Cronaca dalla sede nazionale

3 maggio 2002 ­ Deserto D’Este (Pd). Invitato da don Gianni Gambin, Giuseppe parla ai parrocchiani su "Lo scandalo della speranza".
Se la speranza è una virtù attiva, che parte dalla nostra interiorità ed implica la responsabilità nostra, certamente è un intoppo per chi non vuole teste pensanti e cuori attenti. Ho un ricordo simpatico di don Gianni: faceva un intervento durante una riunione di Macondo, mi pare, e concludeva le parole cantando nel finale: fu una grande sorpresa gioiosa. In quello spirito si è svolta la conversazione tra il pubblico ed i presenti.

4 maggio 2002 ­ Pontedera (Pi). Don Giuseppe Stoppiglia e don Adriano Ukwatchali sono invitati dal gruppo degli Scaut alla tavola rotonda Essere protagonisti della propria vita; ci doveva essere anche Ernesto Olivero.
Il tema interessante e provocatorio, quando si pensa ai milioni di esseri umani che vivono ai margini della vita, cercando di "rubare" le briciole della sopravvivenza.

5 maggio 2002 ­ Pezzoli (Ro). I miei lettori conoscono questo villaggio sperduto, e il capo stregone don Giuliano, che sa convocare, nel suo recinto aperto a tutti, voci e riflessioni importanti, per capire e per resistere. Questa sera c’era padre Zanotelli, reduce da Nairobi, della comunità di Korogocho, che vive ai margini dell’economia, con la forza della speranza. Ha parlato della mala spartizione delle risorse nel mondo: una sperequazione che non si misura con il bilancino, una sproporzione abnorme, basta un dato: a Nairobi l’80% della popolazione vive in uno spazio che corrisponde all’1% del territorio cittadino. A presentarlo c’era Stoppiglia, reduce da Pisa e Firenze; gli faceva da autista maldestro il cronista indeterminato.

8 maggio 2002 ­ Rossano Veneto (Vi). Incontro con Beppe Carletti dei Nomadi.
Piove a dirotto. Una macchina passando ci inonda le scarpe e i pantaloni; il cronista impreca. Nella palestra del comune ci sono almeno cento persone a conversare con Beppe. Inizia Bepi, il presidente di Macondo, con domande che vanno al cuore del racconto dei Nomadi: l’incontro con la gente, il messaggio di speranza e di ottimismo, il confronto con la morte e con il limite. Il rapporto costante con la realtà senza fossilizzarsi. E Beppe Carletti ascolta, raccoglie, ripropone, risponde. Il gruppo giovani di Rossano che parte per il Brasile gli sta di fronte, con gli occhi della memoria e della meraviglia e con l’attenzione attiva di chi ha mille domande da fare, per andare oltre.

10 maggio 2002 ­ Martellago (Ve), Cooperativa Il Grillo. Differenziamo le idee il mondo che verrà… Sogni e speranze di una trasformazione, questo è il titolo della conversazione che tiene Giuseppe al gruppo di soci e amici della cooperativa; introduce Mauro Furlan.
Giuseppe parla del rischio di omologazione ed appiattimento a fronte del pensiero unico dell’economia globale. Riferisce di alcune multinazionali e della loro incidenza nelle transazioni e nei processi di sviluppo; qualcuno obietta e rincalza sulle posizioni del controllo e dell’attenzione.

14 maggio 2002 ­ Bassano del Grappa (Vi). Moni Ovadia parla al teatro Remondini su Lo scandalo della speranza. Vi invito a rileggere tutta la stampa del momento, guardare le interviste, rubare le cassette di quanti erano in sala a registrare; quel che ha detto è troppo ponderoso per tralasciare una parola, non dico una iota, che suona ironico.
Percorrere con Moni l’ascolto della parola, perché dio nessuno l’ha visto, ma ne hanno sentito la voce, è cosa entusiasmante. È arrivato un po’ in ritardo, ma non ha accelerato la chiusura: il pubblico ascoltava, qualcuno diceva, ma queste cose chi mai ce le ha dette? e si rimetteva in ascolto.
Altri, nella difficoltà di seguire, forzava la memoria dell’indicibile e talvolta, scoraggiato, chiedeva informazioni al vicino. Una serata memorabile. Poi la cena da Giovanni a Solagna, un maestro della cucina, uomo attento anche a quanto si muove nel mondo e tra gli uomini.

