Attese brasiliane

Sono passati ormai due mesi dalla "posse" (insediamento) di Lula al suo secondo mandato. Giorno dopo giorno tutti aspettano che annunci il suo nuovo governo. Invece continua in carica quello del secondo mandato: sono i vantaggi di una repubblica presidenziale! Sono passati ormai due mesi dalla "posse" (insediamento) di Lula al suo secondo mandato. Giorno dopo giorno tutti aspettano che annunci il suo nuovo governo. Invece continua in carica quello del secondo mandato: sono i vantaggi di una repubblica presidenziale!  E non c’è neppure tanta polemica sui giornali. il solito "Folha de São Paulo" dedica qualche commento ironico, ma in sostanza, il clima è di tolleranza.  I partiti alleati della coalizione che sostiene Lula, specie il Pmdb (Partido  do moviménto democrático brasileiro), reclamano più incarichi, mentre il Pt (Partido dos trabalhadores) tende a mantenere le posizioni del primo mandato, tutt’al più spartite fra correnti interne. E mentre il Pmdb discute il tipo di strategia da tenere con Lula, il Pt che lo stesso Lula ha fondato ricerca se stesso, le sue radici, dopo lo scossone profondo degli scandali che lo hanno percorso ormai quasi due anni fa.  All’inizio di luglio si terra il suo Terzo Congresso, un appuntamento importante e difficile, dove si vedrà chiaramente quale sarà la strada da prendere. Dipenderà dalle mozioni che passeranno, dal tono del dibattito, dai nuovi leaders che si confermeranno o meno alla guida di questo partito che è già "storico" con soli 27 anni! in preparazione di questo appuntamento, in quasi tutti gli stati del Brasile (grandi ciascuno più o meno come l’Italia) degli incontri di preparazione "zonali" e poi, appunto,  un precongresso statuale. Ogni "riunione" raduna sempre centinaia di persone: un numero a cui in Italia siamo ormai disabituati, soprattutto nelle fasi preparatorie di un incontro importante! Invece qui queste sedi sono frequentatissime e occasione anche di festa. Per esempio a Belo Horizonte, il Pt ha organizzato una "scuola quadri" molto interessante. Chi scrive la sta frequentando, scoprendo una soggettività politica che rivela gli umori dei militanti , presi fra il sostegno incondizionato al "loro" presidente, il metallurgico Lula da un lato e la necessità di ribadire un’identità di partito  più chiara, rinnovata, rigenerata e come dice Tarso Genro (ministro delle Relazioni Interistituzionali e candidato alla Giustizia), "rifondata". il che significa recuperare i valori della sua fondazione e soprattutto il principio che dà base a tutti gli altri: l’etica in politica e l’etica della politica. Non  si tratta solo, diciamo così, di morale delle azioni individuali, si tratta di avere un progetto e organizzare interventi dello stato che migliorino la condizione di chi sta male. Etica è in fondo questo: condividere la sicurezza e la serenità del vivere insieme.  Un milione di analfabeti ancora esistente in Brasile non è etica, è sottosviluppo. E’ ciò che ha ribadito sabato 3 marzo Patrus Ananias (ministro attuale dello Sviluppo Sociale) in un’ora e mezza di intervento. oltre 200 persone lo stavano ad ascoltare. Dal dirigente statale al netturbino, dalle donne ai neri, nell’ampia sede del Pt mineiro, in realtà un grande cortile con sopra una tettoia, tutti erano pronti a interloquire e a chiedere chiarezza sul progetto politico che motivava la loro tessera. Patrus ha ricordato i percorsi comuni, nominando e ringraziando, come è proprio dello stile brasiliano, sempre in bilico fra retorica dovuta e rispetto condiviso, tutti i militanti di trent’anni di storia brasiliana lì presenti. Nomi sconosciuti e nomi famosi: quel che piaceva era proprio questa commistione, perché la Storia è fatta di questo e non va avanti, non crea i suoi snodi, non arriva ad alcun esito se non c’è questo scorrere fra l’"alto" e il "basso", che ha lo stesso valore se si condividono gli stessi valori. Questo non è stato detto in forma esplicita, ma è stato percepito in forma netta, soprattutto da un’osservatrice "esterna" come la sottoscritta, il cui ricordo è gravato dalle riunioni politiche in Italia, piene di cellulari, gente che si alza perché ha sempre "da fare" e spesso anche parole un po’ vuote. Non è che qui, dentro il Pt non ci siano i giochi di potere e le scalate al "posto". Ci sono, ma non c’è solo quello. C’è ancora altro e la ricerca, la tensione di altro. i dirigenti che esprimono più tensione etica di fatto sono quelli rimasti oggi alla guida del Pt e sono divenuti docenti delle varie "scuole quadri" nate un po’ per tutto il Brasile. Non sono, ovvio,  come  quelle dell’antico tempo passato della tradizione comunista. Sono spazi di incontro, molto familiari e aperti dove non c’è paura di fare ai propri dirigenti delle domande difficile e dure. Anche l’abbigliamento dei partecipanti è un sintomo della semplicità di questo stile politico: pantaloni corti, sucos in mano e anche bambini negli angoli. Ma l’attenzione non manca neppure per un secondo.  Patrus, come altri dirigenti, sa cogliere questa dimensione umana della vita politica e l’applauso più caloroso scoppia quando cita Caetano Veloso (una delle quattro "Voci" di Bahia che hanno contestato attraverso la musica la dittatura. Le altre tre sono: Gal Costa, Maria Bethãnia e Gilberto Gil, attuale ministro della cultura):
"Abrimos a cabeça, pare que floreça a mais humano em nos" (Apriamo la testa perché fiorisca ciò che più di umano è in noi).
Lentamente pare che il Pt ritrovi – ma si vedrà in luglio – un’identità che non svende il suo passato, che ha il coraggio di ricordare assumendosi l’impegno a tramandarlo. Ricordare non è solo un atto spontaneo, è un atto politico quando in ballo c’è la storia di un paese diviso, che ha subito la dittatura e che ancora vede la lotta fra chi vuole conservare i propri privilegi soprattutto economici e chi ancora cerca la sopravvivenza quotidiana di un pasto al giorno. In questa dilatazione, il Pt ha ancora un ruolo, forte come quello che ne ha definito la nascita.

08/03/2007