Cronaca dalla sede nazionale

2 agosto 2001 ­ Bassano del Grappa/Lugano. Amoroso, Bertin, Benacchio, Stoppiglia e Farinelli si incontrano per tracciare le linee portanti dell’Osservatorio sulla Globalizzazione, costruire una rete nel mondo con un coordinatore che rilevi i moti politici, economici, le reazioni e le proposte a questa condizione dinamica; e comporre ogni tre mesi un inserto su Madrugada che rappresenti un paese o un settore condizionato, attraversato dal processo di globalizzazione. Il gruppo si aggiorna ad ottobre dopo aver raccolto adesioni e cifre. Il sole è spiaccicato dietro le nubi. Si suda.

4 agosto 2001 ­ La Verna (Toscana). Si chiude il campo itinerante di Badia Prataglia, diretto da Gianni e Luigia Pedrazzini, cui hanno partecipato 35 giovani di ambo i sessi, di età compresa tra i 25­30 anni. Il tema del viaggio si è articolato negli incontri e con un cammino verso mete geografiche e simboliche: Camaldoli e La Verna, tirando allo spasimo la resistenza sotto la canicola, ed arabescando le linee di conversazione dei relatori quotidiani.

14 agosto 2001 ­ Fiera di Primiero (Tn). Il signor Mario Iazzolino e la moglie Lorenza come ogni anno nella loro casa di montagna, appartata e ospitale, per rinsaldare i vincoli di amicizia e gli impegni di collaborazione con la rivista Madrugada, accolgono il presidente e due membri della redazione. Vibrano le foglie sugli alberi, ma non è il vento: sono le cicale spensierate.

25 agosto 2001 ­ Monastier (Tv). Joaquim Ventura Lopez consuma gli ultimi giorni di permanenza in Italia, ospite di Giorgio Daniel; in serata è stato organizzato un incontro in cui Joaquim presenta un’associazione di Cuiabà (Brasile), formata da famiglie vittime della violenza. Numeroso il pubblico indigeno. Erano presenti anche Gaetano Farinelli e Stefano Benacchio, che poi prendevano parte al buffet con panini e vino in bicchieri di plastica bianca.

26 agosto 2001 ­ Legnago (Vr). Si conclude la quattro giorni della festa etnica organizzata dall’Arci, dalla Locomotiva e Giochi puliti.
Mentre nel parco giochi ormai si conclude lo spettacolo dei burattini tra i bambini che chiedono con le palme la reiterazione del gioco, nell’area convegni si apre la tavola rotonda sul tema Sem terra e bambini di strada. Il Brasile dei contrasti, dove interviene (così almeno recita la locandina, senza aggiungere nomi) Giuseppe Stoppiglia. Nell’area concerti sta per iniziare il teatro di Galeano e poi i ritmi caraibici; l’atmosfera è fortemente emotiva. Ma se non c’erano altri relatori, chi si aggirava attorno alla tavola rotonda? 30 agosto 2001 ­ Bagno di Romagna (Fo). Seminario per gli adulti e famiglie. Provengono da ogni regione d’Italia; arrivano coi piccoli, alcuni ancora poppanti. Si raccolgono nell’alta mansarda ad ascoltare e confrontarsi coi relatori e coi testimoni. La pressione è alta perché Tutto ciò che è grande sta in mezzo alla tempesta, come scriveva Platone; e continua: Percorrendo il viaggio tra le generazioni. Ed in cima alla mansarda, nella luce trasversale delle basse finestrelle, i presenti sentono scalpitare i cavalli, sui pensieri e sui sentimenti sedimentati nel tempo, ma non rassegnati; e c’è nell’ascolto dei relatori l’impatto cerebrale, emotivo; il sollievo di una parola già sentita altrove, nel vento e nella canicola, il cruccio di un discorso nuovo.
Apre il seminario Carmine di Sante su: Desiderio di vivere, bisogno di credere e ricorda che non ogni desiderio è innocente; ed il bisogno nasce dalla presenza gratuita dell’altro. Riprende poi Mario Pollo in La fatica di orientarsi tra le insidie di una modernità che richiama la carenza di luoghi di incontro, in una temperie che moltiplica i non luoghi anonimi.
Nel pomeriggio Emmanuelle Marie, con la sua forza prorompente, riflette Se i tempi delle rivoluzioni assolute e totalizzanti sono finiti, ci sono luoghi di rivoluzione nei posti più impensati, recuperando l’aspetto sorprendente e mai concluso dell’azione che muta a partire dall’interiore.
Sabato mattina interviene Raffaele Mantegazza su Saper intendere, comprendere, partecipare, tollerare, vuol dire scegliere da che parte stare; con il suo fascino comunicativo, ragionando e drammatizzando, con l’ausilio dei figli dei partecipanti, ci introduce sul percorso umano della relazione pedagogica. Continua la prof.
Giuliana Martirani in La nostra meta non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose, che parafrasa il compito raccontando in prospettiva e in voce critica la sua esperienza di lavoro nel campo della prostituzione.
Domenica conclude il prof. Armido Rizzi su Il limite, la precarietà e l’oltre, dove vengono proposte alcune indicazioni critiche, per impedire l’assuefazione o l’intorpidimento.

