non si può cancellare o dimenticare.

Sono anni che si lavora per trasformare questo Paese in un’accozzaglia di individualisti, consumo orientati ed egoisti.

Sono anni che si lavora per accrescere la paura di spalancare le finestre di casa (quanti sistemi d’allarme si sono venduti negli ultimi anni?), di offrire un bicchiere di vino allo straniero, di stringere una mano.

Sono anni che si sta promuovendo una società che si fonda sulla menzogna, su un ideale che non ha nulla da condividere con la realtà, vedi il caso della Padania.

Sono anni che coloro che storicamente hanno combattuto tutto questo, hanno abbassato la guardia, vergognandosi del proprio passato (criticare le atrocità che si sono consumate in nome del Comunismo è doveroso, ma rinnegare tutta la storia operaia e della povera gente in genere, pare troppo), e hanno abbracciato il nuovo mito del mercato magari aggiustato, con una piccola vocazione caritatevole, giusto per non dimenticare d’essere di Sinistra.

Sono anni che la Chiesa, quella dei potenti, ha dismesso il saio per assumere panni mediaticamente più accattivanti, lasciando agli oppressi solo lo slogan di un Giubileo.

Malgrado tutto questo ci sono piccole voci, piccole mani, che in questi anni hanno continuato a non tradire gli ultimi, tenendo fede alla propria storia, alla propria cultura. Non sono molti, sono una minoranza, sono donne e uomini che col loro pensiero, con le loro azioni ricercano la giustizia, il piacere di un sorriso, il contatto con lo straniero. Macondo è tra questi. E lo è pure Il Manifesto. Per questo i calcinacci provocati da quella bomba ce li sentiamo addosso. E proprio per questo ci sentiamo maggiormente spronati a non mollare, per mantenere nel mondo tutta la sua varietà di suoni e colori che qualcuno vorrebbe monocorde e grigio.