Elezioni

Hola amigos!  Il caldo in questo fine settimana ha raggiunto i 34 gradi. Anche i locali si lamentano di “mucho calor”. Week end di votazioni. Dopo aver terminata la campagna elettorale, giovedì per il sì,  venerdì per il no e sabato con il silenzio riflessivo, la città domenica si è trasformata. Le regole sono semplici, i microbus fermi, le auto private solo in rari casi tengono il permesso dalla prefettura e lo stesso i taxi.

Moto e bici libere di circolare. Rare. Quasi the day after.

Ognuno va a votare nella UV di appartenenza, i nostri distretti.

Si vota dalle 8 alle 18 nelle scuole. La differenza con noi è che il tavolo del seggio è al di fuori dell’aula. Si firma il registro e si entra dove ci si può accomodare liberamente in qualsiasi sedia e votare. Magari dalla finestra c’è qualcuno che ti fa una foto, come ho fatto e nessuno ha niente da ridire. Poi metti la scheda nell’urna e infili il dito indice in un boccetta di inchiostro blù come segno distintivo che hai votato. Originale!

È anche una giornata in cui le famiglie si riuniscono perché nessuno lavora e chi appunto lavora lontano rientra per il voto. Ho trascorso la giornata in una famiglia di questo tipo. Si discute e si scherza. Il lavoro è un argomento centrale. Chi saltuariamente, chi guadagna poco, chi ci prova vendendo tramite catalogo, chi lavora e studia insomma si prova a vivere. Quando si parla di politica capisci che dicono ciò che la tv locale e i media trasmettono. Non hanno letto neanche un articolo della costituzione. Almeno io qualcuno l’ho letto e posso controbattere! Ah la tv! I primi risultati parlano di una vittoria del sì. Quelli ufficiali si avranno giovedì. Che succederà?
Con amistad Fiore