2 settembre 2001 ­ Rossano Veneto (Vi). È partita la gara di bicicletta organizzata da Beltramello Roberto, sotto la pioggia grigia, bucata dalle maglie colorate sulle bici leggere; la competizione si concludeva poi con un pranzo sociale, cui era invitato anche Fabio Lunardon, responsabile delle gare atletiche per Macondo Veneto. Il ricavato dell’iniziativa solidale viene devoluto alla campagna de I bambini torneranno a giocare.

15 settembre 2001 ­ Pezzoli (Ro). Laura Polato lancia il suo CD, appena registrato, con musica e parole sue, che traducono e rinnovano dal di dentro un pensiero di Macondo: nel canto che prorompe dal duetto di Laura e Cinzia, nell’orchestra di strumenti che sollevano le voci per colpire oltre la percezione dei sensi primi.

16 settembre 2001 ­ Pezzoli (Ro). Nella ricorrenza del trentesimo di sacerdozio, don Giuliano celebra l’eucaristia con gli amici che in questi anni hanno accompagnato la sua attività di informazione, formazione, denuncia e spettacolo: il dottor Caselli con la moglie, l’attrice Ivana Monti, don Luigi Ciotti del gruppo Abele. L’omelia è stata pronunciata dall’oratore Giuseppe Stoppiglia, accompagnato sul posto da Mario con Mercedes, senza scorta, assiduo frequentatore dell’agorà (piazza di incontro) di Pezzoli: due case, un bar, una chiesa, un telefono, una voce insistente.

20 settembre 2001 ­ Bassano del Grappa (Vi). Il circolo XXVI Settembre ha organizzato un incontro sul tema Il popolo di Genova ed in sottotitolo Un filo sottile unisce Genova a New York; vi hanno partecipato i BSF (Bassano social forum) e Rifondazione Comunista.
Ospiti e relatori erano Paolo Cacciari e Giuseppe Stoppiglia, che non hanno potuto tacere sul recente attacco alle torri, stabilendo un rapporto tra pace, difesa dei diritti e apertura alla speranza.
Bassano del Grappa (Vi).
Nello stesso giorno Andrea Bordin espone nella saletta APT la rassegna di fotografie dal titolo Voloanch’io: immagini dai luoghi del volontariato, mettendo a frutto la sua attenzione al settore, e cogliendo momenti semplici e significativi: una mano che sorregge, uno sguardo che accompagna, una chitarra che suona, bimbi che giocano ed altre memorie che occupano i sentimenti della responsabilità.

22 settembre 2001 ­ Fonzaso (Bl). Nascosto dietro al capannone, accanto alla lista stradale che conduce a Belluno, vociferando, applaudendo, bene augurando, si apre al pubblico lo spaccio dell’azienda di abbigliamento Triveneto Moda, soci essendo Stefano e Mirco. Il dottor Benacchio, come socio intellettuale che razionalizza, legge emozionato parole che avviano l’attività; gli astanti sorpresi tacciono, mentre il ministro del culto benedice le persone e la loro attività con parole gioviali ed ironiche. Qualche bambino mangia i biscotti del buffet, una mano grande avvicina alle labbra un sorso di bianco spumante. Consigli per gli acquisti, in rubrica! 23 settembre 2001 ­ Bologna, Eremo di Ronzano. Il Festival della collina apre quest’anno un seminario sul Pianeta Bambini, affrontando nel primo giorno il tema che riassume una contraddizione: Figli del benessere e figli della povertà; nel secondo giorno invece I diritti dei bambini alla scuola, alla vita, all’ascolto, alla salute, al gioco. Macondo vi ha partecipato con un banchetto sostenuto e vivacizzato da un gruppo di giovani di Padova e dintorni, che si sono muniti di mostre e di cartelli.

