Cronaca dalla sede nazionale

8 febbraio 2002 – Ritornano i reduci dal Brasile; contenti di aver partecipato al grande avvenimento, l’incontro degli incontri; ne parlava anche Egidio Cardini nella cronaca del numero passato; sono arrivati con qualche acciacco; si sono presi in molti il dengue, una malattia tropicale, una specie di malaria; dalle notizie e dai controlli ci sono state febbri alte, spossatezza; ma poi tutto si è risolto nel tempo e passato nel ricordo e nella saudade (nostalgia).
Altri si fermano in Brasile; partecipano al carnevale; visitano altre città; vanno a trovare amici e torneranno solo a fine mese.

17 febbraio 2002 – Pove del Grappa (Vi). Si conclude il corso di socio politica, organizzato da Baldassare Zanchetta e dai suoi collaboratori; relatore Gabriele Donnola sul tema Il comune e le sue funzioni. I partecipanti hanno seguito con interesse proficuo il corso.

18 febbraio 2002 – Pove del Grappa (Vi). Si riunisce il comitato della marcia per i "Meninos de rua" che si terrà a Marostica il giorno 23 di giugno. Sono molti i giovani interessati all’evento e già dalla prima riunione si avverte il clima di interesse, caldeggiato e alimentato dal Fabio Lunardon, che trascina con il suo fascino tutto il comitato, donne comprese.

22 febbraio 2002 – Comacchio (Fe). L’Assessorato alla Cultura del Comune di Comacchio organizza la presentazione del libro di Maria, Attraversare il deserto. Introduce Cavalieri Massimo, grande anfitrione; procede Gianfranco Arveda, seguito da Francesco Monini; e poi l’autore che si è fermato a firmare gli autografi. Questa la cronaca essenziale. I canali erano ricolmi di acqua, e il mio cuore galleggiava sull’onda dei ricordi; dalla valle soffiava un vento umido e salmastro; Gianfranco salmodiava un canto di sirena, Francesco distribuiva i nastri raccolti sotto la luna scritti dietro gli ultimi riflessi del sole al tramonto: questa è cronaca simpatica, cui segue la narrazione pantagruelica del pesce, polenta, degli spaghetti annegati nel sugo, del vino buon consigliere allato, del ciucia-spuda bene augurante dei crostacei, anguille, pesce spada, celalo, branzino, canocchia, sardine, gamberi, e della conversazione amicale sui ricordi e i confronti. Scusi un sorbetto e poi il conto. E c’erano tutti.

23 febbraio 2002 – Fiorano Modenese (Mo). Segreteria di Macondo La segreteria è al completo, in casa di Nadia; argomenti all’ordine del giorno: l’informazione dopo Porto Alegre, il collegamento con il Brasile dopo Maria: si prospetta la presenza di Egidio Cardini e non solo d’estate in Brasile, per mantenere i contatti; il rapporto con il gruppo di Taranto dopo la morte di Angelica ed infine la preparazione dei campi scuola per l’estate del 2002.
Non è un programma di urgenza, solo il desiderio di riprendere il filo; i bambini entrano ed escono dalla cucina dove teniamo la segreteria; si succedono gli interventi; vale la pena continuare l’esperienza Macondo? E quali sono i motivi per continuare? La discussione si anima, si intoppa, riprende; il bisogno di ritrovarsi, di discutere, di esserci e non perdersi d’animo; di costruire luoghi di incontro e di confronto; ma bisogna pure esporsi, avere un’identità o lasciamo che tutto corra e noi a discutere; le scelte si fanno, ma non è necessario, non è opportuno che siamo noi a dare la linea; certo è necessario che gli adulti facciano politica, anche militante, ma che non vengano a prendere qui le direttive. Si beve il caffè, alcuni mangiano pasticcini; a me piacciono quelli con la crema, ma non sono male con la marmellata. Ormai fa buio, il sole è rientrato; domani riappare sulle porte chiuse dei barbieri, ma noi domani si lavora e allora partire per casa, si fa tardi.