15 maggio 2002 ­ Padova.
La Cooperativa Polis Nova, tramite Michele Obetti, organizza un incontro tra il messicano Raul Gatica di Oaxaca e Gaetano Farinelli di Macondo sul movimento non violento degli Indios di Oaxaca, che confina con il Chiapas, ma ha avuto rispetto a Marcos ed al Movimento chiapaneco una minor risonanza. Durante l’incontro Non solo Chiapas, Raul presenta le attività e lo spirito che regge il movimento non violento del Consiglio indigeno popolare.
Milano. Nello stesso giorno il presidente partecipava ad un incontro pubblico nella Casa della Cultura "Miracolo a Milano" sul tema scottante Immigrati a Milano, che proponeva diversi interrogativi, che certo non esauriscono e mostrano la rilevante problematica del fenomeno.

17 maggio 2002 ­ Pove del Grappa (Vi). Conferenza stampa per lanciare le iniziative del mese di maggio: un elenco molto lungo, presentato con solerzia e professionalità dalla professoressa Chiara Cucchini che ha ricordato le scadenze, le cadenze e le marce. Era presente anche il presidente.
Hanno raccolto TV Bassano, il Gazzettino e il Giornale di Vicenza.

19 maggio 2002 ­ Villa d’Asolo (Tv). Martino, rivestito di una lunga veste bianca già indossata dalla generazione della madre e della nonna, ha ricevuto il santo battesimo dalle mani del giovane parroco, mentre la comunità unita dichiara la sua fede, rinuncia alle proposte del mondo e canta le lodi del Dio vivente.
Rossano Veneto (Vi). Stesso giorno, nel palatenda, la folla è già numerosa prima dello spettacolo: due, tre, quattromila, quante sono le persone che s’affollano sotto il palco. Quando il gruppo Nomadi incomincia, la folla risponde al ritmo: è un concerto di festa e di memorie. Un batter le mani, un canto in coro. Poi il tempo alla fine del concerto si scatena; allora bisogna correre oltre il recinto e imbarcarsi dentro il temporale, nell’acqua del diluvio. Il concerto sottolinea il viaggio di trentaquattro giovani per il Brasile tra i ragazzi di strada ed è servito a raccogliere fondi per le associazioni di Rio che seguono con amore e tenerezza i meninos de rua.

20 maggio 2002 ­ Marostica (Vi). Nella Scuola media statale i ragazzi, le mamme, gli insegnanti e gli abitanti della cittadina si incontrano con Enzo Iacchetti, che conversa con Giuseppe Stoppiglia sul problema dei ragazzi di strada, sul significato della solidarietà e sull’importanza della relazione affettiva dell’adulto verso il bambino. La conversazione si anima attorno alle cose semplici e importanti del vivere assieme.

23 maggio 2002 ­ Bassano del Grappa (Vi). Sala da Ponte. Il Clan Horeb Cavaso 1 presenta il recital Il mio sogno è più grande della vita che vivo. Sono arrivati da tutta la pedemontana trevigiana, portandosi dietro pecore, nonne e bambini che scorrazzavano in lungo e in largo la sala per occupare più spazio. Numeroso il pubblico presente, festoso e accogliente, che inneggiava alla forza, alla costanza ed alla bravura del gruppo e del maestro Giorgio. Musica e canti ci trascinavano in luoghi disparati, in situazioni familiari e contraddittorie, stridenti rispetto all’umanità che professiamo; era un percorso insieme pensoso e liberatorio, scandito dai canti e dalle parole gridate e sommesse.

24 maggio 2002 ­ Pagnano d’Asolo (Tv). Mario Bertin presenta alla comunità Olivotti il suo ultimo Francesco, che è una edizione rivisitata del primo, pubblicato qualche anno fa dalla editrice Protagon di Perugia.
Dopo essere stato presentato dalla cordialità di Giuseppe Stoppiglia, il dottor Mario ha collocato Francesco nel suo tempo, ne ha mostrato le proposte nuove, che esulavano da una semplice connotazione religiosa per essere la testimonianza di un uomo di fronte ad una trascendenza vivace, che richiede la piena spogliazione in cambio di un rapporto unico di fratellanza, di amicizia e di povertà gioiosa tra le creature e di relazione figliale con l’assoluto.
Il pubblico ha ascoltato con attenzione solerte le parole dello scrittore.

