Cronaca dalla sede nazionale

novembre 2003 ­ Padova. Lunedì. I barbieri sono a riposo. Andrea Agostani è vestito in nero, no smoking, e si prepara alla discussione della tesi di laurea in medicina; argomento: zona basso ventre. Ha una voce calda, architettonica, che nasce tra testa e gola, veloce e sicura, a tratti unu pocu cioca piatti. I docenti della commissione ascoltano, interloquiscono; fuori si prepara la sarabanda. Ora il medico, in nome del popolo italiano, è nudo per la visita e per il pronto soccorso. Passa sotto la forca inseguito dalle pedate; poi canta sul muretto che non recinge l’orto di casa, ma che innalza i mal capitati per il ludibrio. Bevi, leggi, vai, grida la plebe degli intellettuali. Bevo, leggo e vado. Ma tu, dolce pellegrino, m’ascolta; no, m’aspetta il treno, vado, corro, vedo, inciampo: Padova non è più mia. Mi attende tutta la mia giovinezza. Le piramidi, il deserto. La scienza oltre i parapetti dell’accademia. Guai all’uomo che cade nelle mani dell’uomo. Oh, Egitto! e le cipolle.

5 novembre 2003 ­ Verona. Nella casa di Fausto, all’anagrafe Valensisi, cognome storpiato mille volte dagli orecchianti, si incontrano Benito, Fausto, Gaetano, Giuseppe, Lidia, Valeria, in preparazione del programma di formazione degli adulti, che verrà ad articolarsi in due convegni, in zona primavera il primo come ai tempi di re Carlo, e in tardo autunno il secondo, al rientro delle mandrie. Ne sarà data notizia tramite il sito di Macondo e per via postale ordinaria. Sono aperte le iscrizioni su lista unica. Restano immutati i campi estivi per i giovani e il convegno dell’estate.

10 novembre 2003 ­ Asolo (Tv). Scuola per operatori interculturali. La scuola è organizzata dalla Cooperativa Olivotti e ha l’obiettivo di preparare persone che abbiano la capacità e la sensibilità di accompagnare lo straniero nel suo cammino di integrazione e insieme di difesa della propria identità.
Alcuni incontri di studio sono condotti dal nostro presidente Giuseppe Stoppiglia.
11 novembre 2003 ­ Modena. Organizzato dall’associazione “Donne e Giustizia” continua la serie di incontri su “Donne migranti dai paesi dell’America latina”. Intervengono Renata Bergonzoni, Irma Romero e Giuseppe Stoppiglia; fa da moderatrice Paola Borghi. I relatori partono da esperienze diverse e portano insieme vissuti e riflessioni.
Non ci sono bandiere, proclami, ma il racconto e la traccia di piedi che passano, sostano e vanno oltre; teneri, incerti, allarmati, fermi, che affondano, che riprendono il cammino, in fuga, in sosta; espulsi, che poi rientrano, senza pace, con riemergente nostalgia di terre e di volti che non si vedono più.

14 novembre 2003 ­ Valle San Floriano, Marostica (Vi). Come si suol dire: alla grande, in uno spazio modesto, ma riscaldato, fuori dai rumori, ma illuminato a giorno, su tavoli compatti, ma imbanditi, disposti a schiera, ma senza intenti bellici, mangiando, bevendo e conversando, ascoltando commossi, rammentando orgogliosi, programmando senza competere; scusate ma ho perso il filo, eccolo: si è consumata la cena di consuntivo della marcia, un tempo di Marostica poi di San Floriano, svoltasi a settembre in memoria e a beneficio dei ragazzi di strada del Brasile e dell’Argentina. Alla cena erano presenti quanti hanno collaborato alla marcia. Il responsabile del progetto. “I bambini torneranno a giocare” ha ricordato i motivi che muovono il gruppo ad una solidarietà responsabile.

15/16 novembre 2003 Pontedera (Pi). Su invito dei responsabili delle province di Pisa e Firenze, Giuseppe Stoppiglia ha preso parte al convegno di ben 130 capi scauts che si apriva con la parola d’ordine “Dove portano i passi che facciamo…” affrontando il tema della formazione che risente la mancanza di valori condivisi, la carenza dei punti di riferimento e dei luoghi di incontri; la superficialità delle relazioni poi rende impossibile nei giovani la formazione di un’autonomia affettiva e di un impegno responsabile. I capi e le guide scauts, numerosi e attenti, vivaci nel dialogo e nella partecipazione.