26 febbraio 2002 – Rossano Veneto (Vi). Su invito del vicario don Sandro, il cronista si incontra con un gruppo di trenta giovani donne e uomini che questa estate partiranno per il Brasile e vivranno una intensa esperienza di vita con i ragazzi di strada di Rio de Janeiro. Continuano le lezioni di portoghese brasiliano, tra canti, didascalie, interpellanze, battute risapute, domande senza risposta, domande senza fine, gostou do brasil, gosta de mim.

1 marzo 2002 – Marzabotto (Bo). Il gruppo di ricerca di Marzabotto all’interno di un ciclo di conferenza organizza un incontro con Giuseppe Stoppiglia presentato dal sindaco di Marzabotto Andrea de Maria sul tema Un altro mondo è possibile?. Sono ancora ben distinti gli echi di Porto Alegre da cui proviene il nostro presidente; il processo di globalizzazione entra nella nostra vita; ha delle crepe che sono voragini; e non vogliamo tornare indietro perché potremmo caderci dentro anche noi; chi dice che tutto va bene dice una bugia interessata; un’economia senza freni è una globalizzazione della guerra e della ingiustizia. Fermate il mondo, voglio scendere, no, perché mi hanno già occupato anche Marte, le scarpe, Venere, le cenere; cominciamo a metter al primo posto l’uomo e la politica per l’uomo, e non certo quella che si fa le leggi su misura per poi dare lezioni di efficienza. All’incontro erano presenti più di cento persone.

3 marzo 2002 – Cavaso del Tomba (Tv). Alcuni macondini si ritrovano per la messa nella chiesetta di Caniezza; si fermano poi in una sala riscaldata del patronato per consumare un pasto caldo e abbondante, innaffiato da vino rosso denso e saporoso.
Il pomeriggio è continuato con l’incontro tra Giuseppe ed il gruppo MASCI (il settore adulto degli Scaut) per riflettere sulla funzione dell’adulto nel rapporto coi giovani; sul che cosa fare a partire dalla propria identità, che non può nascondere le ali della responsabilità, che a sua volta non si inventa i lavori purchessia, ma li scopre nell’analisi dei segni dei tempi; da non confondere con l’arte della magia, dell’astrologia, o della paragnostica, che frutta e si inceppa nelle maglie della truffa; analisi dunque e disponibilità tempestiva. Coordinatori del gruppo Sonia e Giorgio Geronazzo.

6 marzo 2002 – Spinea (Ve). Per non dimenticare: si sono ritrovati in casa di Toni Cortese Giuseppe, Claudia, Gaetano e Susanna moglie di Toni, un’amica di Susanna per parlare di Toni, per riprendere in mano un vecchio progetto che pareva abbandonato ed invece riscoperto tra le carte di Toni dottor Cortese, un manoscritto che forse potrà far luce sulla storia della formazione degli adulti in Italia; un’opera desiderata e che Toni pareva respingere e intanto costruiva pezzo a pezzo. Senza forse terminare, ma non per questo meno preziosa. Poi la cena, di cui ho tentato di ricostruire il primo piatto, con esiti deludenti; senza demordere.

11 marzo 2002 – Dosolo (Mn). Nel Centro Parrocchiale si ritrovano i partecipanti al campo itinerante tenuto a Badia Prataglia, e a programmare quello estivo: Scoprire il clown che c’è dentro di noi. Che impresa!

15 marzo 2002 – Rossano Veneto (Vi). Quando sono entrato nella grande sala del patronato assieme a Stefano, che altri conosce come Benacchio, Mario Bertin stava già raccontando la storia di João, protagonista del suo romanzo sui ragazzi di strada; ha poi continuato esponendo la variegata realtà dei bambini di strada e ragazzi in strada; e delle bambine; della speranza che noi possiamo intravedere e costruire assieme, e della difficoltà (impossibilità) di entrare in rapporto con loro. La serata era organizzata dal gruppo di Rossano, che questa estate parte per Rio de Janeiro, per vivere coi ragazzi di strada.

17 marzo 2002 – Pove del Grappa (Vi). Le famiglie dei giovani della Cooperativa Olivotti anche quest’anno si sono incontrati nella sede di Macondo; hanno conversato tra di loro della loro vita in società, dopo l’esperienza di comunità; c’erano Monica e Carmelo. Giuseppe era invitato a parlare del viaggio, il senso del viaggio come metafora della vita. Il gruppo poi si è spostato a Sant’Eulalia, per il pranzo al Mulino.

