Democrazia e interculturalità

Perché ho scelto questo titolo? Democrazia e interculturalità? Per sfatare un pregiudizio che il modello della Democrazia occidentale sia perfetto o anche il migliore o addirittura, il migliore possibile. Democrazia: significa che il potere spetta al popolo e può essere un potere delegato, oppure un potere diretto di partecipazione. Il suo significato in origine era il potere degli abitanti di un determinato territorio (o meglio questa è l’interpretazione ulteriore che si può dare a questa parola.

Questo significato originario è da ricordare perché incide sulle modalità del potere.

Perché ho scelto questo titolo? Democrazia e interculturalità?

Per sfatare un pregiudizio che il modello della Democrazia occidentale sia perfetto o anche il migliore o addirittura, il migliore possibile.

Questo non significa che sia un modello da scartare, un modello pericoloso o pernicioso; significa che ha degli aspetti interni che sono carenti o imperfetti o che comunque rendono inefficace il modello stesso o da superare.

Inoltre che non sono tanto o solo le esperienze storiche di democrazia che sono carenti o che possono essere carenti, ma che anche il modello in sé è carente e certamente sono carenti le applicazioni successive del modello.

Perché allora parlare di intercultura? Se è vero che il modello non è perfetto si puoò vedere se ci sono altri modelli o elementi di altri modelli che possano rendere più aderente alla realtà umana il modello di democrazia occidentale.

A questo punto riprendo la definizione di democrazia, che è il potere del popolo. Le condizioni perchè questo sia possibile sono diverse.

Che tutti i cittadini siano uguali a fronte della legge.

E che tutti possiamo partecipare del potere con pari opportunità.

In linguaggio erudito si parla di isocrazia e isonomia.

Ora ci sono degli elementi che certamente impediscono la realizzazione di questi due criteri necessari perchè si realizzi una vera democrazia.

Intanto c’è da ricordare l’individualismo, vale a dire la libertà dell’individuo nella società democratica è un elemento preliminare, vale a dire l’individuo viene prima di qualsiasi altra realtà egli è sciolto da qualsiasi legame.

Questo naturalmente va ad incidere sopra quello che è il concetto di bene comune e va ad incidere sulla uguaglianza degli individui nella società democratica.

Si dirà che non siamo tutti uguali, ed è vero perchè ognuno ha caratteristiche proprie, ma la libertà dell’individuo va ad incidere in quella che è la pari opportunità economica, che non significa socialismo, ma significa rispetto della persona. Si introduce cioè un concetto nuovo di relazione che è la persona, che non è un essere senza rapporti, ma un ente che ha relazione con la sua origine e con la società.

L’altro aspetto è il ruolo quantitativo dell’individuo in relazione al potere, e dunque le decisioni vengono prese a maggioranza; ora la maggioranza non sempre segue la strada giusta o per lo meno criterio di verità o meglio ancora criterio di bene comune che si costruisce non è la maggioranza. La maggioranza infatti può essere prevaricante rispetto alla minoranza.

E la cosa non si risolve proponendo una alternanza di potere che certamente da una parte può essere salutare, ma dall’altra può creare un circolo vizioso di interessi che si passano di mano in mano tra i rappresentanti delle fazioni che si competono il potere e che si trasmettono il potere e si alternano in esso potere.

La democrazia occidentale si impianta in Europa e nelle nazioni che hanno origine da essa.

Per la coscienza di sé l’Europa tende a trasformare l’idea di democrazia in una idea universale, quasi fosse qualcosa che sta al di sopra delle cose, che ha una sua consistenza autonoma, quasi indipendente dagli uomini e che dunque è vera per essenza o per volontà superiore o che comunque appartiene ad un processo di civiltà ineludibile.

Questo comporta a trasformare quello che noi chiamiamo pluralismo nella imposizione o nella proposta suadente di una idea unica che è appunto la democrazia, quasi si potesse imporre un sistema che per sua composizione nasce dal popolo, si forma con il popolo ed esclude la sua origine al di fuori e che proviene comunque o da una forza trascendente.

A questa idea che è pure coscienza di sé si lega l’atteggiamento di aggressività delle nazioni europee nei confronti del mondo, che pensano di poter imporre il loro modello alle altre nazioni in nome della democrazia o dei diritti umani. Posizione che nasce pure dal fatto di essere la democrazia governo degli abitanti di un territorio. e dunque c’è un noi che abita e difende un territorio in opposizione o comunque in alternativa ad altri agli stranieri che possono invadere il territorio. Questa condizione porta facilmente ad un atteggiamento di competizione e di aggressività o comunque di paura verso gli "altri".

Un altro elemento di cui tener conto per capire la natura della nostra "democrazia" è quello di aver origine da un modello che è quello greco, che si poteva applicare ad una città piccola in cui tutti si conoscevano per nome, in cui quindi la relazione era di dialogo ed in cui gli uni conoscevano gli altri e dunque non ci si poteva nascondere ed era possibile prendere decisioni comuni. questo oggi non è più possibile.

C’è poi la componente della tecnologia che si unisce alla complessità della nostra società. E questo rende sempre più difficle la possibilità di entrare e partecipare direttamente alle decisioni.

E ancora se non è stato detto resta da osservare il modello di economia, vale a dire la libertà estrema di arricchire per qualcuno lasciando nella miseria e sotto il livello di dignità umana gli altri o comunque di lasciarli lungi dall’avere una pari opportunità cosa questa che impedisce di certo alla democrazia di esprimersi e di essere veramente tale.

Quali sono le alternative? Sarebbe interessante sviluppare alcuni punti che certamente danno o darebbero vigore alla democrazia.

Un primo elemento che procura il cambiamento sarebbe la parola intanto e vale a dire quello di risolvere le questioni, anche quelle piu` gravi attraverso la parola. che non e` solo la diplomazia, ma è lo strumento della comunicazione, che non nasconde la verità perchè non parte da linguaggi precostituiti, ma cerca di essere trasparente nella costruzioni di progetti nuovi di convivenza.

Altro elemento portante sarebbe la pace come bene di tutti. E dunque rompere il circolo vizioso della guerra come strumento di avvio dell’economia e anche del livellamento delle tensioni. anche perchè con i mezzi di sterminio oggi non si può più in alcun modo parlare di guerra giusta.

Dunque si prospetta una nuova ideologia della pace. Si tratta certo di costruirla e detta così è certamente ed appare ancora di più molto semplicista.

Per questo è necessario l’incontro delle culture. Queste avranno la forza di trovare sempre nuove strade di convivenza e sapranno costruire nuove vie che possono pure superare ed integrare la nostra Democrazia, ed io stesso sento quanto sia questo difficile.

Relazione tenuta a Porto Alegre durante il terzo FSM nel seminario organizzato da Macondo