26 maggio 2002 ­ Spin di Romano d’Ezzelino (Vi). Festa Nazionale di Macondo.
Giornata memorabile, per il tempo inclemente, in particolare al pomeriggio, ma che non ha potuto allontanare gli amici e soci di Macondo, che hanno mantenuto fede alla loro posizione e non si sono allontanati dal recinto.
La giustizia è una dea che abbandona sempre il campo dei vincitori, parola antica, sulla quale si sono avvicendati a partire da ambiti diversi, e da luoghi lontani i relatori testimoni del convegno. I loro nomi, la loro provenienza erano già un suggerimento del loro intervento.
Mamadou Cissokho dal Senegal, presidente del CNCR, che raccoglie tre milioni di contadini, per organizzare una produzione agricola ed un commercio competitivo e leale, ha denunciato gli accordi internazionali che mettono in difficoltà l’economia dell’Africa Occidentale; Wassim Damash, palestinese, che da anni vive in Italia, ha denunciato la situazione di violenza, in cui vivono il popolo palestinese e il popolo ebraico. Olga Moschen, dall’Argentina, ha ricordato il crollo economico della sua terra, nonostante abbia seguito il codice del neoliberismo in maniera rigida e le conseguenza sui minori. Matteo dall’Aira, infermiere che lavora in Afganistan, ha denunciato le responsabilità della guerra e dell’Occidente sulla morte di tanti bambini, grazie alle mine, che noi produciamo e che continuano la fiera della morte anche al termine della guerra.
Giuseppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace di Viterbo, ha insistito sulla responsabilità e sull’impegno di ciascuno per difendere la pace con la non violenza. E di violenza nel suo paese e in particolare sui minori trasformati in guerriglieri ha parlato padre Giacobbe dall’Angola e della volontà di superare tale condizione di degrado.
Ha partecipato all’incontro anche Fabio Fazio che, ricordando la palese condizione di disparità economica in cui viviamo, denunciava la responsabilità di ciascuno ad intervenire per sciogliere il gravame che pesa sugli ultimi.
Il dibattito era accompagnato e retto da Giuseppe Stoppiglia, che coordinava gli interventi, con la passione e forza che gli è riconosciuta. Due bravi traduttori (Cristiano di Mestre e François di Bassano) hanno agevolato la condizione di ascolto e di partecipazione con una traduzione diligente e sciolta.
Il pubblico numeroso e attento ha seguito fino alla fine gli interventi dei relatori.
Ha fatto seguito la celebrazione eucaristica nel primo pomeriggio e la presentazione del libro di Mario Bertin: Francesco, nella edizione rivista dall’autore. Il professor Ivo Lizzola ha delineato gli aspetti storici e l’impatto esistenziale della biografia, che attinge alle fonti e rivive la testimonianza di un messaggio nuovo per l’umanità. Il clima di festa è poi proseguito tra gli stand affollati, accompagnato dalla musica che coinvolgeva i presenti con ritmi nuovi, che fanno breccia nella sensibilità dei giovani ed oltre.

7 giugno 2002 ­ Ponte della Priula (Tv). Giuseppe è stato invitato dagli Scauts ad un incontro indirizzato ai genitori sul tema Genitori e figli: quale dialogo; l’iniziativa era aperta a tutti e molti sono stati i presenti (circa duecento). Giuseppe ha colto l’occasione per ribadire la necessità del rapporto tra genitori e figli, che non è solo la parola, ma è attenzione che nasce dall’interesse effettivo che i genitori hanno nei confronti dei loro figli, che l’esaltazione del lavoro e del denaro come valore primo di frequente compromettono.

9 giugno 2002 — Vicenza.
Oggi grandi festeggiamenti allo Stadio R. Menti di Vicenza, con un quadrangolare di calcio cui partecipano i giocatori di ben quattro squadre benemerite nella storia del calcio vicentino, per festeggiare i cento anni del Vicenza Calcio. Numeroso il pubblico che applaudiva alle glorie passate e contemporanee. Il ricavato della festa veniva devoluto a cinque associazioni locali di volontariato, tra cui anche l’associazione Macondo.

10 giugno 2002 ­ Bassano del Grappa (Vi). Valeria Castellani si congeda dagli amici prima di partire per l’Afganistan dove l’attende un’attività di pace e l’incognita del luogo e dei suoi abitanti; nuove relazioni sociali interne al gruppo e con la popolazione afgana. Oggi dire Afganistan è come evocare trame oscure e la paura; mentre è un luogo della terra, dove abitano uomini e sentimenti e desideri.

14 giugno 2002 ­ San Giuseppe di Cassola (Vi). Si conclude il torneo di calcetto riservato alle aziende del comprensorio per un campionato che è già alla ottava edizione grazie all’azione instancabile del promotore, signor Tolio; quest’anno la vittoria è passata alla Baxi, grazie al suo bomber Luca Carlesso e naturalmente allo spirito di squadra di tutto il gruppo. La serata era caldissima; per fortuna senza sole, con una luna sudata.
Presenziava alla premiazione con preziosi trofei il presidente Giuseppe Stoppiglia.