22 novembre 2003 ­ Ducenta (Na). Il MOVI, associazione che coordina a livello di territorio le attività di volontariato in Italia, invita Giuseppe a condurre un intervento sul senso e significato del volontariato, la sua funzione non sostitutiva del politico, perché solo assieme si affrontano le situazioni, le condizioni, le emergenze e il quotidiano. La riflessione del presidente “Alle radici del nostro agire” si inserisce all’interno del seminario su “Volontariato sociale eTerzo settore: percorsi di cambiamento”, che si è tenuto presso il Pontificio Istituto Missioni Estere (P.I.M.E.). Erano presenti ben ottanta persone.

23 novembre 2003 ­ Acilia (Roma). Giuseppe Stoppiglia partecipa e guida un corso di formazione organizzato dall’associazione A.G.A.P.E. di Roma sulla educazione alla responsabilità e alla gratuità. Il gruppo è composto da ben cinquanta persone impegnate in vari progetti in Africa, America Latina, Romania, India e Bielorussia. La giornata è intensa e la partecipazione è attiva.

26 novembre 2003 ­ Spinea (Ve). Coordinamento Donne della Federazione Pensionati. Parla Giuseppe per ricordare la funzione di memoria e di tradizione dei valori della terza età. Il ruolo centrale della donna nella sua capacità di accoglienza e di ascolto in una società che divide e frantuma. Inoltre, soffermandosi sul percorso personale, la ricerca interiore, che è lo spazio da cui muovono la responsabilità e l’impegno politico, come risposte coerenti al bene comune, che è il luogo sacro dove cresce la persona e la comunità, aggredito con baldanza e sfrontatezza oggi dai potenti in danaro e armi.

28 novembre 2003 ­ Schio (Vi). Donne in Nero e Associazione Macondo, nella coordinazione del dottor Paolo Filippi, hanno organizzato nel palazzo Toaldi Capra del Comune la presentazione del libro “Mujeres” di Bruna Peyrot, storia di donne, specchio e riflesso di un paese che non si piega, la Colombia, in alcune donne che partecipano attivamente alla vita politica e sociale della loro terra. Apre il libro Giuseppe Stoppiglia, legge alcune pagine e le ripropone a ritroso nella sua storia e nella storia delle donne di terra scledense l’appassionata Giannina Dal Bosco, ripropone il testo in varie versioni il cronista impreparato, ma il pezzo forte è riservato a Bruna, che ripropone una lettura storica, appassionata, della Colombia e dell’America Latina, con una visione propositiva del processo democratico nuovo che si va costruendo in quella terra, che esce dalla dittatura militare e tenta a fatica di alzare il capo dal tallone dell’economia di mercato. Numeroso e attento il pubblico che ha richiesto l’autografo dell’autore.

1 dicembre 2003 ­ Bassano del Grappa (Vi). Al Palasport “per battere l’AIDS”, il flagello del secolo; l’iniziativa, nata nel 1993 dalla professoressa Antonella Liuzzo all’interno dell’Istituto Einaudi, ora raccoglie tutte le scuole di Bassano; gli studenti occupando straripanti gli spalti dell’edificio, hanno ascoltato tra i testimoni il dottor Zinfollino, il dottor Ramigni, la scrittrice Lia Bordignon, e Giuseppe Stoppiglia, che ha puntato il dito sul controllo dei farmaci da parte delle multinazionali; e si univano ai ritmi e alle danze dei complessi musicali ivi convenuti.

2 dicembre 2003 ­ Venezia. Conferenza stampa in apertura della Campagna “Scendi anche tu in strada” (coi ragazzi di strada) che si concluderà con una serata musicale organizzata da Mediaitalia, che ha rivolto l’invito a Macondo in quanto associazione benemerita delle adozioni a distanza per bambini e bambine dell’America Latina. Fotografi, giornalisti, curiosi, flash, sussurri, arrivano, non ancora, ecco, è lei, ma chi? Ma dai, che non lo sai? Poi finalmente il sindaco di Jesolo e l’assessore al turismo, i conduttori Maria Grazia Cucinotta, che era lei, ma chi? Marco Mazzocchi, e il presidente dell’associazione Macondo.
Ospiti della serata saranno cantanti e complessi famosi. Gli introiti del galà musicale saranno devoluti a Macondo e a Nuova Vita.

