Cronaca dalla sede nazionale

19 novembre 2001 ­ Dopo essere stato al mattino alla Cooperativa Olivotti, nel pomeriggio Giuseppe incontra, nella sede di Macondo, gli Scauts di San Martino di Lupari. È un gruppo di capi, che vuole elaborare contenuti e metodi per se stessi e per i gruppi che hanno sotto la loro responsabilità. Per questo è necessario crescere, per poter poi comunicare nella parola e con la presenza; una presenza mite, ma forte insieme.

22 novembre 2001 ­ TV Antenna 3. Su invito del conduttore della rubrica I colori della solidarietà, Giuseppe parla dei bambini di strada in Brasile: una società si giudica dal rapporto che ha con i bambini. Questo non vale solo per il Brasile. I nostri figli sono protetti e vivono nella solitudine, non abbiamo tempo per loro; sembra una contraddizione, ma è una società che vive sulla quantità e non sulla qualità.

26 novembre 2001 ­ Bologna. È morta Rosanna Naldi. Se ne è andata in fretta.
Ha inseguito la vita e le è rimasto il rammarico di non aver potuto esprimere tutta se stessa. Ha vissuto una maternità drammatica: anche quando si è spezzato il filo della vita negli occhi raccoglieva ancora una speranza non rassegnata. Al funerale ha partecipato Giuseppe, per l’antico legame di affetti che lo lega alla famiglia Naldi ed in particolare a Valter, che è stato il suo istruttore e maestro alla fabbrica Calzoni.

1/2 dicembre 2001 ­ Bologna. Seminario di studio organizzato da Mauro Pellegrino e Alberto Camata.
Relatori Francesco Lazzari su Globalizzazione e cambiamenti culturali e Andrea Gandini su La piramide rovesciata. Con metodo diverso hanno affrontato il problema della globalizzazione. Rigoroso il primo, cui sono seguiti alcuni interventi interrogativi o continuativi; Gandini ha prodotto un intervento soggettivo, che parte appunto dalle risorse, poche o tante del soggetto, dalla sua corporeità e dalla sua anima, dalla sua condizione di uomo capace di analisi e di sintesi. Hanno partecipato circa cento persone. L’incontro si è concluso con il pranzo della domenica. Alcuni hanno richiesto al professor Gandini di poter continuare quella linea di lavoro e di intervento personale, che lui aveva tracciato al mattino assieme al gruppo.

3 dicembre 2001 ­ San Giacomo di Romano d’Ezzelino (Vi). La sala di Villa Ferrari è gremita quando Mario Capanna prende posto al tavolo della presidenza.
Dopo una breve presentazione di Farinelli, con la foga e la verve che gli è propria snocciola i dati dell’ingiustizia, del malessere nel mondo; ma poi ricorda la paziente tenacia di chi, giorno dopo giorno, ricostruisce i fili della società, della politica di base, del dialogo, dell’informazione. Il pubblico è galvanizzato. Intervengono uomini e donne che vorrebbero interrogare, e poi chiedono che la speranza si faccia costruzione di solidarietà, barriera contro l’ingiustizia.

7 dicembre 2001 ­ Taranto. Funerale di Angelica Sansone. È passato poco tempo dal primo annuncio di malattia, dal ricovero di Angelica. Aveva allevato il gruppo di giovani e ragazze con amore e tenacia; ed ha lasciato ai suoi ragazzi la voglia di sognare, la ricerca di autonomia, il senso della responsabilità, che sono punti fermi e mete da riconquistare. Fuori della chiesa dove il popolo assisteva al rito, i suoi ragazzi stendevano un lenzuolo bianco dove scrivere parole di tenerezza e di fedeltà. Il presidente Giuseppe ricordava Angelica, che affettuosamente chiamava la Donna del Sud, e la sua fede nell’uomo, il suo cammino ostinato verso un’autonomia conquistata tra le secche delle ideologie forti e conservatrici.