29 settembre 2001 ­ Ferrara. Redazione di Madrugada. C’è un nuovo componente, Giovanni Realdi.
Ci ritroviamo nella sede della Cooperativa Le Pagine, come da vecchia data. All’ordine del giorno i monografici prossimi venturi: L’ ac qua, Il fondamentalismo, La fraternità. Non ci ha raggiunto Mario Bertin, che ora è direttore della casa editrice Oasi Città Aperta (Troina, Enna). La redazione ha fatto visita a Enzo Demarchi, reduce dall’ospedale Sant’Anna di Ferrara, nella sua casa di Voghenza. Enzo ha consegnato loro del materiale per i prossimi numeri di Madrugada.

2 ottobre 2001 ­ Padova.
Francesco Fantini presenta nella Sala Rossini dello Stabilimento Pedrocchi il suo libro Schiavi della vita, frutto del reportage fotografico sul lavoro dei minori in Brasile, all’interno di una tavola rotonda che raccoglie gli interventi di Giovanni Michelotto, Antonio Papisca, Fabio Salvato, Giuseppe Stoppiglia, accompagnati dal moderatore Enrico Gusella. L’opera fotografica ritrae e rievoca momenti di fatica e pause dalla violenza, che a volte sembrano quasi momenti di gioco; volti tesi e mani che operano.
I relatori hanno messo in evidenza il dramma ed insieme la speranza; la denuncia della deriva, ma insieme lo sguardo che cerca di vedere oltre.

6 ottobre 2001 ­ Bassano del Grappa (Vi). Leonilde e Alessandro convolano a nozze; l’atmosfera è densa di emozioni. Sono presenti amici, parenti e nipoti, e Giuseppe accompagna il rito, esorta, richiama, sprona, conversa. La sposa e lo sposo si confondono, scambiano gli anelli, scambiano le parti, e poi si ritrovano. Al termine tutti convengono a consumare le cose semplici e gradite preparate per la festa; gli sposi partono per il Salvador, un ritorno in America Latina per Leonilde, per lo sposo un’introduzione da neofita.
Piovene Rocchette (Vi). In serata, su invito di Daniela Baroni, Giuseppe si incontra con un gruppo di famiglie in casa di una di loro, a riflettere sulla preghiera, sul nostro rapporto con Dio che può scadere nella superstizione; oppure può essere ricerca di un Dio che non è proprietà di nessuno, manifestazione di una relazione gratuita. C’era anche Sara, di ritorno dall’Inghilterra; alla fine della conversazione hanno consumato assieme le torte dolci e salate che solo le donne sanno fare; anche il cronista, indeterminato assente, ha potuto assaggiare dall’angolo della sua quarantena.

9 ottobre 2001 ­ Pezzoli (Ro). È possibile costruire un percorso formativo nel quale emergano le risorse individuali ed insieme l’attenzione all’altro, che si fa responsabilità e progetto politico? L’incontro dei giovani con Giuseppe si propone di offrire risposte possibili, articolate; i presenti erano circa una quarantina. Uomini e donne provenienti dal territori diversi, prima che scendesse la nebbia.

11 ottobre 2001 ­ Montebelluna (Tv). Dopo Francesco e Anna arriva Martino, bianco e rosso, e nero di capelli, neri gli occhi. Grande quanto basta per attaccarsi al seno di sua madre Ivana, tenero per potere piangere tra le mani del padre Andrea.
E ricominciamo da tre.

12 ottobre 2001 ­ Bassano del Grappa (Vi). Su invito del CIF (associazione donne) Giuseppe parla nella sede di "Questacittà", presentato da Chiara Cucchini che siede alla tavola della presidenza, moderatrice e prossima alla maternità (nella condizione della esternazione, in prossimità del processo espresso per metafora nei verbi: dare alla luce, mettere al mondo). Il Presidente conversa sul tema della Globalizzazione: quale etica possibile?, invasivo, pervasivo, allarmante (il tema); una condizione che ci supera, ma che l’uomo può ancora dominare. In sala Paola Zanchetta e la madre di Stefano, signora Mariuccia Bosa, promotrici dell’incontro.

13 ottobre 2001 ­ Marostica (Vi). Nella parrocchia di Sant’Antonio si celebra il matrimonio di Giulio Maroso e Anna. Le parole, i gesti, il rito ed i simboli, gli interventi interrotti dall’emozione, le riprese hanno fermato il tempo; le candele sull’altare bruciavano senza consumarsi, e si fermava la mano della sposa sull’anello dello sposo, che la rimirava quasi fosse la prima volta. L’incanto si è sciolto piano piano, dopo due ore e mezzo, sul sagrato della chiesa e oltre, nella dolce realtà della festa.