5 dicembre 2003 ­ Feltre (Bl). Padre Pierantonio dei Canossiani invita Giuseppe a parlare ai giovani della parrocchia del Duomo sulla scelta di seguire Cristo sulle tracce dei deboli. La presenza è cospicua, ben cento i giovani presenti e l’interesse intenso.

7 dicembre 2003 ­ Galeazza Pepoli (Bo). Presso le Suore Serve di Maria di Galeazza, Giuseppe Stoppiglia partecipa alla tre giorni di “Giovani e Missione” con la relazione Aiutare o prendersi cura che affronta la differenza tra assistenza e responsabilità politica, tra intervento esterno e coinvolgimento esistenziale, tra essere a fianco, ed esserci nel tempo libero. Molti i relatori a richiamare l’attenzione sul tema dell’alterità: “Quei tali che mettono il mondo in agitazione”, e che tali sono nella misura in cui incontrano l’altro come se stessi, come affermava nella sua relazione provocatoria il professor Arrigo Chieregatti.

8 dicembre 2003 ­ Comacchio (Fe). Nella chiesa cattedrale, al fonte battesimale, seduta sull’unica sedia disponibile per il pubblico, già popolo di Dio, la madrina tiene sulle ginocchia l’infante Marco Zanni, che al decimo mese di età riceve il battesimo dalle mani del prozio che ricorda ai presenti il senso della vita con voce franca e l’occhio incerto tra l’occhiale e il sopraciglio.
Abano Terme (Pd). Nel duomo di San Lorenzo la famiglia di Iazzolino Luca e Lucia, per scopo medesimo, compie il rito dell’acqua che mano ancor più vetusta versa sul capo di infante maschio di nome Riccardo, alla presenza di amici e parenti. La penombra della chiesa è illuminata dal grande cero pasquale e dal lume di candela che il padre solleva.

14 dicembre 2003 ­ Curtarolo (Pd). Sono giunti anche da lontano gli amici, e sono tanti, per una festa attorno ad una bimba, Giada, la dea del mare, figlia di Giorgina Ferrari che riceve il battesimo da un vegliardo che tiene la barba bianca e la mano stanca. Ma la voce no, la voce è ferma: dare alla luce, consegnare al mondo; un aforisma e una consegna per la madre e per tutti.

15 dicembre 2003 ­ Treviso. Al direttivo FILCA, Stoppiglia ripropone la necessità di costruire luoghi di incontro per condividere i valori.

16 dicembre 2003 ­ Rossano Veneto (Vi). L’ultimo degli appuntamenti di “Educare alla grande” è consegnato a Giuseppe Stoppiglia e ad un pubblico numeroso nella sala parrocchiale. I promotori del percorso sono l’Amministrazione comunale, l’Istituto comprensivo Gianni Rodari, la parrocchia, l’Associazione IESS. Il tema della serata: “Giovani talenti crescono…”. Ma quali sono le priorità degli adulti, quanto tempo qualitativo è riservato ai rapporti personali, quale spazio educativo viene costruito nella gratuità dell’esserci? Risuona la voce dell’oratore come una tromba; e non siamo ancora al giudizio della valle di Giosafat. Alla fine molti acquistano il libro del relatore per scoprire la chiave di volta del suo peregrinare e per avere propizi gli dei.

17 dicembre 2003 ­ Como. I componenti dei Direttivi dei grafici e dei meccanici del sindacato chiamano Giuseppe a riflettere sulla necessità di centrare sull’uomo e non sul mercato la nuova globalizzazione.

18 dicembre 2003 ­ Jesolo (Ve). Al teatro Vivaldi di Jesolo gran galà seconda edizione di Con tutto il cuore che ha come slogan l’invito Scendi in strada anche tu dedicato ai bambini e all’attività di Macondo. Nella sala di ingresso un numeroso servizio d’ordine e di informazione, di cui è parte integrante il gruppo Macondo.
Con sussiego il pubblico jesolano marittimo entra e prende posto. Canti, interviste, applausi. Il dottor Mario Bertin racconta la sua esperienza coi ragazzi di strada in Brasile, Giuseppe ricorda l’infanzia abbandonata nel mondo. Musica, concerti e luci intermittenti sul palco si susseguono. Poi pausa e silenzio. Ora il presidente di Macondo riceve la medaglia del Presidente della Repubblica, battimani, emozioni.
La folla ondeggia. Sul palco i convitati si abbracciano, il presidente bacia la Cucinotta. Riprende la musica. Che poi a mezzanotte si spegne su di un pubblico che già sente l’imminenza delle feste di Natale.