9 dicembre 2001 ­ Troina (En)­Venezia. Rientrano dalla Sicilia e scendono dall’ippogrifo alato all’aeroporto Marco Polo, Stefano Benacchio, Francesco Monini e Gaetano Farinelli, reduci da una visita di lavoro ed amicizia presso Mario e Benita Bertin, che li hanno accolti nella terra ospitale della Trinacria, tra i nuovi amici della Fondazione Oasi Città aperta. Hanno potuto godere, nei tre giorni di permanenza, il clima mite, le vestigia di una grande civiltà, ed il sapore del pane, dell’olio e del vino.
Nello stesso giorno nasce Ester Maria Zanchetta, figlia di Chiara e Baldassare. Porta con sé due nomi di donna forti e tenaci; quelli della tradizione biblica e quelli del patrimonio familiare.
È bionda, è dolce, ha gli occhi celesti, come nel formulario delle donne affascinanti.

12 dicembre 2001 — Lucca, Parrocchia di san Marco.
I responsabili dell’ACI Diocesana settore adulti hanno invitato Giuseppe a parlare del futuro, delle prospettive ed insieme del tema vivace: Tutti vogliono arricchire il mondo, nessuno vuole migliorarlo. È una variazione sul tema dello sviluppo umano, che si oppone ad una crescita economica che non tiene conto dei bisogni e delle spinte del sociale; ma è anche la presa di coscienza che la redistribuzione del reddito nasce da una sensibilità nuova e dalla fiducia nelle risorse spirituali dell’uomo, che sono il frutto delle sue lotte.

15 dicembre 2001 ­ Marostica (Vi). Andrea Bordin organizza nella sala del Castello degli scacchi la presentazione dell’iniziativa dell’Alpetrans, che ha allestito alcuni camion con pellicole adesive laterali, che riproducono in foto gigante i bimbi di Rio ed in grafia il progetto de I bambini torneranno a giocare. Ha aperto la mattinata titolata a La solidarietà viaggia… il fotografo Francesco Fantini, con un reportage sul lavoro minorile in Brasile. A seguire l’amministratore dell’Alpetrans, sig. Dino Tolfo, poi Giuseppe Stoppiglia, quindi Lorenzo Bertacco, assessore al turismo e Francesco Filippi, presidente della pro Marostica. Il freddo e il ghiaccio hanno decimato le presenze e annullato l’arrivo degli alunni marosticani.
Ma i camion dell’Alpetrans continuano a viaggiare per l’Italia e nell’Unione. E tu, non l’hai ancora visto il gigante che parla e non dice, in bella mostra? Troina (Enna) In serata presso la Fondazione Oasi Città Aperta hanno presentato, con la mitezza e la forza che li distinguono, la loro esperienza di vita tra i clochard (barboni) Michel e Colette, marito e moglie, che vivono tra Francia e Belgio; sono innamorati dell’Italia e amici di Mario Bertin, già curatore dell’edizione italiana di Clochard, che molti di voi già conoscono. La serata ha aperto il dibattito attorno ad una esperienza di vita, che vuole essere segno di umana tenerezza.

17 dicembre 2001 ­ Pezzoli (Ro). Riprende l’itinerario coi giovani di Pezzoli e dintorni, per scandagliare le possibilità dell’esistenza, vedere com’è cambiato il Veneto e costruire spazi di incontro e di intervento, anche se l’auditel è pessimista; Maurizio vorrebbe essere pagato in base agli ascolti, e soffocare gli ultimi bisbigli di chi fa ragionare senza spot pubblicitari. Che moralista! 20 dicembre 2001 ­ Pove del Grappa (Vi). Tutto è pronto all’Hotel Miramonti. C’è anche Carla Rigoni, dall’Australia. Nella sala adiacente la reception si presenta il libro di Maria, Attraversare il deserto. Il cammino di una donna alla ricerca della propria autonomia. Ci sono le sorelle di Maria. Al tavolo della presidenza don Piero Battistini, Francesco Monini, Stefano Benacchio e l’autore Gaetano Farinelli. Un colloquio intimo, a volte duro, a tratti nostalgico, a momenti dolce com’era Maria negli ultimi mesi prima di partire, quando aveva raggiunto la pienezza ed aspettava solo un segnale. Giuseppe in fondo alla sala ascoltava commosso.