19 marzo 2002 – Ferrara. Il Centro Culturale "Via Bologna" in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea e Pax Christi hanno organizzato un incontro tra Giuseppe Stoppiglia presidente di Macondo e il segretario generale della Camera del lavoro di Ferrara sul tema oggi di attualità: Globalizzazione, diritti dei lavoratori, solidarietà con il terzo mondo". Non è facile mettere insieme tutto, senza dare necessariamente a tutti ragione; ed è stimolante riprendere il discorso sui diritti dei lavoratori senza dimenticare gli effetti della produzione dell’occidente e le dipendenze dalla produzione del terzo mondo; a partire poi dal grande fenomeno non astratto della globalizzazione.

21 marzo 2002 – Bassano del Grappa (Vi). Incontro con Marco Paolini e Giuseppe Stoppiglia su Porto Alegre: una generazione s’è messa in gioco?. La sala del Bellavitis è gremita, come le stelle in cielo, accaldate in questa tiepida notte di primavera. Qualche gruppo resta fuori sala, perché non c’è più posto e pare proprio, la platea, la tolda di una nave stipata di clandestini. Scherza Marco con il pubblico, poi affonda sulle radici della nostra cultura, che aveva la piazza, luogo di incontro ed aveva una misura certa del giusto e dell’ingiusto, che ora ci sfugge, ed insieme la categoria dell’individualismo esasperato dei soldi, del lavoro e del fregare; per questo c’è bisogno di politica, senza deleghe; magari a compensare la giustizia con il buon cuore, perché, afferma Stoppiglia, non possiamo pensare di sostituirci agli altri nella costruzione del mondo: ogni popolo ha da avere il suo spazio ed il suo ruolo. Il pubblico si accende, si susseguono gli interventi, i bimbi piangono nella calca, le mamme si nascondono nelle retrovie ad abbonire i bebè. Qualcuno esce a fumare una sigaretta, un sigaro: ma perché il sigaro è maschile?

22 marzo 2002 – Taranto. Si apre la festa di Macondo Le danze dell’io nelle tribù giovanili. I ragazzi dell’Angelica hanno organizzato ed hanno dovuto farsi tutto da soli; hanno invitato anche il presidente di Macondo, contento della intraprendenza e della partecipazione. In altre pagine della rivista troverai la narrazione dell’evento e l’entusiasmo di Betty Di Nucci.

30 marzo 2002 – Padova. Giuseppe celebra la santa messa pasquale alla comunità dei Beati i costruttori di pace preceduta dai riti della veglia: il fuoco, l’acqua, le letture dei profeti e le piccole e grandi storie dell’uomo e dei popoli. Farinelli, sempre a Padova, commenta alla radio cooperativa le letture di Pasqua. Interviene qualche ascoltatore, per aggiungere, per riflettere, per inveire, per difendere e per imprecare. Non era ancora l’ora nona, c’era un caldo umido in strada, in sala audio c’erano i resti del freddo invernale. Un passero batteva contro il lucernario di ponente.

1 aprile 2002 – Pove del Grappa (Vi). Il cronista impenitente aveva smarrito la notizia della laurea di Cecilia Cucchini in scienza dell’educazione; ma è stata ripescata nell’archivio delle memorie orali, che si captano nelle sintonie trasversali, cioè parlando d’altro; e si è così ricomposto un tassello festeggiato in casa di Chiara, la sorella, con una cena calda e allegra. Tanti auguri, accompagnati dal canto di dottore, dottore… con quel che segue, in calando, senza riferimenti visivi.

6 aprile 2002 – Bassano del Grappa (Vi). Quattordici gruppi del bassanese guidati dall’associazione Questacittà hanno organizzato una tavola rotonda a conclusione dei corso tenuto su "Volontariato e cittadinanza" per i volontari del territorio; dagli interventi è emersa la funzione di spinta dei volontari nella società, e insieme la loro funzione di lotta perché non vengano esclusi i più deboli dalla partecipazione alla vita sociale. Numerosi i presenti al dibattito; all’iniziativa ha partecipato anche Macondo con il suo presidente.
Nella stessa giornata di sabato il Circolo "Romano Carotti" all’Hotel Palladio ha organizzato un convegno sulla tematica La democrazia deve partire dal basso, che fa parte del programma di sensibilizzazione del Circolo stesso contro i processi di delega, e prende spunto dall’esperienza di democrazia partecipativa che alcuni soci del Circolo hanno avuto modo di conoscere direttamente nel comune di Porto Alegre del Brasile, in occasione del grande convegno mondiale. Gli organizzatori sono soddisfatti per il dibattito e per le presenze.