16 ottobre 2001 ­ Rossano Veneto (Vi). Parte dalla parrocchia l’iniziativa, ed è una cosa nuova ed interessante: preparare e poi accompagnare un gruppo di giovani in Brasile a contatto con una realtà complessa e contraddittoria: miseria e lusso; protezione e sbando; fatta di dolcezza e di orrore. Interessante perché mette a raffronto l’anima non preconcetta dei giovani con una terra sconosciuta, che pur rientra nella nostra storia. All’incontro di progettazione è invitato pure Giuseppe Stoppiglia, che introduce il percorso educativo, perché l’esperienza non si fermi alla sola emozione estetica, ma diventi sentimento di vita tra i ragazzi di strada di Rio de Janeiro, di Nova Iguaçù, nella foresta della Tijuca, sulla sabbia di Ipanema e di Barra della Tijuca, sulla avenida Rio Branco e Cinelandia, e nei numerosi sensi unici che si intrecciano fino alla grande periferia di Rio.

20 ottobre 2001 ­ Padova.
Akwaaba, benvenuto! Alla mostra che raccoglie le opere pittoriche di artisti italiani e ghanesi nella Basilica del Santo; e che ha come obiettivo un progetto pittorico per la cattedrale di Effia Kuma in Ghana. L’evento ha preso inizio oggi alla presenza del Rettore della Basilica, di padre Benedetto del Centro Interculturale di Sillico, della Cooperativa Olivotti e di Macondo. Il catalogo della mostra è stato curato dalla professoressa Monica Lazzaretto. Ricca e variegata la partecipazione degli artisti con le loro opere. E di curiosi attenti e variopinti.

22 ottobre 2001 ­ Bologna. Zanni Tonino, tra i primi soci di Macondo, che a suo tempo con la consorte Giovanna ha visitato il Brasile, stanti con loro i coniugi Pedrazzini, è stato sottoposto a trapianto di reni. Gli auguriamo una vita serena tra noi mortali.

25 ottobre 2001 ­ Milano.
Su invito di Stefano Appoggi della Banca Popolare, Giuseppe si accinge a parlare ai dipendenti dell’azienda madre sul tema Etica e responsabilità o forse per meglio dire Etica della responsabilità, che sarebbe il comportamento morale che nasce dal rapporto e non dall’astrazione; una relazione che rompe i paradigmi della perfezione ed entra nell’agone dei valori che sono tali quando sono condivisi. Il sottotitolo suonava invece così: noi e l’altro, l’incontro quotidiano nel cammino della vita.

26 ottobre 2001 ­ Milano.
Giuseppe Stoppiglia incontra Fabio Fazio e Gioia parlando di progetti e lavoro, di attese pazienti e di prospettive, ragionando sul tempo e sugli uomini, sorvolando sul virtuale, satellitare, parabolico e sui recinti di Macondo.

27 ottobre 2001 ­ Napoli. A bordo di un aereo, Giuseppe plana sulla città vesuviana: fa caldo. Generosa l’accoglienza dei giovani del MO.VI., coi quali si intrattiene sabato e domenica sulla funzione del volontariato e sulla responsabilità del dono; l’una e l’altra intese come azione prepolitica per la città e la società civile. Forse in sintonia con il ministro degli Interni Scajola che riscontra e lamenta una frequente contaminazione politica nel volontariato: fate assistenza e lasciate perdere; che al resto ci pensiamo noialtri! Bastiglia (Mn). Nello stesso giorno Sandro Fogli organizza una giornata di scambio culturale e solidale con padre Adriano Ukuaciali dell’Angola. L’incontro si inserisce all’interno delle attività del comune, in cui Sandro ricopre la funzione di assessore alla cultura.

28 ottobre 2001 ­ Comacchio (Fe). Avrebbe dovuto battezzarlo il cronista imprudente: Massimo Zanni, accompagnato al fonte dal padrino, fratello di Roberta e dalla madrina, Maria Rosa, ha ricevuto l’acqua lustrale dalle mani del molto reverendo signore don Giancarlo. I genitori festanti, Maurizio e Roberta, hanno poi accolto nella loro casa gli intervenuti al battesimo, per festeggiare l’ingresso di un figlio di Dio nella chiesa itinerante e nella comunità lagunare.

