Amigos, Amigos! (parte seconda)

Si provi a digitare la parola Itacaré in google immagini. Visto che roba? Bellissimo, vero? Oggi, proprio lì, davanti alla spiaggia c’è una nave da guerra. E che ci fa in un posto così una nave da guerra? Semplice, protegge contro ogni evenienza i begli occhi di Carla. Carla Bruni e il suo aitante, e Formaggione, marito Nicolas. Si stanno facendo una settimana di ferie. I giornali rosa dicono che passeranno il veglione in riva al mare. Mentre voi italioti, intirizzite al freddo e al gelo, Occhi Dolci e Formaggione rilassano sotto le fresche frasche di ondeggianti palme, bagnano le nobili chiappe in limpide acque e, tra una caipirinha e un acarajé, trovano pure il tempo di telefonare a Lula per protestare contro un paio di fotografi che, da cinque chilometri, cercano di fotografare le curve della Occhi Dolci e la panzetta del Formaggione. Lula ha tergiversato, rispondendo più o meno così: “companheiro Formaggione, scusami tanto ma ti ho già messo a disposizione mezzo esercito, se i fotografi hanno dei telescopi che ti beccano da cinque chilometri… Buone vacanze e ossequi alla signora.” Qualche giorno fa invece il clima tra i due era tutto rosa e fiori. Mentre la bella Carla visitava l’ennesimo progetto sociale très jolie nell’ennesima favela marvelleuse di Rio, il Formaggione e il nostro duce si struggevano in complimenti reciproci. Daltronde, era la vigilia di Natale, tempo di speranza, di buone intenzioni, di pace e armonia tra i popoli e gli uomini di buona volontà. L’accordo militare firmato tra i due prevede la costruzione di cinque sottomarini da guerra – quattro convenzionali e uno a propulsione nucleare – e 50 (cinquanta) elicotteri militari, al prezzo dei molti miliardi che vi lascio immaginare. “Un conto era il che Brasile comprasse un sottomarino pronto, un altro paio di maniche è costruirlo noi. Questo crea una immensa tecnologia e un grande incremento di posti di lavoro. La Helibras (l’impresa responsabile per la costruzione degli elicotteri) da 100 passerà ad avere 500 effettivi con, in più, 5000 posti indirettamente coinvolti”, ha detto il ministro della difesa più pragmatico che mai. Dunque, abbiamo capito: il Brasile paga e il Formagione fornisce la tecnologia, o, per dirla all’americana, il know-how. A proposito di ameriKani… il nostro duce ci aveva provato prima con loro a chiedere elicotteri e sottomarini, ma mister Bush era troppo occupato a schivare scarpate altrui e ha lasciato perdere. Allora Luletto ha chiamato messier le Grand Fromage che ha pensato bene di accettare: avrebbe unito l’utile al dilettevole… la vigila di Natale firmo l’accordo e poi me ne vado una settimana ad Itacaré, tiè.

È necessario riorganizzare con urgenza l’industria della difesa brasiliana che è letteralmente smontata. Un paese che ha appena scoperto immense riserve di petrolio in acque profonde, che ha l’Amazzonia da difendere, ha bisogno di montare una strategia di difesa non pensando alla guerra, ma proprio a difendersi. È la capacità di dire No quando è necessario dire No”. Queste le sagge parole del nostro presidente a cui fanno eco quelle del Trombeaur de Famme: “un Brasile militarmente forte è un elemento di stabilità e di sicurezza per il mondo”. Giusto, bravi, non si sa mai. Bisogna difendersi: Bush fino a oggi non ci attaccato, chissà, magari Obama, se gli gira male…