15 giugno 2002 ­ Rovigo.
Erano diversi i gruppi che hanno organizzato l’incontro che ha per tema Quali prospettive di pace nel nuovo ordine mondiale?: Assopace, Centro di Documentazione polesano, Forum sociale polesano e che invitavano un gruppo musicale per interpretare musiche di Fabrizio de André, e insieme don Giuseppe Stoppiglia, frate cappuccino (così recitava il manifesto, forse per la barba fluente) con il don come titolo nobiliare.
Numeroso il pubblico presente a seguire un tema che prende nuova luce o luce sinistra dopo l’undici di settembre con l’orrore delle torri gemelle.

16 giugno 2002 ­ Arzarello (Padova). C’è, in quella parrocchia, un piccolo prete, don Piero, che proviene dall’Equador, e suo malgrado è dovuto rientrare in Italia, che lavora sul suo territorio a formare coscienze critiche, anime sveglie e collabora con chi procede in quella direzione. Per questo Giuseppe Stoppiglia ha passato una giornata nella sua parrocchia a parlare di Dio e degli uomini, delle loro debolezze e delle loro fatiche, pregiudizi, furori e tenerezze. Riflettendo e provocando, a tono sovra tono, talvolta senza voce.

22 giugno 2002 ­ Rossano Veneto (Vi). Provenienti da Rio de Janeiro, passati per Roma, terra di martiri e di pataccari, sono stati accolti in paese da un gruppo di giovani che da un anno sta preparando il viaggio per Rio dove si fermeranno circa un mese, presso la associazione San Martino, per i ragazzi di strada donde provengono i due ospiti pellegrini d’Europa: alto come un gigante, Leo a difesa di padre Marcelo, di normali proporzioni. Sono venuti a partecipare alla seconda marcia di Marostica, dedicata ai meninos de rua. Sono i primi approcci con una lingua poco saputa, con cui imbastiscono i primi giochi e bisticci, tenendo sott’occhio il dizionario tascabile.

23 giugno 2002 ­ Marostica (Vi). Forse non ci sarebbe bisogno di parlarne, perché ormai sono comparsi in diverse occasioni, conferenze stampa, personaggi dello spettacolo e finalmente oggi, in piazza, in una delle giornate più calde dell’anno; qualcuno dice la più calda, tanto che avrebbero coperto con un telo multicolore e multietnico del perimetro di qualche chilometro una parte di cielo soleggiato, fissato ad una fune che lo trascinava da est a ovest in direzione occaso. In quel giorno, per abbeverare i partecipanti alla marcia, hanno prosciugato un torrente canterino, ed hanno dovuto chiudere le bocche dell’inferno per non collassare il termometro. I partecipanti sono stati millecinquecentoventuno, se si escludono i soliti clandestini, portoghesi e nullatenenti. Gli organizzatori, che si identificano nel gruppo di San Floriano e nel loro capo carismatico, certo Fabio, accompagnato dai fedeli della tavola rotonda Sergio, Daniele, Giulio, Marta, Laura, Anna e tanti altri i cui nomi sono scritti nell’anagrafe senza le impronte digitali, hanno mostrato una condiscendente soddisfazione. Dal palco gremito di coppe hanno potuto parlare gli ospiti dell’Argentina e del Brasile, suor Tarcisia, Leo Sales e padre Marcelo. I partecipanti alla marcia hanno poi ricevuto le coppe dall’attore comico Gino Balasso, che ha divertito il pubblico con la sua ironia e comicità viva e bonaria.

1 luglio 2002 ­ Rossano Veneto (Vi). Veglia di riflessione e di preghiera per i giovani che a fine luglio partono per il Brasile, come chi parte per un lungo viaggio, come chi parte per l’incognito, come chi parte per la guerra, come chi parte per non più tornare, come chi parte inviato da una comunità che sta dietro e sta dentro. I canti, le preghiere, i simboli, tutti con la stessa maglietta del concerto dei Nomadi, tutti emozionati alla fine, come chi lascia la fidanzata o parte per ritrovare la sposa. Officiava il parroco, seguiva il tracciato don Sandro; era presente anche il cronista in clandestinità precaria.

5 luglio 2002 ­ Valle San Floriano (Vi). Accanto al fuoco che brucia la carne degli dei, sotto i riflettori che bruciano le formiche alate, sui tavoli ricoperti di fagioli in salsa, affettato di pane e di maiale, dolci, meloni, cocomeri e vino, acqua e spume varie, rallegrati da musiche improvvise, si è ritrovato il comitato con gli accoliti per festeggiare la buona riuscita e per cementare sulla tavola i buoni propositi. Cento di queste serate notturne.