20 dicembre 2003 ­ Pove del Grappa (Vi), Sede Macondo. Conversazione e scambio amicale tra il nostro presidente e gli amici di Piovene Rocchette. Sul territorio, in quel di Piovene, chi potrà dare risposte significative se non chi ci vive? E se non lì, dove? Ognuno è responsabile tra gli abitanti del proprio territorio.
Alla pioggia, al sole, al vento ci pensa Dio, non sempre aiutato dai processi di industrializzazione e di globalizzazione. Dio è forse no global? Quel puntino nero che si chiama… Portami il mappamondo, sì portami il globo. Ma veramente io abito a Huambo.

23 dicembre 2003 ­ Ospedaletto Euganeo (Pd). Antivigilia di Natale. Abbiamo finalmente conosciuto gli operai e gli impiegati, uomini e donne, della Plastotecnica. C’erano quasi tutti alla cena di Natale; qualcuno, approfittando della lunga vigilia, era partito per il paese, ci sono infatti operai che provengono dal Sud e dai paesi dell’Africa. Dalla pedana di un palcoscenico allestito per il concerto che concludeva la serata abbiamo intrattenuto una conversazione amichevole coi dipendenti su Macondo e sulle attività dell’associa28 n o t i z i e
zione. Erao presente la famiglia Iazzolino al completo, proprietaria dell’azienda, che da anni sostiene la rivista Madrugada. Per non storpiare i ritmi del complesso musicale Giuseppe, Gaetano e Stefano hanno abbandonato l’allegra brigata prima della mezzanotte, quando, stante alla voce dei vecchi, si proporrebbe la prova delle scarpette strette per la scelta della sposa del principe azzurro.

25 dicembre 2003 ­ Bassano del Grappa (Vi). Santa Messa di Natale nella chiesetta di Sant’Anna, ospiti delle suore. Numerosi i fedeli, alcuni lattanti, due sacerdoti, sette suore. Che sia quello buono? Facciamo che lo sia; lo vedremo l’anno che viene, ecc. Buon Natale.

28 dicembre 2003 ­ Cavaso del Tomba (Tv). Giuseppe incontra gli scauts di Camposampiero per una riflessione sui percorsi formativi; oggi in particolare sulla maturazione affettiva e sulla sessualità, come doni dati per la relazione.

29 dicembre 2003 ­ Pove del Grappa (Vi). Visita di Linda, Nadia e Paola, con pranzo caldo e riflessione pomeridiana sugli sviluppi del percorso formativo dei giovani avviato ad Ostuni, per i quali è opportuna una ripresa di contatto. Naturalmente la riflessione si è articolata in parole, frasi, periodi, esclamazioni, interrogativi, pause, richiami, scusa ma cosa fai, conclusioni aperte e calendari di anno nuovo, con la partecipazione di Lele, giunto nel pomeriggio senza ghette.

30 dicembre 2003 ­ Dosolo (Mn). Incontriamo Chiara e Luis in casa Pedrazzini: aria di Brasile, anche se fuori fa freddo; e nuove opportunità e nuove speranze nei progetti di Chiara e nelle parole e nei gesti di Luis. I genitori Luigia e Gianni guardano e ascoltano, come Maria e Giuseppe.

1 gennaio 2004 ­ Venezia.
Camminando e frusciando per le calli e movendo i passi su e giù per i ponti, abbordando i canali, le barche e le gondole, sotto il sole, nel tepore di un’osteria, inaugurando l’anno nuovo coi fratelli Boschetto, lontano dagli spari della notte e dai lampi sul Messico.

2 gennaio 2004 ­ Ronzano (Bo). Un gruppo numeroso di ragazzi e di ragazze di quindici, diciotto e vent’anni si raccoglie, si fa per dire, attorno al tema: Tempo di scelte, le tappe di un cammino: io, gli altri, l’altro; e Giuseppe parla loro dell’io, della scoperta di sé che si accende nella scelta di partire, e nel mettersi in marcia.