21 dicembre 2001 ­ Carpi (Mo). Festa di Macondo.
Nella grande piazza del castello alla destra dei torrioni si apre il Teatro Comunale di Carpi, accogliente come le donne che stanno allestendo il tavolo dei libri di Macondo all’entrata. I palchi, il soffitto sono in legno.
Le poltroncine in platea comode. Conduce la serata, dedicata all’Angola e organizzata dall’Associazione Con­Fusione delle arti, Claudio Sabelli Fioretti. Viene presentato ufficialmente il CD di Laura Polato: Il segreto dell’anima, come canzone per Macondo. Molte sono le compagnie d’artisti presenti, tra i partecipanti pure don Giuseppe, don Adriano, inoltre la cantante Cinzia di Romano che lavora assieme a Laura Polato. E molti ospiti d’onore tra cui il dottor Caselli e la moglie Laura. A tratti scompare la distinzione tra pubblico e attori, e ci si diverte come bambini a fare teatro, mentre continuano le musiche, le danze, i cori e la rappresentazione. Una recitazione composta, i ritmi vibranti, creativo il conduttore, ironico, sornione.

1 gennaio 2002 ­ Nasce Ludovica, figlia di Beatrice e di Andrea Bordin, primo rampollo di un albero in fiore; è arrivata con il freddo e con la neve che ancora copre il terreno. Accosta il suo nome ai grandi della letteratura e della storia; e raccoglie il sorriso dei nonni e degli amici, nella pace e nei sogni.

3 gennaio 2002 ­ Pove del Grappa (Vi). Incontro nella sede di Macondo tra padre Pol Zayat, due giovani dell’Argentina e un gruppo di amici di Bassano del Grappa che opera nel volontariato, perché assieme argentini e italiani costruiscano un ponte di solidarietà.
Padre Pol racconta la cronistoria del loro itinerario. E parla del loro progetto all’interno della storia argentina. François traduce. Alla fine si prendono accordi, appuntamenti e si consuma poi dalla Mena un pranzo festoso e frugale.

6 gennaio 2002 ­ Bassano del Grappa (Vi). Per quelli che sono interessati a ritrovarsi attorno all’eucaristia e alla parola di Dio, la prima domenica di ogni mese. Oggi ci si ritrova a Casa Betania in Bassano. Nelle letture di oggi si coglie un doppio segno, e un segno doppio: il riconoscimento della Salvezza attraverso i simboli del potere; e nell’accoglienza del povero. Non è quello che entra nel corpo che contamina, ma il male parte da dentro; non è un enigma, solo un confronto con ciascuno di noi e con tutti.

