Chicas

Cochabamba, 22 gennaio 2009

Carissimi,

meravigliose, coraggiose, tenere chicas!

Vi racconto di qualcuna di loro

MARTHA

E' Martha Cornejo, una delle"pioniere", le primissime nostre ragazze

Si è diplomata nel 2005, si è formata la sua famiglia, ha avviato un'impresa di trasporti con il marito e, nel dicembre 2007, è nata la piccola Maria Ana.

Il lavoro la impegna molto, ha dovuto assumere una niñera (baby sitter), Marcelina, perché si occupasse della bimba.

Però Martha ha scoperto che Marcelina, a 14 anni, ha solo la V^ elementare.

Così giovedì della scorsa settimana, giorno di mercato a Colomi, ha caricato Maria Ana sull'aguayo, ha preso per mano la niñera, che era accompagnata anche dalla sua mamma, ha percorso, un po' a piedi e un po' con mezzi di fortuna, i 10 chilometri di distanza dal suo pueblito a Colomi, e ce l'ha portata alla Casa Estudiantil: "Marcelina deve studiare".

La mamma parla solo quechua e Marcelina un castellano approssimativo.

Martha ha fatto da interprete, ha spiegato condizioni e regole e, alla fine, non sapendo la mamma né leggere né scrivere, ha firmato i moduli necessari: "Yo me encargo" (letteralmente: "mi faccio carico io di tutto").

Ci ha preso gusto: la domenica successiva, ancora giorno di mercato, ha ricaricato la bimba sulle spalle, ha ripercorso i 10 chilometri, è arrivata da noi e ci ha "consegnato" Lizbeth, 16 anni, che ha frequentato solo la 1^ media.

"Anche lei" dice Martha "deve studiare".

MARISABEL

E' la "jefecita" della casetta delle Universitarie, essendo la maggiore di studi e di età.

E' completamente sola, non ha nessuno al mondo, noi siamo la sua unica famiglia e la casetta è la sua unica casa.

Ed è la sorella maggiore di tutte le nostre diplomate; ogni anno se ne aggiungono di nuove.

Lei sa tutto di tutte, le segue anche da lontano, si informa dei loro studi, delle loro attività.

E loro la ricambiano telefonandole, chiedendo consigli, facendosi accompagnare da lei in occasioni che le intimidiscono un po'.

Marisabel c'è sempre, per tutte.

L'altro giorno, come accade spesso, mi è capitata a casa.

E' poverissima, ma viene sempre con qualcosa: un fiore, dei cioccolatini, dei biscotti.

E se ne va con i miei libri: le piace molto leggere.

Io, da un po' di tempo, stavo cercando di mettermi in contatto con Juana; dal giorno del suo diploma, nel dicembre 2008, non ne avevo saputo più nulla.

"Se ha perdido" mi diceva Edit.

Ne ho parlato con Marisabel.

E Marisabel, ieri, è tornata a casa mia, portando con sé Juanita.

JUANA

E' una "promo 2008", viene da un villaggio nel cuore delle montagne, a ore di jeep da Cochabamba, è anche lei poverissima come molte delle nostre chicas.

Ha sempre desiderato continuare gli studi, dopo il diploma, solo non riusciva decidersi verso quali indirizzi orientarsi.

Ma, arrivata al suo villaggio per le vacanze, ecco la doccia fredda: i suoi genitori, che a malapena avevano accettato che la figlia perdesse anni di lavoro per andare a scuola, decidono che deve rimanere al campo a lavorare la poca terra che hanno attorno alla capanna che è la loro casa e a occuparsi dei pochi animali.

Juana, una ragazza semplice e sorridente, mostra in questa occasione tutta la sua determinazione.

Chiede ospitalità ad un fratello minore, che ha una stanzetta in una cittadina ad una trentina di chilometri da Cochabamba, e si mette a cercare.

Nel frattempo aveva maturato la convinzione che "me gustan los números" come mi ha detto.

Trova un Istituto Superiore che le permette di frequentare gli studi nel pomeriggio ("così al mattino posso lavorare") dove si iscrive alla carriera di Amministrazione d'impresa, paga i 300 bolivianos per accedere al corso propedeutico necessario per poter essere ammessa agli studi, e a questo punto la intercetta Marisabel.

Tutto questo Juana me l'ha raccontato ieri, fra le lacrime.

Ha fatto tutto da sé: da noi non è venuta nemmeno a chiedere un po' di soldi, pur sapendo di avere una madrina in Italia che si è impegnata a sostenerla anche negli studi post-secondari

Le ho offerto ospitalità nella nostra casetta, così non dovrà andare avanti e indietro tutti i giorni per quella trentina e più di chilometri da dove vive suo fratello.

E Juanita, finalmente, sorride.

MIRIAM

La incontriamo qualche giorno fa, Edit ed io, alla Cancha, l'enorme mercato di Cochabamba, dove si vende di tutto e dove io, se non sono accompagnata, regolarmente mi perdo..

Stavamo cercando un aggeggio per la Casa, quando ci siamo sentite chiamare. davanti ad una delle casette di vendita, c'era Miriam.

Triste ed abbattuta, ci dice che lavora lì fin dall'inizio delle vacanze, per poter guadagnare qualcosa, che non può andare a Colomi a iscriversi per il nuovo anno scolastico (è stata promossa alla 3^Superiore) perché la sua padrona non le dà il permesso.

"Que hago profe?"

"Non preoccuparti, ti iscriviamo d'ufficio, tu però ricorda, il 1°di febbraio c'è l'ingresso alla Casa, devi arrivare prima delle quattro del pomeriggio"

"Il 1° di febbraio, davvero profe?"

Il suo visetto si illumina tutto.

Alla prossima, amici

Anna Maria