3 novembre 2001 — Bologna. Nella sede della Cisl si ritrovano la Segreteria di Macondo e gli animatori dei tre campi scuola. La conversazione si è fermata in prevalenza sulla formazione e la sua funzione all’interno di Macondo, che è solo un momento molto piccolo della vita della persona, che poi continua e decide sul territorio le azioni da compiere e le scelte da fare, in relazione alla sua coscienza ed in risposta ai segni che il territorio gli offre. Non mancava alcuna rappresentanza e tutti sono intervenuti per ribadire l’utilità dei campi; per quanto riguarda il Seminario di studio e spiritualità si ritiene opportuno mantenere la struttura ed il metodo usato, per la composizione dei partecipanti formata in prevalenza da adulti. Erano presenti Giuseppe, Gianni, Alberto, Nadia, Dario, Bruno che poi hanno insieme consumato un pasto molto frugale, come si evince dal conto spesa registrato.

I bambini della speranza
Le immagini di questo numero di Madrugada
a cura di Antonella Santacà

Il Rwanda, in Africa Centrale, è la terra con più alta densità di popolazione di tutto il continente. Insieme con il Burundi forma un piccolo rettangolo verde nella regione chiamata dei "grandi laghi", territori "delle mille colline", delle smaglianti piantagioni del migliore tè e caffè del mondo, delle banane più dolci, di montagne vulcaniche rivestite di foreste tropicali, rifugio degli ultimi gorilla di montagna. La bellezza del paesaggio naturale e la mitezza del clima dell’"eterna primavera", la restaurata sicurezza per il visitatore, costituiscono validi motivi per intraprendere un viaggio in quei luoghi (attualmente sembra non si corrano pericoli).
Questo paese ha subito una tragica guerra etnica nel 1994 e 1995 che provocò circa un milione di morti, una devastazione fisica e morale che sembra non avere confronti in tutta la storia dell’Africa.
Dopo l’inferno Chi si reca in Rwanda oggi non può pensare che il suo popolo sia arrivato a tanto, alla distruzione reciproca e alla violenza dell’odio… perché si trova in contatto con un popolo molto amabile, molto semplice, che sembra molto solidale.
Che lo sia divenuto dopo quest’orribile evento, come grande forza capace di riparare al danno inferto, dopo aver vissuto l’inferno, non lo sappiamo. Sappiamo, invece, che a rimetterci più di tutti sono stati i bambini, quella fascia di popolazione innocente e indifesa, debolissima, che si è trovata all’improvviso a dover diventare adulta senza averne la capacità, senza più alcuna protezione e guida, senza cibo, senza vestiti, senza sapere perché, senza pace, senza tutto.
Come alberi sradicati dal vento, senza più suolo su cui appoggiare il proprio tronco o il proprio essere, senza aver più radici o genitori, senza più forza di alzare i rami al cielo o le braccia verso qualcuno che non si trova più, una madre strappata da un destino crudele, questi figli sono stati gettati nel mondo…! Credere in una luce di pace Sono bambini poveri, poverissimi. Alcuni con i segni della guerra, le cicatrici, o della fame.
Vengono chiamati bambini malnutriti quelli che non hanno avuto una giusta nutrizione. Hanno i capelli che schiariscono imbiancando sempre più, mentre sarebbero scuri di capelli ed hanno un ventre più pronunciato del normale, molto gonfio e rotondo.
Compiere un viaggio in Rwanda non è soltanto spostarsi in un luogo geografico, un angolo di mondo dimenticato, ma è un’esperienza che lascia segni indelebili, che fa crescere e cresce ancora ogni qualvolta questa si espande come conoscenza sugli altri.
Conoscere questo popolo caduto, risollevarlo dal buio con la nostra compassione, comprensione e farlo conoscere è come far luce. È come mostrare che qualcosa ancora brilla. Credere in una luce di pace, la luce dell’amore che illumina il cammino dell’uomo. Scorgere dal buio un raggio di speranza di una nuova solidarietà umana, una nuova partecipazione. E la vita può tornare a risplendere come il sole…
Fotografie di Marcello Selmo.
Nato ad Arzignano (Vi) nel 1958, vive e lavora a Chiampo ed Arzignano.
Ha frequentato l’Istituto superiore di fotografia ed arti visive di Padova, ottenendo l’attestato di qualifica professionale nel 1994.
Si dedica essenzialmente alla fotografia di reportage e di ritratto.