10 aprile 2002 – Pianoro (Bo). Il Gruppo di Ricerca di Pianoro, con il Circolo culturale Capo Seatle all’interno della polarizzazione di Presente e Futuro organizza un incontro tra Giuseppe Stoppiglia ed Enrico Giusti sul tema "Un altro mondo è possibile?". L’incontro di Porto Alegre ha acceso molti fuochi ed anche molte attese; chi poi ha l’anima legata all’America Latina ne sente ancor più il richiamo, mi riferisco a caso a Sauro Stefanini che ogni mattina si prende su per andare al lavoro passando per Rio de Janeiro, Porto Alegre, per rafforzare la speranza.

12 aprile 2002 – San Martino delle Venezze (Ro). Il Gruppo Genitori, la Biblioteca Comunale di San Martino delle Venezze all’interno di un ciclo di conferenze Genitori cercasi… invita Giuseppe Stoppiglia a conversare con un folto gruppo di persone sul tema Non di solo pane vive l’uomo, argomento che puntava ad una riflessione sul denaro, che poi si riferiva al rapporto educativo dei genitori coi figli, che poi era l’esserci dei genitori al di là ed oltre il buon esempio, esserci nella diversità e nell’accoglienza della diversità, senza le misure coatte del denaro. Numeroso, attento e con la volontà di capire e di aprire un dialogo il pubblico.

13 aprile 2002 – Viadana (Mn). Giuseppe parte alle sette del mattino in compagnia di Adriano Zanolla, autista non autorizzato per raggiungere gli studenti delle scuole superiori e riflettere sulla giustizia, quella delle bilance. Li ha convocati Chiara Pedrazzini, laureata in scienze politiche, operatrice internazionale, figlia di Gianni e Luigia, impossibilitato quindi (il Giuseppe) alla rinuncia d’invito nonostante il rientro tardo notturno dalla serata di San Martino in compagnia di pioggia e sereno. Se la giustizia è figlia del bene comune sarà la premessa alla pace, ma è anche il vincolo della pace civile, che si frantuma quando si sbilancia la giustizia. Per questo gli antichi affermavano che essa è una dea che abbandona il campo dei vincitori, che in genere sono anche prepotenti. Vivace il dibattito e lunghi gli strascichi di quell’incontro affollato di voci e di pensieri.

17 aprile 2002 – Bologna. È sempre piacevole, almeno per me, tornare a Bologna; pure avvertivo come una sorta di lontananza e di estraneità. Mi pareva di non conoscerla più; forse il lungo abbandono. Eravamo in città a presentare il libro di Maria. L’iniziativa era stata preparata da Chieregato Vittorio, Alessandro nella sede regionale della CISL. C’erano i vecchi amici di Bologna e i colleghi di lavoro della Maria; e c’era anche qualche amico di Macondo, fin da Piovene Rocchette e non faccio nomi. Molti i presenti, in clima familiare ed amicale; l’incontro è iniziato con il canto della Nona di Beethoven e con le diapositive di Monaco. Poi seguiva Maria nel ricordo di Valeria, nel suo rapporto con il lavoro e con gli ospiti del Giovanni XXIII, e nell’attenzione umana ai problemi sociali del tempo. Continuava l’intervento di Giuseppe su la funzione ed il ruolo della donna nella vita del prete, e nella storia dell’uomo. Ha parlato anche l’autore sui sentimenti e la loro ricchezza che si manifesta nella loro esplicitazione velata. Siamo stati ospiti dei Cavina e con Federico ed un amico di lui si è parlato del Brasile e della possibilità di un viaggio di ricerca.