9 gennaio 2002 ­ Bassano del Grappa (Vi). Piero Pelù, cantautore, leader a suo tempo dei Litfiba, oggi cantante solista, viene invitato a parlare ai giovani su di un tema raccolto da lui stesso tra le parole di una sua canzone: Non è la fame, ma è l’ignoranza che uccide. Al teatro Remondini di Bassano si è aperto un dialogo tra il presidente di Macondo, Piero Pelù ed il pubblico.
Ciascuno ha cercato di comunicare partendo dalla propria esperienza e trasparenza. Per comunicare ci vogliono silenzio e ascolto, e cercare sempre oltre la verità, che non è astratta, ma si costruisce e non certo nei canali ufficiali. Per questo ­ diceva Pelù ­ io non guardo più la televisione. Il teatro era al completo; sul palco, accanto a Pelù, il sindaco di un paesino della Toscana. Attorno fotografi ed una TV locale. Per la cronaca rimando agli articoli del dottor Silvano Mocellin sul Gazzettino, esaurienti ed efficaci. Gira poi la storia metropolitana che BassanoTV ha irradiato un bel servizio su Pelù e contorni di serata, tant’è che una marea di fans ha richiesto la cassetta; che poi dopo la visione l’ avrebbero lanciata, depositata all’ingresso della sede TV: soliti vandali! e le ruspe hanno faticato giorni a rimuoverle: la forza dell’ingratitudine! Lo spirito di patata! Non c’è senso dell’humor! 12 gennaio 2002 ­ Padova. Il GIM Comboniani, nella persona di padre Mosé Mora, ha invitato Giuseppe Stoppiglia a parlare di Chiesa e politica. Ha aperto la conversazione con una provocazione: non basta essere giusti, occorre rendere giusto il mondo, passando poi alla distinzione tra morale e fede, alla politica come cammino con il povero e riflettendo sull’immagine della Chiesa oggi, con i rigurgiti di fondamentalismo, sovrapposizione di fede e cultura maggioritaria.

13 gennaio 2002 ­ Altavilla (Vi). In una chiesetta, i coniugi Riccardo e Maria Rosa De Fonzo celebrano con gli amici venticinque anni di matrimonio. Il rito è accompagnato da un coro di voci della parrocchia e si costruisce con le parole e gli affetti di tutti e di ciascuno. La figlia apre il libro delle letture e tesse assieme agli altri i fili della memoria di un rapporto di vita e di amore, gratuito come l’aria che respiriamo (ad oggi), che la legge rinfranca, ma non condiziona. Il celebrante accoglie sull’altare Riccardo e Maria Rosa, che distribuiscono ai convitati il pane di vita.

14 gennaio 2002 ­ Troina (En). Giuseppe in visita nella generosa terra di Sicilia, ospite di Mario Bertin e di Benita. Si incontra con padre Ferlauto, fondatore dell’Oasi, alla ricerca di spazi di collaborazione, perché il grano germogli, e le carovane di un’umanità nomade per costituzione, trovino ristoro e nuova energia in altre imprese umane.

20 gennaio 2002 ­ Pove del Grappa (Vi), sede di Macondo. Si apre il corso di socio­politica organizzato da Baldassare Zanchetta e Luigi Zuccheri. Relatore Giuseppe Stoppiglia su Etica e politica, che ha esordito con le parole di Eric Fromm: la fame è più radicale del sesso. Questo per scardinare la ideologia del pensiero unico, ricomporre la scala dei bisogni, quelli veri e quelli indotti; e per liberarci dalla macchina robot, che vorrebbe sovvertire l’umanità e la sensibilità solidaria. Il gruppo si ritrova ancora per quattro volte fino a marzo.

21 gennaio 2002 ­ Pove del Grappa (Vi). In preparazione della marcia che si terrà a Marostica a giugno, si è riunito il comitato organizzatore, numeroso già all’inizio attorno al suo leader, Fabio Lunardon, per stabilire un calendario di incontri e di verifiche di percorso.

22 gennaio 2002 ­ Venezia. È partito per il Brasile e l’Argentina il presidente, accompagnato da padre Umberto Scalabrini. Si fermerà al Forum di Porto Alegre, ma prenderà contatto con la São Martino a Rio de Janeiro, anche in preparazione al viaggio e alla permanenza dei 37 giovani e donne di Rossano Veneto che faranno vita comune coi ragazzi di strada. In questi giorni, fino al 29 gennaio, si mette in moto una folta delegazione di Macondo: saranno ben trenta persone, in partenza per il Forum di Porto Alegre, di cui ci renderà conto già in questo numero l’emerito Egidio Cardini, capo delegazione di Macondo, scrittore satirico per sesso esso agip transgresso, al suo rientro dal carnevale di Rio de Janeiro, dove a suo parere vincerà la Mangueira.