6 luglio 2002 ­ Pove del Grappa (Vi). Là dove cresce il monte, sussurrano gli ulivi e cadono le pere stanche di vento, si tiene la segreteria di Macondo in previsione dei campi e di quella che sarà l’assemblea elettiva dei membri dell’esecutivo, che si terrà a Lonigo (Vicenza).
Sono assenti la Nadia e il buon Egidio. L’ordine del giorno riguarda anche il seminario di Folgaria che si terrà a fine agosto, il seminario sulla globalizzazione invece ad ottobre. Si ripropone il tema dei luoghi di incontro, da costruire attraverso attività educative; per l’assemblea elettiva si propone di giungere alla elezione di una segreteria ristretta che possa operare con sollecitudine sui programmi passati in assemblea. Si passa ad una breve verifica politica della festa nazionale.
Si conclude poi con una cena variopinta e diversamente olezzante presso la taverna del Monsignore, a gustare salse piccanti, parole schiette e vini suadenti. Al congedo piove e diluvia e le macchine galleggiano sulle strade; Gianni e Luigia sbarcano direttamente sulle sponde del Po, dopo essere scesi dall’arca all’altezza di Correggio Verde.

23 luglio 2002 ­ San Costantino Albanese (Pz). Prende inizio il campo scuola dei più giovani, organizzato dal gruppo di Taranto. Si mettono assieme ragazzi del sud e del nord e sono ventotto, nel totale, i partecipanti. Le attività ruotano attorno al tema della comunicazione nelle varie forme, proposto in versione vivace ed ironica: Metti in gioco le regole del gioco. Agli animatori del sud si sono mescolati quelli del nord. Hanno poi collaborato due relatori: la dottoressa Silvia Fino e il dottor Walter Baroni. Il gruppo ha partecipato in modo intenso e creativo ed ha concluso con un grande gioco di non­società, per imbastire moduli comunicativi in controcorrente, come per esempio la festa del non­compleanno, traendo spunto dal libro di Alice nel paese delle meraviglie.

28 luglio 2002 ­ Lago Trasimeno, Isola Polvese (Pg).
Un gruppo di giovani dai venti ai trent’anni raggiunge con il traghetto Isola Polvese. Non fuggono all’agguato di Annibale, che ancora spinge nell’acqua i romani sorpresi malaccorti sulle sponde dei monti limitrofi, forse fuggono alla canicola e per di notte contemplare le costellazioni. Il tema di quest’anno: I gesti della relazione, che il gruppo dei giovani intravede, interpreta, costruisce, con le mani che affondano nella creta (sotto la sovrintendenza di Luciana l’artista), con la mimica che accompagna le parole (nella direzione di Davide l’attore), nell’ascolto e nel confronto. Regge l’impianto Fulvio Gervasoni, gli sono di aiuto Silvia e Roberto Scotti. Si susseguono in pedana i relatori Farinelli, Lizzola, Maggioni, Rossi, Stoppiglia. Il campo si conclude in una rappresentazione costruita dai partecipanti al campo scuola.
Badia Prataglia (Ar). Nello stesso giorno inizia il terzo campo dei giovani, governato da Gianni Pedrazzini e Luigia sul tema simpatico Il clown che è dentro di noi per il quale lavora un clown vero, che costruisce a partire dall’anima i suoi numeri, nel senso matematico e armonico degli antichi. E che i ragazzi nel pomeriggio seguono e ricostruiscono sotto la malia del piffero magico. Al mattino si alternano i testimoni: Le Thi Bich Huong, Gaetano Farinelli, Achille Rossi, Gianni e Sonia Bordin, Raffaele Bonanni, Giuseppe Stoppiglia. La settimana si chiude in piazza di Badia a rappresentare tutti e ciascuno il Clown; vi partecipa anche Sergio Procopio, clown di vocazione e di professione. I bimbi ridono, richiamano, arringano, si confondono. Il pubblico piange e batte le mani.

Curva sud biancorossa
Le immagini di questo numero di Madrugada

… i tifosi avanzano eccitati verso l’ingresso dello stadio pronti a schierarsi nel "campo di battaglia". Il rullare dei tamburi incalza al ritmo di un canto guerriero e dal denso fumo delle torce emergono superbi vessilli biancorossi. La danza tumultuosa scuote gli animi dando vita ad un magico ritmo propiziatorio fra il susseguirsi di canti, di urla, di mani alzate che incitano all’attacco e di pugni chiusi che minacciano il nemico.
I visi tirati tradiscono l’emozione, l’attesa, il rammarico per l’occasione mancata, poi all’improvviso un boato percorre lo stadio ed esplode la gioia: goal!!
Fotografie di Adriano Boscato