18 aprile 2002 – Nervesa della Battaglia (Tv). Nel salone parrocchiale Giuseppe incontra un folto gruppo di adulti sul tema Genitori ed educatori ed è l’occasione per parlare del rapporto educativo coi giovani, che non astrae dalla vita impacciata in cui viviamo, del bisogno di ascolto, e di esserci nella traduzione dei valori, che sono rimasti forse nella memoria e che faticano a prendere gambe e marciare.

24 aprile 2002 – Vicenza. In occasione dei cento anni della gloriosa squadra del Vicenza, dei suoi colori bianco e rosso come i volti delle ragazze in fiore, il comitato per i festeggiamenti si riunisce e decide per un quadrangolare competitivo a squadre cui partecipa anche Macondo in qualità di beneficiario assieme ad altre quattro associazioni con l’impegno di collaborare alla riuscita della festa. Prende in mano le redini della sezione Macondo, Vittorino Deganello di Piovene Rocchette.

25 aprile 2002 – Pove del Grappa (Vi). Nella chiesa parrocchiale di San Vigilio a fronte della grande pala di Jacopo, accompagnati dalle corde vibranti di Giorgio, Luigi e Stefano e dalle voci canore di alcune pie donne, non presenti al sepolcro a suo tempo ed ancora giovanili nell’aspetto e nel cuore. Corroborati dall’emozione dei nonni, incalzati da zii e nipoti solenni e vivaci e dalla nobile statura dei genitori, mentre la catecumena Ester Maria piegava la fronte sul fonte battesimale a ricevere lo spirito di amore e di pace sotto la mano clemente di Giuseppe, un folto nucleo di amici accompagnava l’evento dell’infante ed ascoltava e diceva parole di tenebra e di fuoco, parole di penitenza e di speranza non monocorde.

27 aprile 2002 – Bassano del Grappa (Vi), Istituto Einaudi. L’incontro è all’aperto, la musica prepara ed accompagna il clima, Giuseppe conversa con i ragazzi che gli stanno accanto, poi attacca: sulla forza delle ideologie e la caduta degli ideali, l’assopirsi della speranza, ma quella è dentro di noi, è una forza da scoprire. I ragazzi ascoltano, tacciono, si interrogano. In cielo guardano le rondini, battono le mani e si alzano ad accompagnare la musica che già suona. Qualcuno raccoglie informazioni.

28 aprile 2002 – Pove del Grappa. Di passaggio per Feltre verso la montagna passa il gruppo della Lega Ambiente di Comacchio; sono accompagnati da Marino Rizzati; consumiamo assieme il dolce preparato dalla Velia del paese natio; conversiamo del presente e del passato; riscopriamo nomi e voci antiche; poi il gruppo riprende il cammino verso i monti e le valli scoscese.

Volo anch’io
Le immagini di questo numero di Madrugada

a cura di Cristina Bellemo

Le parole possono fare i miracoli? Accade molto di rado, ma qualche volta, fortunatamente, accade. Volontariato è una di quelle parole capaci di compiere miracoli, di innescare rivoluzioni, perché dice realtà, passione, verità.
«Da una parte, l’accompagnamento e l’intervento diretto a fianco delle vicende umane che necessitano sostegno, riconoscimento e aiuto, dall’altra lo sforzo proteso all’interpretazione della sofferenza e l’impegno per la rimozione delle cause che la generano. Resistere in questo contesto significa non perdere di vista l’obiettivo di restituire e costruire libertà».
È sintetizzato così l’impegno volontario nella prefazione ad un volumetto che si intitola Voloanch’io, immagini dai luoghi del volontariato, stampato nel 2001, nell’occasione dell’Anno internazionale dei volontari, proclamato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Raccoglie sapienti frammenti dei quotidiani, piccoli, grandi miracoli del volontariato. È dedicato a quei sognatori che i sogni non li rincorrono soltanto, ma li vivono, e sanno intesserli di concretezza.
Un libro dove le parole sono poche, quelle necessarie. Vere protagoniste le immagini, che a volte sanno dire molto di più e più immediatamente sullo spessore umano dell’impegno volontario, sulla ricchezza di emozioni, di sensazioni, di esperienze vissute nei luoghi del volontariato. Sulla straordinaria ordinarietà, sulla discreta, silenziosa, rivoluzionaria grandezza del volontariato. Occhi, volti, sorrisi, mani, stanze, gesti, oggetti capaci di raccontare vite, storie, relazioni.