6 gennaio 2004 ­ Pagnano d’Asolo (Tv). Giuseppe si incontra con la comunità dei giovani e celebra assieme a loro la messa; commemora la novità che viene da lontano, che viene da fuori e che interpreta i segni che si manifestano in casa nostra, come per gli abitanti di Gerusalemme i Re Magi.

7 gennaio 2004 ­ Pove del Grappa (Vi). Dopo sei mesi di permanenza in Brasile, ricca di incontri, di scambi, è rientrato Mauro Furlan; molti di voi l’hanno seguito nella lettura quasi quotidiana del diario che inviava dal paese della terra rossa e che Alberto proiettava sul sito.
Abbiamo parlato a lungo e vissuto insieme con lui vecchie e nuove sensazioni sugli avvenimenti e sugli uomini; e anche sulle motivazioni e le finalità dello scambio culturale e solidale con il Brasile.

8 gennaio 2004 ­ Pove del Grappa (Vi). Giuseppe si incontra con un gruppo di giovani di Marostica che desiderano sviluppare lo spirito di gruppo, ma insieme iniziare un rapporto con il territorio e con le avvisaglie del nostro tempo. I giovani di oggi sentono il bisogno di un terreno comune da cui partire, e percepiscono pure indistintamente i luoghi dove si possa alimentare la speranza. Mossa, contromossa, scacco, scacco al re. Se il re è nudo, la corte è mal vestita. Si rifugia nel palazzo, ché fuori piove. I giovani incalzano, fuori del palazzo.

8 gennaio 2004 ­ Eraclea (Ve). È nata Eleonora, figlia di Cheti e di Alberto Camata, che fa seguito a Riccardo, figlio anche lui di Alberto e di Chetti, che già frequenta l’asilo. È nata dopo le feste di Natale e dopo la Befana, per evitare coincidenze e sovrapposizioni anagrafiche con il Salvatore, nonché dispersioni tra parenti e re magi.
Fama incerta era invece occorsa a Anna Maria Mikol nata durante il convegno di agosto dell’anno scorso (ai trenta la mattina, quando il sole si alza) da Chiara e Baldassare, che erano partiti per la Colombia in località Macondo per depositare il nome della figlia, credendo di fare cosa gradita al presidente e al grande scrittore Marquez. Erano poi rientrati al paese montano, delusi di non aver reperito la località leggendaria (sic!).
La mancanza di un corrispondente a La Paz aveva determinato una crepa nelle memorie del cronista insolvente.

13 gennaio 2004 ­ Belluno. Inizia un corso per operatori interculturali. All’interno di quel corso Giuseppe svilupperà in dieci interventi il rapporto tra soggetti e processi collettivi; la differenza sociale, culturale, di genere come risorsa e scoperta, la solidarietà come apertura e non come assistenza.

15 gennaio 2004 ­ Peseggia (Tv). Per il mese di gennaio don Mario ha organizzato una serie di incontri rivolti agli educatori, ai genitori, agli adolescenti e ai giovani. Tutti mi pare. Oggi era il primo incontro con don Giuseppe Stoppiglia su: Cosa ci dice la sofferenza e il mutismo dei giovani?; io che non c’ero, posso immaginare cosa abbia detto, ma chi lo ha ascoltato s’è portato a casa una nota dolente sul Veneto ricco e senza futuro, perché trova nel lavoro la sua priorità, e gli è stato tolto, con il tessuto vitale, il senso del suo andare. Da qui quel silenzio che frigge, e che fa male, perché non prelude né a sguardi né a confidenze terrene.

17 gennaio 2004 ­ Grosseto. La Fondazione Bianciardi invita alcune riviste di cultura ad affrontare il tema della concentrazione editoriale. Partecipa anche la redazione di Madrugada, che dopo aver illustrato la propria attività rammenta quanto sia difficile lottare contro, e quanto sia opportuno continuare il lavoro pedagogico ed educativo che le piccole riviste coprono, anche se i risultati non sono gratificanti. Ben vengano le leggi che aiutano la piccola editoria, ma la messa insieme delle riviste resta sempre difficile, per le caratteristiche che ogni testata comprende e per la sensibilità che risponde ai propri lettori. Resta comunque possibile una dichiarazione di intenti e una testimonianza e denuncia alla società per lo spazio esiguo riservato ai piccoli.