27 gennaio 2002 ­ Pove del Grappa (Vi). Nella sala riunioni un folto gruppo di almeno quaranta persone segue con attenzione la relazione del dottor Ivo Lizzola su Società e politica, che ha saputo cogliere le voci nascoste, positive, di questa società definita spesso frantumata, ma che ha pure un tessuto umano, per poter tessere una nuova politica fuori degli schemi.

1 febbraio 2002 ­ Rossano Veneto (Vi). Nel duomo il gruppo ANSPI e Macondo presentano il Coro giovani di Bovolenta, che si esibisce in canti pieni di vita.
Il concerto è per i “Meninos de rua” del Brasile. Durante l’esibizione vengono proiettate scene di vita dei ragazzi di strada. La serata, che ha visto la presenza di più di cento giovani, ha saputo dare forma ad una relazione che si fa sempre più viva tra i giovani di questa terra ed i ragazzi del Brasile. Animatore, promotore dell’incontro è don Sandro, che costruisce con entusiasmo e generosità uno spazio di incontro e di formazione umana e cristiana.

4 febbraio 2002 ­ Porto Alegre (Brasile). La delegazione di Macondo organizza un seminario all’interno del grande convegno cui partecipano più di cento persone di varia nazionalità. Ne viene data notizia in altra parte della rivista.

Ugo Attardi, disegni e incisioni, 1952­1991
Le immagini di questo numero di Madrugada

Attardi scolpisce, dipinge, disegna questo mondo in cui viviamo, e gli specchi infranti che ci
tende, concavi, convessi, smussati, senza foglia,
testimoniano un realismo magistrale. Direi dunque che Attardi è un maestro della sola arte che
valga in questa fine di secolo: quella che io chiamo realismo barocco. Il cronista dei nostri poteri e delle nostre impotenze disegna da realista
barocco la bellezza dei corpi e le loro infermità.
[…] L’artista non possiede la bellezza che mutilandola, che ingravidandola, che deformandola,
perla nera o perla bianca, maschio o femmina,
irregolare, sempre. Tutto questo turba gli occhi,
disorganizza i neuroni, fa paura. Solo il corpo
non mente. Attardi l’ha capito: il corpo è l’esatto specchio dell’anima. Il mondo in cui regna la
menzogna, a cominciare da questa scatola degli inganni, arma dei poteri, che si chiama televisione, si handicappa, s’atrofizza, s’enuclea, si
gambemozza, ed amputa la nostra visione della verità e della bellezza.
Montaigne: «Il mondo non è che un traballamento perenne. Ogni cosa vi traballa senza tregua… Non dipingo l’essere. Dipingo il passaggio…». Ecco: Attardi dipinge il passaggio, disegna il passaggio, e miracolosamente le sue gigantesse, e i suoi giganti, di bronzo o di legno,
scolpiscono il loro passaggio schiacciante nello
spazio. Stupratore di forme, di colori, frantumatore di tratti: è col fuoco nelle dita che Attardi
crea baroccamente questi passaggi del nostro essere effimero dall’anima difforme; e la minaccia
che pesa su ogni forma che passa sospende la
metamorfosi verso un’altra forma, un’altra ancora, e questa propensione, in un semplice tratto di matita, pone l’uomo barocco di questa fine di secolo tra la vita estrema e la morte estrema, dove schizza il pennello, morde lo scalpello, serpenteggia la piombaggine nel Paradiso perduto della prima Eva venuta d’Africa, stracco
d’orrori, di violenze e scevro di selvatichezza.

Jean­Noël Schifano
dalla prefazione alla raccolta
Disegni e Incisioni 1952­1991
Ringraziamo il maestro Ugo Attardi,
simpatizzante di Macondo,
per averci gentilmente concesso la riproduzione
di immagini tratte dalle sue raccolte.
Attardi, Scultura pittura incisione,
Editori Riuniti, Roma 1976.
Attardi, Amori e predonerie,
Disegni e Incisioni, 1952­1991.