21 gennaio 2004 ­ Arzerello (Pd). Su invito del parroco don Piero e di Andrea Agostini inizia “la scuola dei genitori”; la prima relazione è tenuta da Gaetano Farinelli, oratore a schema binario, a fronte di un pubblico di ottanta persone, paziente, simpatico, su tema problematico: Genitori: consiglieri o testimoni?, sulle prerogative dell’educatore, squadernate due a due, come di addice ad un oratore che non ama la complessità, perché si perde nel traffico stradale, fiducia e povertà, speranza e ascolto. Dibattito contenuto nei tempi, animato da don Pedro. Domani è giovedì e si lavora.
Il corso prosegue con altri quattro incontri, sempre di mercoledì, senza soste fino a febbraio, tenuti rispettivamente da: Carmelo Miola, Mirca Minozzi, Monica Lazzaretto, Giuseppe Stoppiglia.

23 gennaio 2004 ­ Venezia. Partenza per l’Angola di Gaetano, padre Fabio Squizzato e Gianni Pedrazzini, con destinazione Luanda, Benguela, città di mare con porto rinomato, dove numerose attraccano le navi, Lobito, in visita nella diocesi di Benguela, fino a Ganda, a duecentodieci chilometri dal mare, raggiungibile in sette ore con fuori strada guidato da un audace, strada libera, senza posti di blocco e senza distributori di benzina, dove vive e lavora padre Adriano, che ha aperto un asilo per i bimbi del paese, in particolare per gli orfani della lunga guerra civile. Ganda è paese di montagna, terra fertile, attraversata da fiumi ricchi di acqua, ancora infestata da mine antiuomo. Vi si fermano una sola settimana, a causa degli impegni in Italia, dicono alcuni, per paura della malaria, dicono altri.
Si incontrano con le autorità civili e religiose, mangiano zuppa di patate e di fagioli, latte in polvere e miele; prendono appunti, scrivono memorie, scattano foto, della cui autenticità qualcuno dubita.

25 gennaio 2004 ­ Pove del Grappa (Vi). Lo staff del campo di Troina (Enna), che si terrà a fine luglio per i giovani, si incontra nella sede di Macondo per preparare l’itinerario di formazione. Su Internet comparirà il programma di lavoro e le condizioni di adesione. Il campo è padano, transpadano, aeroplano, in nave, con carrocci, birocci e catorci l’accesso, moneta unica l’euro se non tramonta (battuta a freddo).

29 gennaio 2004 ­ Bassano del Grappa (Vi). I drappi gialli e blu; parlare con i colori, acclamare con i colori o negare. Il giallo e il blu. Il pubblico ha risposto alla proposta di IESS, associazione che fa capo agli studenti del Brocchi, che hanno aperto la serata e chiuso con una poesia e un appello: appendere i drappi gialli e blu, per ricordare che la diversità è in mezzo a noi, raccogliere la propria identità per aprirsi alla diversità. Con serenità? È la prima domanda, cui fanno seguito gli interventi dei relatori, su posizioni varie, concrete e ideali. Parte Giuseppe Stoppiglia, poi Fabio Comunello, Oliviero Forti, Mara Mabilia, Edmond Budina. La diversità è un valore che va affrontato con lealtà e serenità.

30 gennaio 2004 ­ Marostica (Vi). In una sala strapiena di giovani, ma anche di un bel gruppo di adulti, Giuseppe parla dello scandalo della speranza; dell’urgenza di tracciare un percorso alternativo all’obiettivo perdurante del benessere individuale, che distrugge i rapporti, rallenta la fatica della crescita della personalità. Frequenti i riferimenti alla società veneta, che non cura il dialogo tra giovani e adulti.

Le immagini di questo numero
La macchina fotografica è lo strumento di osservazione della realtà che è dentro e fuori di me.
Il confine è il nostro corpo, inebriato dai nostri sensi…
Al di là del confine, solo supposizioni di fede nell’invisibile e la speranza che certe emozioni possano colmare lo spirito sofferente.
Un viaggio introspettivo nel mondo che mi circonda e la voce del cuore.
Cerco di scrivere fotografando le incomprensioni e le visioni del mio camminare.
A volte sembra che il cuore si fermi e… click.
Parte delle visioni si sviluppa e si trasforma poi in camera oscura, confessionale del bianco e nero e di tutte le loro sfumature.
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